Aprire un agriturismo. 2° Puntata.

giugno 12, 2009 | Fare impresa

casolare1 Eccoci al secondo appuntamento sul tema della creazione di un’impresa agrituristica. Vi piacerebbe sapere come si fa? Quali finanziamenti potete ottenere? Quanto potrete fatturare? Certo che sì. Altrimenti non sareste capitati tra le righe di questo articolo. Le vostre e nostre, domande, trovano risposta in una nota gentilmente fornita da Terranostra, l’Associazione nazionale, promossa da Coldiretti, che si occupa di promuovere l’agriturismo in Italia. Il contenuto della nota è chiaro e circostanziato, per cui la useremo come intervista, ponendo delle domande a cui gli esperti di Terranostra hanno già risposto nel documento. Iniziamo.

Quali norme disciplinano l’attività agrituristica?

L’attività agrituristica è disciplinata dalla legge quadro “Disciplina dell’agriturismo” Legge 20 febbraio 2006, n. 96 che stabilisce criteri e parametri generali dell’attività, e da Leggi regionali che precisano tali norme, adeguandole alle realtà locali.

Cosa stabilisce la legge nazionale in merito all’esercizio dell’attività agrituristica?

La legge nazionale stabilisce che l’attività agrituristica può essere esercitata esclusivamente da imprenditori agricoli e/o coltivatori diretti, singoli o associati, e deve svolgersi all’interno di una azienda agricola produttiva, in quanto l’attività agrituristica è definita complementare e connessa a quella agricola, che deve comunque rimanere l’attività principale.

Cosa dicono le leggi regionali?

Ciascuna legge regionale stabilisce, invece, il criterio per valutare questo rapporto di connessione e complementarietà, di solito viene usato il criterio del tempo di lavoro, non è quindi l’estensione di terreno che viene valutata, ma la consistenza agricola dell’azienda.

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E’ possibile per un’azienda agrituristica, ottenere finanziamenti e contributi pubblici a sostegno dell’attività?

Contributi e finanziamenti per l’agriturismo, sono contenuti nelle leggi regionali per l’agriturismo stesso, ma la linea principale dei finanziamenti sono i Piani di Sviluppo Rurale (PSR).I finanziamenti, (sia regionali che comunitari che passano comunque attraverso la Regione), sono rivolti ad imprenditori agricoli che vogliono ristrutturare la propria azienda agricola per iniziare l’attività agrituristica e non sono rivolti all’acquisto dell’azienda.

Come funzionano i Piani di Sviluppo rurale?

Di norma le regioni si dotano di un Programma di sviluppo rurale (attualmente i programmi 2007-2013 sono lo strumento che governerà lo sviluppo del sistema agroalimentare nei prossimi sette anni) articolato in tematiche prioritarie generali “Assi”, all’interno delle quali si prevedono “misure” specifiche che corrispondono a una determinata categoria di interventi, fra queste misure è normalmente inserito l’agriturismo. I PSR sono finanziati dal nuovo Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).Le regioni pubblicano poi dei bandi dove sono indicate le norme di accesso ai contributi per l’agriturismo, e gli eventuali requisiti soggettivi ed oggettivi che danno diritto a priorità. I contributi per l’agriturismo sono quindi erogati dalle regioni con modalità diverse, anche in funzione delle opere cui è destinato il finanziamento.

Quali interventi vengono finanziati?

Di solito vengono finanziati interventi di ristrutturazione, o manutenzione straordinaria, per adeguare all’uso agrituristico edifici aziendali già esistenti (non è consentita, per l’agriturismo, la costruzione ex novo; alcune regioni autorizzano limitati ampliamenti per cubature di servizio); opere ed attrezzature per l’allestimento di spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori; acquisto di arredi per gli alloggi e sale da pranzo, di attrezzature per cucine, di attrezzature relative alla organizzazione di attività ricreative (limitatamente a quelle individuate come propriamente agrituristiche in quanto connesse con l’attività agricola).

Quali sono le prospettive di sviluppo di questo particolare settore economico?

Rispetto alle previsioni che riguardano il settore turistico tradizionale, l’agriturismo “si difende” bene, soprattutto se si tiene conto che ci troviamo in un momento di crisi generale dell’economia. Per il 2009 infatti, non si prevede una flessione delle presenze, che però vedranno crescere quelle straniere del 3,5% rispetto al 2008, per arrivare circa al 30% del totale. È previsto, inoltre, per il 2009, un aumento del numero delle aziende agrituristiche, che si aggira attorno al 5%.

A quanto si aggira il fatturato dell’imprenditoria agrituristica?

Per il fatturato, restiamo sulla cifra di un miliardo di euro sia per il 2008 che per l’anno in corso.

Cifre interessanti per gli aspiranti imprenditori agricoli che vogliono scommettersi esercitando anche l’attività agrituristica. Oltre a questo dato, fornito dall’Istat ed elaborato da Coldiretti, ne troviamo altri, sempre dalle stesse fonti, che possono essere utili per avere un quadro della diffusione del settore, come le regioni con più agriturismo, tra le quali primeggia la Toscana, seguita dal Trentino Alto Adige e dalla Lombardia. Oltre la metà delle aziende agrituristiche, inoltre, si trova in collina (51%), un terzo in montagna (36%) e il 14% in pianura. Al primo gennaio 2008 le aziende agrituristiche erano quasi 18.000, il 65% gestito da uomini ed il 35% da donne.

L’ aumento, rispetto all’anno precedente è stato del 5,7%. Il settore sembra in crescita, ovunque. Anche le regioni del Sud si difendono bene, gli agriturismi siciliani e calabresi, ne sono un esempio. Se si digita, infatti, sui motori di ricerca la parola chiave ”Agriturismo Sicilia” appaiono oltre 300 mila risultati, quasi 295 mila, se sostituiamo “Sicilia”, con “Calabria”. L’Agriturismo piace molto anche ai turisti stranieri. Un comunicato stampa del portale Agriturismo.it , ha reso noto che nel 2008 sono raddoppiati i turisti stranieri che hanno visitato le versioni in lingua del sito, “con un incremento – si legge nel comunicato– del 35% rispetto al periodo precedente. Sensibile in particolare la crescita degli utenti stranieri, provenienti nell’ordine da Germania (+85%), Regno Unito (+85%), Stati Uniti (+60%), Svizzera (+55%), Olanda (+65%), Francia (+40%), Belgio (+35%), Austria (+65%), Canada (+100%”). Il portale Agriturismo.it spiega anche come avviare l’attività agrituristica. Ecco in sintesi alcuni punti salienti del percorso imprenditoriale. Per avviare un agriturismo, l’imprenditore agricolo deve chiedere l’iscrizione all’Elenco regionale degli operatori agrituristici, presso la Commissione provinciale per l’agriturismo, situata nella sede provinciale del Servizio Ispettorato Funzioni Agricole. Dopo la presentazione dell’istanza, seguirà il sopralluogo di un funzionario regionale che assegnerà le giornate lavorative nel fondo agricolo. Ricordiamo che l’agriturismo, deve comprendere come attività principale, quella agricola. Dunque il 51% sarà attività agricola, il 49% agrituristica. La normativa regionale, stabilisce anche che l’agricoltore desideroso di avviare l’attività agrituristica, deve presentare istanza al Sindaco del Comune, dove è ubicato il fondo. Alla domanda va allegata anche la certificazione sanitaria della Ausl che attesta determinati requisiti igienico sanitari della struttura. Requisito indispensabile per avviare un agriturismo, lo avrete capito, è l’esercizio dell’attività agricola, attestato dalla presenza di un fondo dove si deve esercitare l’attività di coltivazione o allevamento. Altro requisito è avere un edificio rurale destinato all’attività agricola o ad abitazione dell’imprenditore, da ristrutturare ed adibire a struttura ricettiva. Non è possibile utilizzare costruzioni ex-novo. L’azienda agrituristica, può ottenere anche la certificazione di qualità, rilasciata da Terranostra. La certificazione è possibile, quando i requisiti previsti dalla legge e dichiarati dall’azienda corrispondono a quelli effettivamente posseduti.

Rosalba Mancuso

Fonti dele immagini:

http://www.flickr.com/photos/carloalberto/2349259433/

http://www.flickr.com/photos/rattodisabina/2389968032/

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