Aprire un’attività di charter nautico.

agosto 4, 2009 | Fare impresa

L’Italia è, per conformazione geografica e tradizione, particolarmente vocata al turismo nautico. Mettendo tra parentesi l’attuale crisi internazionale che sta oggi incidendo pesantemente sui consumi, i dati sul comparto della nautica da diporto, pubblicati ogni anno dall’Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini (www.ucina.net), indicano che il settore è in crescita. A confermarlo è anche il numero di patenti nautiche che vengono rilasciate ogni anno nel nostro Paese (parlando solo di nuovi rilasci siamo intorno ai 28-35 mila ogni anno) e le lunghe liste d’attesa di piccoli e grandi armatori per ottenere un ormeggio nei porti turistici italiani.images nautica 2

Proprio la carenza di posti barca e i loro prezzi annuali non sempre accessibili rappresentano forse il maggior freno per gli aspiranti armatori. Per chi non vuole rinunciare alla passione del mare e della vela, c’è l’opportunità di affittare un’imbarcazione. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le tasche, dai natanti ai megayacht, da condurre da soli o affidandosi a un equipaggio di professionisti. I costi variano notevolmente in base al tipo di barca e al grado di comfort scelto. Se noleggiare un’imbarcazione sui 10 metri per una vacanza sportiva può costare circa 50-60 euro al giorno a persona, l’affitto settimanale di un megayacht con personale di bordo (skipper, marinaio, cuoco e hostess) può lievitare fino a cifre a cinque zeri.

Secondo l’Associazione Italiana Mediatori Marittimi (www.isyba.it) sono circa 1.800 le unità da diporto battenti bandiera italiana che svolgono attività di locazione e noleggio in modo regolare, a cui se ne devono aggiungere circa 2.200 che, invece, la svolgono in maniera irregolare (o addirittura in nero) e ad altre 600 che svolgono quest’attività in Italia battendo bandiera di altri Paesi. Il fatturato complessivo del settore (tra charter regolare e irregolare) è stato nel 2008 di circa 527 milioni di euro, con un indotto che vale ha superato i 435 milioni. Le previsioni per il 2009 sono di un calo del fatturato intorno al 10% per un settore che, di fatto, sembra tenere nonostante la crisi.

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Società di intermediazione o semplice armatore?

Un’agenzia di charter nautico non è altro che un’agenzia di intermediazione. Il titolare della società (che può essere anche una ditta individuale) deve essere iscritto all’Albo degli agenti e mediatori marittimi. Per iscriversi occorre superare un esame di abilitazione professionale, che si può sostiene presso la locale Camera di commercio, dove si possono reperire tutte le informazioni necessarie: dai testi per la preparazione dell’esame (che verte sull’attività del mediatore e sul diritto marittimo), alle date delle sessioni, ai costi di eventuali corsi preparatori (facoltativi) ecc…

Una società di charter nautico può svolgere la sua attività sia con imbarcazioni di proprietà (in questo caso la società è anche armatrice) sia di terzi. In quest’ultimo caso la società di charter prenderà dall’armatore dell’imbarcazione una provvigione per ogni contratto di noleggio o locazione.

Se non si intende svolgere attività di intermediazione, ma solo “affittare” la propria barca è sufficiente avere la partita iva ed essere iscritti alla camera di commercio.

Le imbarcazioni

Per esercitare l’attività di noleggio o locazione le imbarcazioni devono avere sul certificato di navigazione apposita dicitura rilasciata dal competente ufficio per territorio (Capitaneria, Ufficio Circondariale ecc…). In pratica l’imbarcazione viene registrata per l’utilizzo commerciale e gode di particolari agevolazioni fiscali. L’art. 2, comma 2 del Codice della Nautica da Diporto precisa che “L’utilizzazione a fini commerciali delle imbarcazioni e navi da diporto e’ annotata nei relativi registri di iscrizione, con l’indicazione delle attività svolte e dei proprietari o armatori delle unità, imprese individuali o società, esercenti le suddette attività commerciali e degli estremi della loro iscrizione, nel registro delle imprese della competente camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli estremi dell’annotazione sono riportati sulla licenza di navigazione.” E l’art. 4 chiarisce che le imbarcazioni adibite a scopi commerciali possono essere utilizzate solo con quello scopo: niente gite con gli amici, quindi per chi sceglie di destinare la propria imbarcazione al noleggio. Le sanzioni (amministrative) sono piuttosto salate.

Locazione o noleggio?

Si possono esercitare entrambe le attività, ma hanno caratteristiche diverse. In tutti i casi i contratti devono essere stipulati per iscritto. La locazione è l’affidamento dell’imbarcazione al cliente che provvederà direttamente alla conduzione o ricorrerà a uno skipper di sua fiducia. Il locatore è tenuto a consegnare l’imbarcazione in perfetta efficienza, completa di tutte le dotazioni di sicurezza, munita dei documenti necessari per la navigazione e coperta dall’assicurazione per la responsabilità civile.
Il noleggio è la fornitura di un soggiorno a bordo di una imbarcazione provvista di equipaggio.

Il noleggiante deve fornire al noleggiatore l’imbarcazione in perfetta efficienza (con dotazioni di sicurezza e documenti di navigazione), coperta dall’assicurazione per la responsabilità civile estesa, in questo caso, anche al noleggiatore e ai passeggeri per gli infortuni e i danni subiti in corso di contratto. Normalmente, se non è previsto diversamente dal contratto, spetta al noleggiatore fornire il combustibile, l’acqua e gli altri lubrificanti necessari per il funzionamento dell’apparato motore e degli impianti ausiliari di bordo.

Inoltre, nel noleggio il numero massimo delle persone trasportabili è di 12 passeggeri, escluso l’equipaggio, mentre nella locazione questo limite non esiste e il numero massimo di passeggeri è quello che risulta dalla licenza di navigazione.

La differenza principale tra i contratti di locazione e noleggio sta nella responsabilità civile che nel caso della locazione è a carico del cliente, mentre nel caso del noleggio è a carico della società armatrice (noleggiante).

L’equipaggio

Come dicevamo, mentre nella locazione viene fornita semplicemente la barca e sarà cura del cliente condurla autonomamente o affidarsi a uno skipper di fiducia, nel contratto di noleggio l’imbarcazione è già provvista di equipaggio, regolarmente iscritto alla Gente di mare.

Quindi, se lo skipper che condurrà l’imbarcazione in locazione deve semplicemente essere in possesso della patente nautica, per condurre un’imbarcazione a noleggio occorre il possesso di uno dei titoli professionali indicati dal Codice della navigazione. Per ottenerli occorre essere iscritti alla “Gente di mare”, avere almeno 24 mesi di imbarco a libretto e superare degli esami specifici. Maggiori informazioni sui titoli professionali sono disponibili all’indirizzo: http://www.ainud.it/Normative/TitoliProfessionaliDiporto2005.asp

Per cominciare

Una barca registrata per l’utilizzo commerciale, un posto barca e l’iscrizione alla Camera di commercio come ditta individuale (o altro) sono quello che serve per avviare un’attività di locazione. Il noleggio è indubbiamente più costoso in quanto dovrete assumere personale professionista che costituirà il vostro equipaggio e, presumibilmente, dovrete disporre di un’imbarcazione di grandi dimensioni, con un numero di cabine sufficienti a ospitare equipaggio e clienti.

Se scegliete di dedicarvi esclusivamente alla locazione, anziché un’imbarcazione potete optare per un natante (vale a dire una barca fino a 10 metri non immatricolata) che potrà essere locata per piccole crociere giornaliere, e potrà essere condotta senza la patente nautica entro le 6 miglia dalla costa. Anche in questo caso, comunque, occorre l’autorizzazione rilasciata dalla locale autorità marittima all’impiego dei natanti per contratti di locazione.

Il mercato della locazione è quello che consente di cominciare con costi abbastanza contenuti ma è anche il mercato più saturo (circa l’80% dell’offerta- charter è destinata a questo segmento. Prima di partire occorre studiare un po’ il mercato, vedere come si muove la concorrenza e proporre i vostri “pacchetti”: vacanze sportive o crociere di lusso, avvistamento cetacei o attività di diving. Molto dipenderà dal tipo di imbarcazione scelta e dal target cui vorrete indirizzarvi. Soprattutto nel caso di imbarcazioni di piccole dimensioni (11-12 metri) il porto d’imbarco può fare la differenza: la possibilità di raggiungere con poche ore di navigazione isole o località turistiche di richiamo, darà indubbiamente una marcia in più alla vostra attività di marketing.

Per capire se la vostra azienda regge dovrete prevedere un rientro degli investimenti in non meno 5 anni, ma dopo che sarete rientrati sarà quasi indispensabile investire nuovamente nella sostituzione della barca. Per stare sul mercato, infatti, le imbarcazioni devono essere il più possibile concorrenziali, vale a dire nuove (o quasi), dotate di ogni comfort e in perfetta manutenzione. Come ogni altro avvio di attività di impresa sono diverse le opportunità per ottenere finanziamenti derivanti da leggi nazionali o regionali. Inoltre, per le imbarcazioni ad uso commerciale è possibile usufruire di particolari agevolazioni fiscali sia nella compravendita che, per esempio, nell’acquisto del carburante.

Per saperne di più:

www.isyba.it

Sul sito dell’Associazione italiana mediatori marittimi si trovano tutte le informazioni indispensabili per accedere alla professione di mediatore marittimo, nonché dati e tendenze del settore e riferimenti normativi.

www.ainud.it

L’Ainud è l’associazione italiana noleggio unità da diporto e tutela gli interessi delle aziende operanti nel settore del noleggio e della locazione. Sul portare dell’Ainud ci sono molte informazioni relative ai contratti e al particolare regime iva applicato al settore.

www.ucina.net

L’Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini, che organizza ogni anno il Salone nautico di Genova, è la maggiore associazione che riunisce i costruttori del settore. Sul sito di Ucina è possibile trovare alcune utili pubblicazioni: dalla cifre della nautica (compreso in mercato del charter) agli aspetti fiscali e giuridici, ai titoli professionali per il diporto.

www.yachts.it

Il portale fornisce informazioni e schede sulle società di charter operanti in Italia, sulle opportunità di compravendita di imbarcazioni, sulle offerte di lavoro per il personale iscritto alla Gente di mare. Un’ampia sezione del sito è dedicata alla normativa e alle pratiche amministrative per operare nel settore, con rubriche tematiche curate da professionisti.

Katia Bonchi.

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