Diventare sommelier

maggio 27, 2009 | Fare impresa

Diventare Sommelier, quali sono le strade?

Ci sono alcune professioni che hanno più attrattive di altre. Di solito, perlomeno nel sentire comune, sono tutti quei lavori che hanno a che fare con qualcosa di piacevole o con situazioni che normalmente riguardano il tempo libero. Una di queste professioni privilegiate almeno all’apparenza è quella del sommelier, ovvero colui che assaggia i vini, ne esamina il colore, il profumo, li sorseggia e ne decreta la qualità, individua eventuali difetti, suggerisce abbinamenti con il cibo, studia possibili miglioramenti nel processo produttivo, recensisce vini sui media tradizionali e non.sommelier-2

Gli ambiti di applicazione per questa professionalità riguardano ovviamente il settore della ristorazione e del turismo, del commercio, le aziende vitivinicole o appunto l’editoria specializzata. Per essere più chiari un sommelier può trovare lavoro in un ristorante, o aprirne uno lui stesso e magari fare di questa conoscenza approfondita dei vini un tratto distintivo e un punto di forza del locale. In questi contesti il sommelier si occupa dell’organizzazione degli acquisti in base al tipo di cucina del ristorante e ovviamente in base al budget, tiene aggiornata la carta dei vini, cura i rapporti con i fornitori e con i clienti.

Allo stesso modo è una professionalità che può trovare spazio presso le aziende vitivinicole per controllare la qualità dei prodotti e studiare eventuali migliorie. In questo caso ovviamente il ruolo richiede competenze tipiche dell’agronomo.sommelier-1

Un sommelier può occuparsi di tenere corsi e master organizzati da associazioni di categoria o magari presso le scuole alberghiere. Infine come abbiamo già sottolineato c’è il settore dell’editoria specializzata. Pensiamo alle riviste dedicate all’enogastronomia, o magari quelle guide dei locali tipo il “Gambero rosso” e simili.

Come si diventa sommelier

Quali sono però i passi da intraprendere per seguire questa strada, oltre ad essere amanti del vino? Diciamo che buone capacità gustative e olfattive aiutano, se è vero che il bravo sommelier deve essere in grado di individuare sentori appena accenati, fragranze delicatissime, retrogusti impalpabili, oltrechè difetti appena percettibili che passano inosservati al normale bevitore, ma che non sfuggono all’esperto.sommelier

Per diventare sommelier la strada da seguire è quindi quella dei corsi organizzati dall’A.i.s., l’Associazione italiana sommelier e da altre associazioni. Tali corsi si tengono un po’ in tutta Italia e si suddividono in tre livelli. In sostanza nel primo livello viene insegnato l’abc della professione, si parla di viticoltura, dell’enologia, delle tecniche della degustazione: si va dalla temperatura di servizio dei vari tipi di vino alla gestione della cantina.

Nel secondo livello si approfondiscono e si perfezionano le tecniche di degustazione del vino per mettere l’allievo in condizione di esprimere un giudizio sulla qualità del prodotto. Di pari passo viene esplorata la produzione vinicola italiana e straniera e i legami dei vari vini con il territorio di produzione. Nel terzo livello infine ci si concentra in particolare sulle tecniche di degustazione del cibo e sugli abbinamenti cibo-vino con una maggiore attenzione alle prove pratiche per imparare i migliori abbinamenti. E’ questo forse il compito più tipico ed importante di un sommelier professionale: individuare il giusto abbinamento è un’operazione delicata che richiede esperienza e competenza e che può determinare il successo di un attività di ristorazione.

Al termine dei tre livelli di corso gli iscritti devono sostenere un esame per diventare sommelier a tutti gli effetti e ricevere l’attestato di partecipazione, il distintivo e il tastevin, la ciotola metallica, strumento tipico dei sommelier di un tempo ormai utilizzato solo a scopo decorativo. E’ bene precisare che il corso è abbastanza impegnativo, prevede la frequenza obbligatoria e sono tollerate solo poche assenze. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito dell’Associazione italiana Sommelier, anche per vedere quali sono le sedi dei corsi più vicine alla propria abitazione. Sempre sul sito sono disponibili inoltre anche alcuni corsi online per cominciare a conoscere questa professione stimolante e ricca di soddisfazioni, o anche solo per semplici appassionati.

In alternativa è possibile seguire i corsi della Fisar, la Federazione italiana sommelier ristoratori e albergatori che hanno più o meno la stessa struttura di quelli organizzati dall’Ais e costituiscono la via di accesso privilegiata a questa professione. Esistono naturalmente anche altri corsi e addirittura master legati all’enologia, sulla validità dei quali è bene valutare caso per caso.

Alle competenze specifiche della professione si aggiunge la conoscenza delle lingue, in particolare dell’inglese, che rappresentano un elemento non indispensabile ma certamente utilissimo e molto richiesto nel bagaglio formativo del sommelier.

Di conseguenza è consigliabile curare questo aspetto con corsi ad hoc o magari con un soggiorno all’estero, tenendo conto che, soprattutto chi lavora in grandi alberghi o ristoranti, avrà frequenti occasioni di contatto con clienti stranieri.

Chiudiamo infine con una considerazione e un suggerimento: la formazione di un sommelier, ma il discorso è più o meno valido per tutte le professioni non si finisce mai di imparare, di conseguenza è fondamentale l’aggiornamento. Per esempio con la partecipazione a corsi e seminari, ma anche a sedute di degustazione. A questo proposito diventano importanti anche le relazioni con i produttori di vino per essere sempre al corrente delle novità, oltrechè per i normali rapporti commerciali.

Siti utili:

http://www.sommelier.it – sito ufficiale dell’Associazione nazionale sommelier

http://www.fisar.com/ – Federazione italiana sommelier ristoratori e albergatori

http://www.vinoinrete.it/ – Portale dedicato ai sommelier

http://www.winereport.com/ – Portale sul mondo del vino

Michelangelo Moggia


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