Avviare un piccolo call center. Seconda Parte.

giugno 11, 2009 | Fare impresa

Prosegue il nostro viaggio nel mondo della creazione di imprese in “rosa” nel settore dei call center. Prima di addentrarci sul tema delle opportunità di finanziamento, per questa tipologia di attività, dobbiamo prima capire come e con quali mezzi la vogliamo realizzare. call-center-jobsDobbiamo avere le idee chiare sui servizi da offrire, ( descritti nel precedente articolo) perché da questi dipenderà la quantità e la qualità dei beni da acquistare e dell’investimento da fare.

Come strutturare la propria azienda

Quante postazioni deve avere la vostra azienda di servizi di call center outsourcing? Volete creare un’impresa che occupa almeno dieci operatori o operatrici? Avrete bisogno di dieci postazioni telefoniche, collegate ad un pc. Poi bisogna pensare ai locali dove ospitare l’azienda: devono essere elegantemente arredati, spaziosi, ben areati e climatizzati per rendere vivibile l’ambiente di lavoro a chi dovrà gestire i rapporti con i clienti. Un locale adatto per un’azienda di servizi compresa di uffici, sala riunioni e stanze disposte su più piani in un annuncio immobiliare su Bologna, per 400 mq costa, in affitto, 4000 euro al mese. http://www.immobiliare.it/5669469-uffici-in-affitto-Bologna.html. Dovrete decidere anche la forma giuridica dell’azienda. Le più grandi aziende di call center sono delle Spa, ma per iniziare vanno bene anche la ditta individuale, la srl o la cooperativa sociale. La ditta individuale ci sentiamo di sconsigliarla, perché la titolare, in caso di fallimento, risponde con il proprio patrimonio personale. La srl ( società a responsabilità limitata) prevede , in caso di mal riuscita dell’impresa, solo una responsabilità del patrimonio aziendale. La srl, per essere avviata, prevede un limite minimo di capitale sociale di 10 mila euro. Da considerare anche la cooperativa sociale, si tratta di una forma societaria che sta prendendo piede in questi anni. Si tratta di cooperative che prevedono, al loro interno, l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, operanti nei settori socio sanitari e della fornitura di servizi. La norma che disciplina la nascita e la costituzione delle cooperative sociali è la Legge 8 novembre 1991, n. 381 che potete visualizzare a questo link http://www.handylex.org/stato/l081191.html . La peculiarità di questa forma societaria è che può stipulare convenzioni con gli enti pubblici. Pensate, ad esempio, alla gestione “ in appalto” di un call center per conto di un ente pubblico, finalizzato ad offrire servizi di consulenza e per lo Sportello Immigrati o per uno sportello Informagiovani. Potreste reclutare persone svantaggiate in cerca di lavoro ed offrire, al contempo, dei servizi utili alla comunità. Comunque la forma societaria che sceglierete sarà strettamente legata alla tipologia di finanziamento a cui vorrete accedere.

Agevolazioni sull’impreditoria femminile

Le norme di legge nate per sostenere l’imprenditoria femminile sono tante, a partire dalla legge 215/92 che finanzia le imprese individuali il cui titolare è donna, società di persone il cui 60% dei soci è costituito da donne e società di capitali i cui 2/3 delle quote sono detenute da donne e in cui l’organo di amministrazione è formato per 2/3 da donne. Il contributo concesso è per il 50% a fondo perduto e per il restante 50% a tasso agevolato. Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico sono riportate le notizie aggiornate sull’ultimo bando della legge215/92, il VI, che si è chiuso con la pubblicazione delle graduatorie. Nel sito vengono citati anche dei decreti ministeriali che riguardano il sostegno alle imprese, anche per quelle che devono nascere nelle aree depresse. In attesa del VII bando della legge 215/92, le aspiranti imprenditrici possono utilizzare altri strumenti per finanziare la nascita della propria impresa. Come gli aiuti per l’autoimprenditorialità che riguardano proprio la creazione di aziende fornitrici di servizi , in settori specifici, tra cui l’innovazione tecnologica. L’aspirante imprenditrice deve avere un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni ed essere residente nei territori agevolati. Tra questi territori troviamo le regioni del Sud Italia, dove i contributi erogati a fondo perduto possono arrivare anche all’80 -90% dell’investimento. Utili anche gli aiuti per l’autoimpiego che finanziano, tra l’altro, anche la nascita di ditte individuali per un importo massimo di euro 25.823. Non sono fissati limiti di età. Tutte le agevolazioni sono previste dalla legge 185/2000. Un ‘utile guida su come presentate la domanda è contenuta sul sito dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, Invitalia. ( ex Sviluppo Italia) I finanziamenti saranno erogati dalle agenzie regionali dell’ex circuito Sviluppo Italia, assorbite dalle Regioni. Queste sono solo alcune delle possibilità da sfruttare per cercare aiuti “finanziari” utili alla nascita della propria impresa. La valutazione dei progetti da ammettere alle agevolazioni, darà priorità a idee fattibili, m anche innovative e compatibili con le esigenze del territorio di appartenenza.

Accesso al credito

Per chi ha difficoltà di accesso al credito o vuole avviare una ditta individuale, anche come singola consulente di servizi di call center “ in appalto” per conto terzi, senza ricorrere ad aiuti pubblici, si può ricorrere ad una modalità di finanziamento innovativa: il microcredito. Si tratta di un credito bancario che viene erogato a tassi agevolati e senza richiesta di alcuna garanzia. mbcallcenterinsideUna forma di finanziamento utile per chi non dispone di garanzie da offrire al sistema bancario tradizionale e sarebbe escluso a priori dall’accesso al credito. Questa forma di credito sta prendendo piede anche in Italia, con appositi fondi istituiti dagli enti pubblici (Regioni, Comuni, Società a partecipazione pubblica).

Agevolazioni ed aiuti per le imprese nel Sud Italia

Anche al Sud, in Sicilia, è stata recentemente annunciata l’erogazione del microcredito da parte di un ente partecipato da comuni: l’Agenzia di Sviluppo Integrato Ecco la descrizione fatta dai responsabili del progetto:” Il microcredito, consiste nel dare in prestito con tasso di interesse minimo (3,40 per cento), attraverso un apposito fondo di garanzia (in questa prima fase fissato in 150 mila euro), somme di denaro (da 3 a 10 mila euro), senza pretendere alcuna garanzia materiale, a chi non potrebbe permettersi di fornirla ed è, quindi, escluso dal sistema bancario tradizionale. Tutti i cittadini maggiorenni residenti in uno dei 15 Comuni del comprensorio Calatino Sud Simeto ( comprensorio di Caltagirone) con un Isee non superiore a 9 mila euro e che vogliono avviare un’esperienza di autoimpiego o ampliare un’attività già esistente, possono, entro le 12 del 6 marzo 2009, presentare richiesta di accesso nel Comune in cui risiedono. I settori ammissibili sono: artigianato, agricoltura, commercio, turismo e servizi .I soggetti in posizione utile in graduatoria dovranno partecipare a un percorso di “star up” attraverso incontri di gruppo, finalizzati alla costruzione del progetto imprenditoriale individuale, che sarà finanziato appena sarà ritenuto idoneo ed esecutivo dallo stesso gruppo. Per informazioni è possibile, rivolgersi ai Servizi sociali dei Comuni”. Questo è un caso di esempio, ma anche altre donne residenti in altre zone d’Italia possono reperire informazioni sul microcredito o su altre iniziative utili a finanziare la propria impresa rivolgendosi agli Sportelli Imprese presenti nel loro comune di appartenenza (per le fonti classiche di finanziamento) o ai Servizi sociali (per forme “solidali” di finanziamento come il microcredito). Nella prossima ed ultima puntata del nostro reportage, analizzeremo gli aspetti tecnici del funzionamento di un’impresa di call center, i software necessari ad offrire servizi di comunicazione computerizzati e consigli utili alla compilazione del vostro piano d’impresa, meglio conosciuto come business plan. Non ci siamo dilungati, in questa sede, sull’aspetto degli investimenti in software per evitare di restringere la descrizione degli aiuti pubblici. Questo aspetto sarà utile per determinare gli importi del vostro business plan, alla cui creazione vi guideremo, come già detto, nella prossima puntata.

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini

http://www.synergysolutionsinc.com/facilities.asp

http://www.indiabuzzing.com/2008/03/18/retention-a-challage-for-bpo%E2%80%99s-in-india/

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