Aprire un’attività di assistenza nel campo degli anziani. 1° puntata.

luglio 8, 2009 | Fare impresa

Alcuni dati per capire le potenzialità del business

La popolazione italiana invecchia sempre di più. La terza età ( così si dice) è una fase della vita per godersi la pensione ed ottenere il meritato riposo dopo anni di lavoro. Questo dato ci dice che l’invecchiamento della popolazione, lavorativamente inattiva, può essere anche un’occasione di lavoro per i giovani che lo cercano. La crescita esponenziale del numero di anziani, produce , infatti, maggiore richiesta di assistenza, da parte delle strutture pubbliche, private, e di tutta la società.anziani1

L’anziano è una risorsa, uno scrigno di valori e di esperienze del passato da custodire gelosamente e di cui prendersi cura, con generosità ed affetto. Assistenza nelle faccende domestiche, assistenza sanitaria, compagnia, sono alcune delle attività di cui gli anziani a rischio solitudine e non autosufficienti, hanno sempre più bisogno. Le mutate esigenze dei nuclei familiari a cui si appoggiano gli individui in età avanzata, non consentono più un elevato livello di assistenza, perché figli e rispettivi coniugi sono sempre più assorbiti dal lavoro e dallo stress che ne consegue, da ritmi di vita sempre più frenetici, dove la compagnia, la presenza e l’affetto, per il genitore anziano, rischiano di trasformarsi, per chi assiste, in un dovere o in un’ulteriore bega quotidiana, a cui dover far fronte con estrema fatica, specie se il “nonno” si ammala e diventa un paziente allettato, con totale o parziale disabilità. L’idea di scrivere una guida sulla creazione di impresa nel settore dell’assistenza ad anziani e disabili, ci è venuta, proprio perché siamo partiti dal ragionamento sopraesposto e perché, in un periodo di gravissima crisi economica, dove il lavoro, rischia di scomparire per un’ampia fetta di persone, ci sembrava giusto proporre un’idea di impresa in un settore che riserva ottime prospettive di crescita per il futuro. Un’attività che se svolta con passione e dedizione, può regalare soddisfazioni morali e professionali. Non vogliamo parlare di business, il business degli anziani è un termine che non ci piace, ma di impresa di servizi socio-assistenziali, formata da persone competenti, altamente qualificate e con uno staff attento ai bisogni della persona anziana in difficoltà. Umanità e sensibilità sono i requisiti indispensabili per svolgere il lavoro di assistenza, insieme alla disponibilità a lavorare su turni, di notte e nei festivi. Per farvi capire quanto possa essere utile il servizio offerto da un’impresa di servizi socio- assistenziali, vogliamo fornirvi alcuni dati. Gli indicatori demografici dell’Istat, risalenti al 2008, quindi i dati più recenti, hanno stimato, (si tratta di dati provvisori, in fase di prossimi aggiornamenti), che quest’anno, la popolazione con più di 65 anni sarà il 20,1% con differenze di piccole variazioni percentuali tra una regione e l’altra, al Nord gli ultrassentacinquenni sono il 21% al Sud e nelle Isole il 18%. La popolazione con più di 65 anni nel 2008 si attesta al 20%. Secondo l’Onu, l’Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo, con una popolazione di ultrassessantenni che supera il 24%. Si stima, inoltre, che nel 2025 nel mondo ci saranno 1,2 miliardi di anziani che diventeranno 2 miliardi nel 2050. In Europa una persona su 5 ha più di 60 anni. Secondo uno studio del Ministero della Salute del 2000, gli anziani determinavano il 39% dei ricoveri ospedalieri nazionali ed il 49% delle giornate di degenza. L’invecchiamento della popolazione, è infatti, legato, anche ad un naturale peggioramento delle condizioni di salute ed allo sviluppo di diverse patologie croniche, quali diabete, Alzheimer, tumori. I dati del Sevizio Informativo del Servizio Sanitario Nazionale e del Ministero della Salute, pubblicati sul sito disabilitaincifre.it riporta per il 2006, un numero di strutture pubbliche e private accreditate, di assistenza disabili pari a 7.233, di cui il 4% strutture residenziali e 1,0 semiresidenziali per anziani. Le strutture offrono assistenza anche a disabili fisici e psichici, non necessariamente anziani ed il numero delle 7200 strutture citato, comprende tutte le diverse tipologie di assistenza. Per quanto riguarda i bisogni di assistenza agli anziani, studi, riportati su Epicentro, il sito del Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, evidenziano che le necessità sono diverse o vengono percepite in maniera diversa in base alla regione di residenza dell’anziano. Tendenze che vi suggeriamo di tenere in considerazione per determinare quali servizi socio assistenziali sono più richiesti. In particolare gli studi presentati nel 2003 ad un convegno all’ISS, affermano che:” il 3% delle donne ed il 2% degli uomini da 65 a 69 anni ha bisogno di assistenza quotidiana: questa percentuale sale al 25% nelle donne sopra gli 80 anni ed al 18% negli uomini. A 65 anni una donna ha un’attesa di vita di 20 anni, metà dei quali li passerà in buona salute: simile il dato degli uomini (Studio ILSA”)…. “La qualità di vita percepita è molto diversa nel Paese, l’1% degli anziani di Bolzano si giudica in cattivo stato di salute contro il 24% dei napoletani della stessa età (Studio Argento ISS)”. La prevalenza di patologie croniche dell’anziano aumenta nel tempo di circa il 50% negli ultimi 10 anni (Studio ILSA Firenze)”.“ …”La disabilità media è del 12% dei 65enni al Centro e dell’11% al Sud ed al Nord, mentre la disabilità grave si attesta nei maschi intorno al 13% (Studio ILSA).sottoposti allo screening per disturbi cognitivi, gli anziani di Bolzano sono risultati positivi all’11% ma tre volte di più erano positivi per deficit cognitivi gli anziani della Basilicata (Studio Argento ISS)”.“…Il 92% degli anziani Veneti assume farmaci in maniera continuativa o ciclica (Studio Veneto Medici di base) contro il 79% degli anziani in Sardegna ed il 95% in Puglia (Studio Argento ISS)”. Gli anziani sono inoltre soggetti a disturbi cognitivi, visivi, che causano cadute e conseguenti disabilità. Sono anche a rischio di isolamento sociale, come rivela lo Studio Argento, pubblicato, sempre da Epicentro. Gli anziani non autosufficienti, come rivela lo studio, hanno bisogno di essere assistiti per le seguenti attività: lavarsi, spogliarsi, vestirsi, andare in bagno, spostarsi da una stanza all’altra, mangiare. Secondo lo studio la maggiore difficoltà degli anziani dipendenti è nel fare il bagno o la doccia. Poco integrati socialmente, secondo lo studio, sono risultati gli anziani della Basilicata.

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I vari tipi di assistenza e come è segmentato il settore( RSA, Case di Riposo ed altro).

Da questa premessa, avrete potuto notare che i servizi da offrire nel campo dell’assistenza sono innumerevoli. L’assistenza può essere offerta tramite strutture residenziali o semi- residenziali (molto note sono le RSA, residenze sanitarie assistite); in forma privata o tramite struttura privata convenzionata Ausl; a domicilio. L’attività deve comprendere uno staff medico, infermieristico, specialistico ed ausiliario per i servizi di pulizia, cucina, altre operazioni domestiche. Occorre anche distinguere tra RSA e Case di Riposo. Le prime sono centri di ricovero ed assistenza extraospedaliera per anziani non autosufficienti, le seconde sono centri di accoglienza per anziani che stanno bene, ma che per motivi vari, come ad esempio la solitudine, decidono di vivere in una casa con altri anziani. L’assistenza semiresidenziale, inoltre, è una forma di ricovero a tempo parziale, di solito diurno. Particolare interesse riveste attualmente l’assistenza domiciliare integrata, cioè servizi di supporto socio-sanitario a domicilio, che tendono a migliorare la qualità di vita del paziente anziano, perché riducono il ricorso all’ospedalizzazione. Questa forma di assistenza nacque in Gran Bretagna a fine ‘800. In Italia si è diffusa a partire dagli anni ’70. L’impresa privata di assistenza, può operare privatamente, fissando dei compensi propri, o in regime di convenzione con gli enti pubblici,( regioni, comuni). Esistono imprese e gruppi che offrono assistenza domiciliare integrata in collaborazione con le Asl, fornendo personale qualificato ed adatto alle differenti esigenze di assistenza sanitaria. Nelle prossime puntate svilupperemo tutti gli aspetti relativi alle imprese socio-assistenziali, per aiutarvi nella messa a punto della vostra attività.

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/bartmalorie/515838177/ http://www.flickr.com/photos/59951793@N00/258503974/

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