Diventare wedding Planner. Prima parte.

maggio 8, 2009 | Fare impresa

E’ un consulente a 360° delle coppie che sono in procinto di sposarsi e un abile intermediario. Stiamo parlando del wedding planner, una figura professionale in rapida ascesa anche in Italia e che affascina giovani imprenditori, soprattutto donne. 03_ice_party_lr_011

Un matrimonio, come ogni evento che si rispetti, necessita infatti di una preparazione accurata che comprende location, catering, fiori, fotografo, acconciatura, abito, partecipazioni, bomboniere e musica. Si tratta di un’attività complessa che il wedding planner gestisce sistematicamente e, soprattutto, snellisce e che presenta un inizio – la richiesta di consulenza da parte degli sposi – e una fine – l’atteso “giorno del sì” – predeterminati. La pianificazione e la scelta, oltre che il controllo continuo per raggiungere gli obiettivi fissati dagli sposi, sono le mansioni del wedding planner, che è soggetto a tre vincoli: costo, tempo e qualità del servizio. mardegan_0524Del resto l’organizzazione di un matrimonio è assimilabile alla preparazione di un evento culturale, solidale, di business e di spettacolo e si fonda sulla metodologia del project management. Perché quindi scegliere di concentrarsi esclusivamente sull’organizzazione di matrimoni, un campo d’azione che apparentemente può sembrare restrittivo? Le motivazioni sono molteplici. Come prima cosa dobbiamo tenere presente che il matrimonio è un rito appartenente a tutte le culture e le religioni ed essendo molto radicato, nonostante i continui mutamenti sociali, difficilmente uscirà dalla tradizione e verrà rimpiazzato.

DIVENTARE WEDDING PLANNER.

Pensiamo poi che in Italia fino ad una decina di anni fa, le nozze erano un vero e proprio rito collettivo di intere famiglie, con compiti, ruoli e spese ben distinti tra i genitori degli sposi. Ora, invece, molto spesso i futuri marito e moglie preparano il matrimonio in totale autonomia e, lavorando entrambi, hanno a disposizione poco tempo per organizzarlo. La figura del wedding planner che districa le situazioni, le semplifica e le risolve diventa quindi sempre più importante. Stiamo parlando di una professione in ascesa e, soprattutto, non più elitaria. Una professione – ritratta anche in diversi film made in Hollywood – importata in Europa dagli Stati Uniti, dove è nata oltre 20 anni fa, e che in Italia sta progressivamente prendendo piede. Per chi vuole diventare wedding planner avere empatia e pazienza ed essere discreti sono i requisiti base. Non è invece fondamentale possedere un consistente capitale iniziale e non occorre avere un ufficio a disposizione. E’ però indispensabile avere una buona visibilità su internet – un sito è l’ideale – e partecipare alle numerose fiere del settore, soprattutto quelle locali. Un’ottima dimestichezza nel conoscere i visitatori della fiera stessa, unita alla distribuzione di biglietti da visita personalizzati – un classico dell’advertising – sono fondamentali per farsi conoscere e avviare l’attività. Da non dimenticare anche di dotare il proprio pc, meglio se portatile, con un software specifico per la gestione di matrimoni. Una volta avviata la professione e raccolti i primi frutti sarà possibile aprire una propria agenzia oppure collaborare con altre società di wedding planner. Una valida alternativa consiste anche nella collaborazione con aziende partner. mardegan_0232Un wedding planner può infatti inserirsi all’interno di hotel e location che abitualmente organizzano matrimoni fornendo ai clienti un servizio completo. Ma come ogni lavoro che si rispetti anche chi decide di intraprendere un’attività come quella del wedding planner, lasciandone magari un’altra, lo fa sì per passione ma con l’obiettivo principale di creare un business. Ecco quindi che capire meglio le tariffe da sottoporre agli sposi e i possibili guadagni diventa fondamentale. Se i promessi chiedono solamente una consulenza sull’organizzazione del proprio matrimonio il compenso si aggira intorno ai 600 euro. Se invece i fidanzati affidano la totale gestione del “giorno del sì” al wedding planner, questo generalmente presterà una consulenza gratuita e guadagnerà in base alle commissioni (circa il 20%) pagate direttamente dai fornitori che lui stesso sceglierà. In ogni caso la professione è soggetta alle tariffe nazionali stabilite dall’A.I.O.M, l’Associazione Italiana Organizzatori Matrimoni nata per promuovere, diffondere e sviluppare la professione del wedding planner in Italia e per tutelare gli interessi delle coppie di sposi grazie a un codice deontologico che i soci devono rispettare. Chi decide di intraprendere questo mestiere deve quindi avere ottime capacità di marketing e anche supportare le proprie attitudini con corsi di formazione specifici. La Fenice Eventi www.lafeniceeventi.it di Roma, uno dei soci fondatori dell’A.I.O.M., da molti anni propone il suo servizio wedding planner ed è stata la prima società ad aver proposto un vero e proprio corso di formazione per diventare wedding planner, basato sulla formula del trasferimento dell’esperienza diretta.

Si continua ad approfindire l’argomento nella seconda parte, con l’intervista ad una esperta del settore.

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Le foto pubblicate sono opera di : di Massimiliano Morlotti , Cine Foto Mario Farina e di Luca Rajna Progetti Fotografici.

 

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