Aprire una parafarmacia : 2° puntata.

luglio 28, 2009 | Fare impresa

Continuiamo a scrivere di come aprire una parafarmacia, fornendovi qualche dettaglio in più rispetto alla puntata precedente. Se ricordate abbiamo chiuso il servizio accennando alle pratiche burocratiche di apertura di un’attività di vendita di prodotti parafarmaceutici, che sembrano complicate, ma in realtà sono abbastanza semplici: basta reperire e compilare la modulistica corretta.logo_farma_automedicazione

Come si apre una parafarmacia

Iniziamo col dire che la parafarmacia, come qualsiasi altra attività di impresa può essere gestita in forma di impresa individuale, o in forma societaria, come Snc o Srl. Le grandi catene di parafarmacie possono anche essere delle Spa, ma non è importante ambire a queste stratosferiche forme societarie, basta che ponderiate bene la possibilità di creare un’attività che vi consenta di rientrare dall’investimento e di vivere un’esistenza dignitosa. Per la parte burocratica, lo avevamo accennato la volta scorsa, ( ma lo ripetiamo per consentirvi di assimilare meglio l’iter), vi ricordiamo come procedere: dichiarazione di inizio attività al comune in cui volete avviare il punto vendita. La comunicazione, va inviata anche al Ministero della Salute, alla Regione in cui ha sede la vostra attività, all’Ordine dei Farmacisti, ed anche all’Agenzia Italiana del Farmaco.

Dimensioni di una parafarmacia e aree dove ubicare l’attività

Gli esercizi commerciali dove può essere avviata la vendita di farmaci senza obbligo di ricetta, sono quelli classificati dal decreto legislativo 114/98 come : esercizi di vicinato aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq, in comuni con popolazione residente inferiore a 10 mila abitanti e superficie non superiore ai 250 mq nei comuni con popolazione residente superiore ai 10 mila abitanti; medie strutture di vendita avente superficie tra i 1500 e 2500 mq e grandi strutture di vendita, aventi superfici superiori a quelle delle medie strutture. Nel nostro caso potete orientarvi nell’avvio di un esercizio di vicinato che ha una superficie adatta ad una normale attività di vendita, circoscritta ad un contesto comunale non troppo ampio. La modulistica standard per la comunicazione al Comune è reperibile sul sito di Infocamere, la società consortile di informatica delle camere di commercio italiane. I moduli da inviare agli altri enti potete trovarli sul sito Parafarmacie.it che presenta anche un’utile guida sull’iter burocratico di avvio della vostra impresa, compresi i tempi e le scadenze entro cui inviare le comunicazioni, il numero di copie da produrre, il soggetto obbligato alla sottoscrizione. Altri moduli anche sul sito di MNLF, il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, dove viene descritta anche la procedura burocratica di avvio dell’attività. La vostra parafarmacia va anche iscritta alla Camera di Commercio. Dopo aver ottenuto i dati camerali e l’autorizzazione comunale, potete inviare l’istanza per la fornitura dei farmaci ai distributori intermedi, istanza da compilare seguendo uno schema standard che troverete sempre sulla pagina dedicata ai moduli del portale del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che vi abbiamo poco fa segnalato. Per ovviare ad eventuali difficoltà nel reperimento dei farmaci d’automedicazione, il Movimento suggerisce di inviare la richiesta ai distributori intermedi presenti nella vostra zona di riferimento. Una lista di distributori intermedi è presente su una directory del famoso motore di ricerca Yahoo. Vi consigliamo di consultarla per verificare se qualcuno di essi sia presente nella zona dove volete operare. Molto importante anche la proceduta per la tracciabilità del farmaco, prevista per evitare le frodi in campo farmaceutico e per monitorare il movimento di farmaci sul territorio nazionale. aprire_una_parafarmaciaCon il decreto ministeriale del 15 luglio 2004 presso l’Agenzia Italiana del Farmaco è stata istituita una banca dati che registra i flussi in entrata ed in uscita dei farmaci attraverso la codifica presente sulle confezioni e le comunicazioni inviate dagli operatori economici del settore: parafarmacie comprese. Gli esercizi commerciali che vendono farmaci da banco devono poter consentire l’identificazione di questi flussi registrandosi presso il sito del Ministero della Salute, alla sezione Registrazione esercizi commerciali. Esaurita la lista dell’iter burocratico, vi sarete accorti che vi abbiamo già rivelato la grandezza dei locali adatti ad una parafarmacia. D’altronde la normativa parla chiaro e fissa precise direttive. I locali dove allestire una parafarmacia dovrebbero avere una superficie ideale minima di 100 mq. In questo caso dovrete considerare anche il budget iniziale da investire nell’affitto o nell’acquisto dei locali e per l’arredamento.

Quanto costa aprire una parafarmacia

Questi dati potremo conoscerli meglio appena pubblicheremo l’intervista con alcuni operatori del settore. Qualche numero però vorremmo anticiparlo. Le grandi catene di parafarmacie sono gestite da importanti Società del settore che permettono di aprire un’attività di vendita farmaci da banco anche tramite la formula del franchising, così come avviene per tanti altri segmenti di impresa che abbiamo già trattato in precedenza. Secondo alcune di queste società, dette franchisor, l’investimento minimo richiesto è di 25 mila euro, per fornitura arredo, consulenza ed assistenza, quota di ingresso, studio di fattibilità, software gestionali, chiaramente voi dovrete sostenere le spese per l’affitto o l’acquisto del locale. Il sito parafarmacie.it, citato alcune righe più su, fornisce anche delle indicazioni sull’arredamento necessario per avviare una parafarmacia e consulenze sull’immobile che dovrà ospitare l’attività. L’arredamento proposto è un banco bipostazione b1, 9 espositori b2, tre espositori b3, 3 gondole b4. Il portale fa capo all’azienda Sartoretto Verna, specializzata nella fornitura di arredamenti ed in consulenze su immobili ( compresi interventi di ristrutturazione) per parafarmacie. Per sostenere l’investimento iniziale e di conseguenza risparmiare, gli esperti di parafarmacie.it suggeriscono il ricorso a formule di leasing , sia per gestire l’acquisto delle attrezzature, sia per le opere extra-arredo. Con il leasing si utilizzano “in affitto” delle attrezzature pagando un canone periodico con opzione di acquistare il bene alla fine, pagando un prezzo di riscatto. Un altro modo per fronteggiare l’investimento finanziario è quello di ricorrere a contributi per l’imprenditoria, specifici per le parafarmacie. Gli ultimi bandi di finanziamento pubblico per le parafarmacie apparsi sul web ci cono sembrati un po’datati, ma l’invito che vi facciamo è quello di consultare il sito della vostra regione, per verificare l’emissione di bandi che agevolano la creazione di imprese nel settore parafarmaceutico o di rivolgervi alle associazioni di categoria, come l’ANPI. L’associazione permette ai soci di realizzare anche il sito web della parafarmacia. Per maggiori dettagli sui costi consultate la sezione del sito con la dicitura “ parafarmacie in vetrina”. Un’altra spesa da considerare per determinare l’importo dell’investimento iniziale, è il software gestionale che mediamente si aggira sugli 800 euro. Il software è importante perché permette di creare la scheda del farmaco, di aggiornarne di dati, di inserire i codici a barre del prodotto per facilitare l’emissione degli scontrini fiscali. Sul web, tante aziende produttrici di software gestionali hanno sviluppato dei programmi specifici per le parafarmacie. Citiamo, a puro titolo di esempio, la Ecosistemi, la Adpsoftware, la E-Shark, che nei loro siti, presentano software utili alla informatizzazione dei movimenti gestionali della vostra futura, e ci auguriamo redditizia, parafarmacia. Nella prossima puntata altre informazioni per conoscere ancora più a fondo il settore delle parafarmacie. Non mancate.

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.mnlf.it/domanda_di_fornitura_farmaci_automedicazione.htm

http://www.parafarmacie.it/aprire_una_parafarmacia.htm

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