Avviare un bed and breakfast. 1° parte.

settembre 1, 2009 | Fare impresa

Uno dei sistemi più semplici per avviare una propria piccola impresa (anche se formalmente non è un’impresa) è quello di aprire un Bed and Breakfast. Per chi non lo sapesse i b&b sono quelle strutture ricettive a carattere familiare che, come dice il nome stesso, offrono agli ospiti il pernottamento e la prima colazione con prezzi di solito abbastanza contenuti, anche se non è sempre così perché se l’ambiente è lussuoso, curato e con molti servizi, i prezzi possono salire di molto. Il concetto alla base del b&b è comunque quello di offrire ospitalità in casa propria e questo li differenza dagli affittacamere e dagli agriturismi.

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Ci sono due condizioni importanti per poter aprire un Bed and breakfast: abitare in un luogo che abbia almeno una minima capacità di attrarre turisti (turisti in senso ampio, consideriamo ad esempio chi si sposta per lavoro o per altre necessità) ed avere una casa sufficientemente grande da ospitare in modo confortevole altre persone. Per quanto riguarda la prima condizione, vivendo in uno dei paesi più turistici al mondo, è assai probabile che venga soddisfatta. In ogni caso visti i costi ridottissimi di gestione come dice il proverbio tentar non nuoce. Per la seconda invece c’è poco da fare o si ha una casa grande o non la si ha, perché la legge prescrive che il titolare offra ospitalità in casa propria, quindi è necessario avere la residenza nella struttura ricettiva.

Al di là di questo aprire una simile attività può essere una buona idea visto che le statistiche ci dicono che il settore Bed and breakfast è in crescita da tempo, nonostante per il turismo in Italia le cose non vadano sempre bene. Sarà che in tempi di crisi ha la meglio chi offre la possibilità di risparmiare, senza compromettere troppo la qualità del servizio.

Vediamo ora quali sono i passi da fare per poter iniziare l’attività.

Aprire un bed and breakfast. Le leggi per aprire un bed and breakfast

Le leggi che disciplinano i bed and breakfast sono ispirate alla legge 135 del 29 marzo 2001, ma variano da regione a regione, pertanto è bene informarsi a seconda del luogo di residenza perché possono esserci notevoli diversità ad esempio sul numero massimo di camere e di posti letto che è possibile affittare. Il loro numero, dei posti letto, di solito oscilla fra i quattro e un massimo di otto, con però alcune eccezioni.

Come creare un bed and breakfast.

Ecco invece i punti fermi comuni a tutte le regioni. Il bed and breakfast è un’attività a carattere saltuario e di conseguenza deve essere esercitata per un massimo di 275 giorni l’anno (9 mesi) che possono essere anche non consecutivi. In ogni caso se ci pensiamo bene è abbastanza normale per qualsiasi attività ricettiva tenere chiuso per circa 3 mesi in un anno considerando le stagioni morte in cui, anche volendo, non ci sarebbero prenotazioni. Nel caso comunque si desideri tenere aperto tutto l’anno è necessario aprire una partita iva, ma in questo caso si perdono un po’ il senso e i benefici del b&b.

La legge 135 prescrive poi alcuni adempimenti che bisogna rispettare per aprire un attività del genere. Gli impianti (elettrico, riscaldamento, gas) devono essere tutti a norma, le camere devono avere una metratura minima che però viene stabilita dalle varie leggi regionali. I locali dove si ospita devono essere puliti almeno due volte a settimana e comunque ad ogni cambio di ospite, mentre la biancheria nelle camere va sostituita una volta a settimana o sempre ad ogni cambio d’ospite.

E’ necessario fornire agli ospiti la prima colazione formata da cibi preconfezionati e bevande che possono essere riscaldate: questo significa che non vanno “manipolati”. Ad esempio una macchina del caffè con cialde e delle merendine confezionate possono andare bene. Una torta fatta in casa no, perchè giustamente ci sono delle norme igieniche da rispettare. Basti pensare che aprire un b&b non richiede alcune autorizzazione sanitaria e quindi non si possono correre rischi del genere.

Prima di ricevere gli ospiti bisogna dare comunicazione dell’inizio attività all’ufficio turistico del comune di residenza indicando i prezzi praticati. Il tariffario timbrato dal andrà poi esposto all’interno della struttura.

In sostanza non ci sono altri adempimenti legali da portare a termine, né tantomeno il titolare è tenuto a versare contributi previdenziali all’Inps, cosa che invece spetta a chi gestisce un affittacamere. Di conseguenza si tratta di un’attività decisamente agile e che può comunque garantire incassi interessanti soprattutto se si trova in una zona ad alta densità turistica. Ogni anno i redditi derivanti da questa attività andranno denunciati al fisco presentando il modello unico o il 730 se per esempio si ha anche un reddito da lavoro dipendente o da pensione.

In teoria il Bed and breakfast dovrebbe essere un’ attività occasionale, ma di fatto per molti è un vero e proprio lavoro, in pratica ci si trova a svolgere attività di affittacamere con il vantaggio di molti adempimenti in meno da seguire. Il limite stesso dei novi mesi di apertura all’anno non ha molto a che vedere con un’attività occasionale. L’unico vero limite è dato dall’obbligo di avere la residenza nella struttura che ospita, problema che spesso viene comunque aggirato prendendo formalmente la residenza in loco, salvo poi abitare altrove.

fonte immagine

travelblog.it

Link utili:

http://www.anbba.it/ – Associazione nazionale Bed and breakfast e affittacamere

http://www.parlamento.it/leggi/01135l.htm – Testo della legge 135 del 2001

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