Aprire un agriturismo: 4° puntata

aprile 24, 2009 | Fare impresa

agriturismo21Quali sono i motivi che spingono un imprenditore a scegliere di investire nell’agriturismo? A questa e molte altre, delle vostre domande, risponderemo con il quarto reportage sul tema. A chiarire alcuni aspetti strategici, operativi e gestionali dell’azienda agrituristica, è stata una ricerca condotta dal corso di alta formazione epigesvi – conform , durante la quale è stato intervistato un campione di operatori agrituristici in provincia di Avellino, per conoscere gli aspetti organizzativi e non solo, della gestione di una tipica azienda del settore, nel territorio oggetto di indagine. I fruitori dell’agriturismo, secondo l’analisi, sono giovani e famiglie di provenienza urbana, di reddito medio e medio-alto. Si riscontra anche una lieve crescita della presenza di clienti pensionati. La forma societaria dell’azienda agrituristica, come già detto nel precedente articolo, è l’impresa familiare, i cui i membri della famiglia sono quotidianamente coinvolti nella gestione dei servizi offerti alla clientela e nelle connesse attività agricole dell’azienda. La ricerca, ha anche chiesto agli operatori intervistati , quali siano i motivi della scelta di dedicarsi all’attività agrituristica. La motivazione principale è quella di integrare il reddito dell’attività agricola e di valorizzare il territorio ed i prodotti tipici. La media di anni di esercizio dell’attività è 5 anni. L’estensione media del fondo su cui sorge un agriturismo è di 16 ettari; numero medio di posti letto: 12; numero medio di coperti: 40. Il periodo di maggior afflusso turistico per gli operatori della provincia di Avellino è quello estivo con una percentuale dell’82% di presenze. Durante il corso dell’anno le presenze scendono al 18%. L’82% delle imprese sono costituite in forma di ditta individuale, contro il 9% di srl ed il 9% di Società in accomandita semplice. Il 36% degli intervistati ha detto di utilizzare manodopera esclusivamente familiare; il 64% si avvale anche di personale esterno. Il 36% delle imprese ha da 1 a tre addetti, il 27% da 4 a 6, un altro 27% da 7 a 10 e solo un 9% più di dieci. Le fonti di finanziamento dell’impresa, sono nell’82% dei casi, i contributi pubblici, solo il 18% ha fruito anche di finanziamenti bancari, assieme al contributo pubblico. La metà delle aziende investe fino a 200 mila euro nell’attività. Il 20% da 200 a 400 mila euro; un altro 20% da 400 a 600 mila euro ed il 10% più di 600 mila euro. La principale fonte di ricavo è la ristorazione (55%), il 45% ottiene ricavi da ristorazione ed alloggio. Il fatturato si aggira per il 60% degli intervistati sui 20 mila euro annui; un altro 20% fattura tra 20 e 40 mila euro l’anno; il restante 20% oltre 40 mila euro annui. La totalità delle aziende, cioè il 100%, offre servizi di ristorazione; il 91% offre anche alloggio; l’82% la vendita di prodotti; il 27% escursioni ed equitazione; il 18% piscina; tennis o tiro con l’arco; il 18% fattoria didattica; il 9% centro benessere ed agricampeggio. Il 64% delle aziende investe in pubblicità, contro un 36% che non investe. Il 71% spende in pubblicità fino a 1000 euro. Il 29% investe da 1000 euro in su. Il 36% si promuove attraverso Internet; un altro 36% attraverso Pagine Gialle; il 27% con brochure e cartelloni; un altro 27% alla radio; il 18% tramite la stampa. Le maggiori criticità del settore, secondo gli operatori interpellati sono la stagionalità e la limitata offerta di servizi complementari rispetto a ristorazione ed alloggio. Le soluzioni a questi aspetti negativi, potrebbero essere quelle di diversificare i servizi offerti attraverso corsi didattici; escursioni; percorsi enogastronomici; attività sportive. Altre difficoltà riscontrate dagli operatori, il ridotto numero di clienti stranieri e la limitata integrazione con altre forme di promozione e sviluppo del territorio. La soluzione proposta per risolvere queste criticità è stata quella di indirizzare i flussi turistici costieri ( stranieri) verso le zone interne offrendo pacchetti turistici integrati e di collegare il soggiorno con eventi folkloristici, fiere ed altre iniziative realizzate sul territorio. Un’altra criticità è stata individuata negli scarsi investimenti per la promozione. Le soluzioni proposte a questo ulteriore aspetto negativo sono: la sensibilizzazione sull’importanza delle attività promozionali; creazione di un sito internet unico per gli operatori del territorio; introduzione di una segnaletica distintiva per le aziende agrituristiche irpine; stipulazione di accordi con tour operator ed agenzie turistiche. Un’altra criticità individuata dalla ricerca è la carenza di cooperazione tra operatori agrituristici; risolvibile acquistando attrezzature in comune e costituendo associazioni e consorzi per lo sviluppo dell’attività agrituristica.agriturismo11 Le 10 regole che garantiscono il successo e la buona riuscita dell’impresa agrituristica sono: valorizzare le peculiarità dell’agriturismo; garantire un contatto diretto e personalizzato con l’ospite; offrire un’accoglienza a dimensione d’uomo, in contrasto con il turismo di massa; assicurare tipicità e genuinità dei prodotti serviti alla clientela; promuovere e riscoprire la cultura del mondo rurale, offrire servizi integrati con il territorio; offrire sistemazioni confortevoli in edifici ristrutturati che evocano la tradizione del passato; praticare prezzi adeguati; attuare attività promozionali mirate; sviluppare forme di collaborazione con altri operatori agrituristici. In genere le tariffe applicate dagli operatori agrituristici vanno per pernottamento in camera doppia: dai 35,00, 40,00 ai 50,00 euro, in base al periodo di alta o bassa stagione. Un menù completo con piatti tipici oscilla dai 15,00 ai 30,00 euro a persona. Le tariffe variano anche in base alla regione in cui sorge l’azienda. Diversa è anche la gestione operativa dell’azienda in base al territorio di appartenenza. Infatti l’attività agrituristica è disciplinata dalle Regioni. Un’indagine sull’agriturismo della provincia di Firenze, del 2007, fa emergere che l’età media del cliente di un agriturismo fiorentino è di 44 anni; livello di istruzione medio-alto, di professione impiegato, libero-professionista, insegnante o lavoratore autonomo. Viaggia in coppia o in famiglie composte da 4 persone. I mercati di provenienza dei flussi turistici nella ricerca in oggetto sono 80% estero e 20% nazionale. Dove gli stranieri sono Tedeschi, Olandesi, Inglesi e Belgi. I connazionali. Veneti, Lombardi, Romagnoli. Il periodo di soggiorno medio di questo cliente è di 7,5 giorni; usa internet per avere informazioni sulla struttura; cerca nella vacanza in agriturismo relax, benessere e contatto con la natura; è prevalentemente un fruitore occasionale dell’azienda. Dopo queste ricerche aggiungiamo altri dati emersi dalla nostra osservazione. La maggiore fonte di promozione pubblicitaria, agrituristica è attualmente, il web, attraverso la registrazione dell’azienda e del suo sito in directory specifiche e l’acquisto di sponsorizzazioni on line e l’indicizzazione sui motori di ricerca. La soddisfazione del cliente, rappresenta la maggiore soddisfazione dell’imprenditore agrituristico che , come il cliente, beneficia del contatto con la natura, della possibilità di promuovere le peculiarità del territorio rurale e di essere l’artefice del suo sviluppo e del recupero delle tradizioni. Per gestire con successo l’attività bisogna conoscere la normativa della regione di appartenenza, in modo da rispettare le modalità di valorizzazione del territorio. Tutte le normative sono state suggerite tramite link, nelle precedenti puntate del nostro reportage. Il trend attuale, dà il settore in crescita, in un precedente articolo abbiamo riportato anche il giro d’affari del settore. Altri motivi di soddisfazione, l’integrazione del reddito agricolo, la possibilità di coinvolgere i familiari nella gestione aziendale, permettendo loro di trarre un reddito ed una realizzazione personale e professionale dall’attività lavorativa, da gestire nella condivisione e nell’armonia. Si lavora nei giorni di festa, spesso, nei periodi di alta stagione, ma il contatto con la natura e l’ambiente rurale, rendono meno faticosa la gestione del servizio. Per essere dei veri imprenditori agrituristici, bisogna essere anche dei bravi agricoltori, amare molto la campagna e la natura, condividerne le peculiarità, i valori del rispetto dell’ambiente e delle sane tradizioni di una volta.

Rosalba Mancuso
Fonti delle immagini:
Agriturismo Preggio, Preggio, Perugia, Umbria (Italia)
Agriturismo Preggio, Preggio, Perugia, Umbria (Italia)

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