Il business delle case prefabbricate. 2° parte.

settembre 10, 2009 | Fare impresa

Torniamo a parlare del mercato delle case prefabbricate, nuova frontiera dell’edilizia innovativa, affermatasi in Europa ( Svezia e Germania in testa e poi Austria) per ragioni storiche, climatiche e culturali e oggetto di curiosità da parte dei potenziali acquirenti italiani per via della crisi del mercato immobiliare.

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Casa prefabbricata?

Conviene l’acquisto?

Da parte delle aziende e dei tecnici esperti, i giudizi sono unanimi: acquistare un immobile prefabbricato conviene, non esiste alcuna differenza strutturale, rispetto ad una casa in muratura. L’unica, sostanziale, differenza, sarebbe nei costi, dove per costi si intendono quelli di fabbricazione, di acquisto e dei consumi energetici, che, secondo le voci in circolazione, si manterrebbero a livelli più bassi rispetto all’edilizia a cui siamo abituati. Per conoscere quali siano realmente i vantaggi dell’acquisto di un immobile prefabbricato ci siamo rivolti ad un esperto del settore , il bioarchitetto Paolo Crivellaro che nel suo blog: http://caseprefabbricate.blogspot.com/ , fornisce informazioni utili su un settore, per ora emergente.

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Immobili prefabbricati : intervista con un esperto del settore.

Durante un’intervista telefonica, abbiamo chiesto al professionista, quello che tutti vorremmo sapere e cioè se comprare una casa prefabbricata conviene e se è vero che costa meno rispetto ad una casa “normale”. “Una casa prefabbricata di qualità, con adeguati requisiti di isolamento termico e biocompatibilità, costa il 5- 10% in più di una casa in mattone”. Questo dato ci ha sorpresi, perchè non lo immaginavamo affatto, ma l’architetto ci ha spiegato che un immobile prefabbricato in legno( il materiale più trattato), può rappresentare un valido investimento perchè, all’alto costo di acquisto, contrappone una sensibile riduzione dei consumi energetici che permette di tagliare i costi delle bollette del 70-80%! Ridurre tout court le spese di luce e gas, che tanto pesano sul budget familiare, non è cosa da poco. Il risparmio energetico, nel tempo, ammortizzerà il costo di acquisto dell’immobile. La materia prima, il legno, per le grandi ditte del Nord Europa che lo reperiscono dalle proprie foreste, ha, invece, un costo basso, a far lievitare il prezzo finale di vendita, è la costruzione delle pareti, realizzata con criteri che soddisfino il requisito della biocompatibilità. Il settore, tra l’altro, per ora resta di nicchia, se diventasse di massa, i prezzi di acquisto potrebbero abbassarsi notevolmente. Pertanto, occorre diffidare delle proposte pubblicitarie di case prefabbricate a costi irrisori, che secondo l’architetto, potrebbero non rispondere ai requisiti di compatibilità ambientale e di messa in sicurezza. Il costo di acquisto di un immobile prefabbricato oscilla tra il 1100, 1300 euro al metro quadro, in questa quotazione non sono compresi il costo del terreno, gli oneri di urbanizzazione per ottenere l’allacciamento alla rete elettrica, idrica e fognaria, il compenso del progettista, il costo per gli scavi e per la realizzazione delle fondamenta. Ad evitare ulteriori incrementi delle voci di spesa contribuisce, però, un fattore molto importante: i tempi di consegna, che, per un prefabbricato, non superano i 90 giorni. L’edificio biocompatibile può anche collocarsi in fasce di prezzo più alte o più basse, rispetto alla casa in muratura, dipende dalla scelta che farà il cliente. Trattandosi di un prodotto versatile che non presenta , lo ribadiamo, alcuna differenza con una casa tradizionale, si possono realizzare villette di lusso a costi esagerati o anche una seconda casa in montagna, con un prezzo molto basso rispetto ad una casa da abitare per tutta la vita. I costruttori, inoltre, garantiscono una casa prefabbricata per 30 anni. Le case prefabbricate sono anche antisismiche, come quelle tradizionali, anzi, l’architetto Crivellaro ha rivelato che i prefabbricati in legno sono più antisismici del cemento armato utilizzato nell’edilizia tradizionale. Ma dunque, ,come mai il settore resta di nicchia? E’ probabile che oltre alla diffidenza, radicata nella nostra cultura, contribuiscano al suo mancato decollo, anche una carenza di comunicazione ed una questione di immagine. Le grandi aziende propongono i modelli abitativi del Nord Europa che non piacciono all’acquirente italiano. “ Quando le aziende proporranno modelli abitativi simili agli edifici della nostra tradizione edilizia- replica il bioarchitetto- forse anche l’edilizia prefabbricata potrà fare presa sul mercato nazionale”. Eppure il settore è definito “emergente”, con buone prospettive di sviluppo per il prossimo, e perchè no? Immediato futuro.

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Case prefabbricate : i dati del settore.

I dati forniti dal professionista parlano di circa 600 immobili prefabbricati venduti in un anno in Italia, da parte di tutte le aziende venditrici. L’azienda Haas Fertigbau, con la quale lavora, ne ha venduti un migliaio in tutta Europa, dove il settore decolla a partire dagli anni 70. In Italia, l’edilizia biocompatibile, si comincia a diffondere a partire dagli anni 80. La maggiore sensibilità ai temi del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico, giocherà un ruolo importante nella crescita dell’edilizia prefabbricata, così come è accaduto per il mercato dei pannelli solari. Bisognerà parlarne, diffondere il messaggio, anche con la collaborazione delle amministrazioni pubbliche. “ I comuni si stanno dimostrando sensibili alla diffusione di modelli abitativi prefabbricati- conferma l’architetto – non ci sono più i limiti del passato”. Alla crescita del settore contribuiscono anche le normative sulla certificazione energetica, in Germania esistono norme molto severe, ma anche l’Italia si sta adeguando. Una certificazione di qualità e di affidabilità nella scelta dell’edificio prefabbricato è rappresentata dalla certificazione rilasciata dall’agenzia Casa Clima che nel suo sito spiega cos’è il certificato energetico: “Il certificato energetico di un edificio aiuta a valutarne l’efficienza energetica nonché a prevederne i costi di gestione dal punto di vista del consumo di energia. Si tratta quindi di un modo per sfruttare il potenziale energetico nel settore abitativo. La catalogazione energetica di un edificio è inoltre fonte di trasparenza per tutti coloro che sono interessati alla sua gestione. Questo tipo di certificato è previsto da una direttiva UE vincolante per tutti gli Stati membri”. Altre differenze in meglio rispetto all’edilizia tradizionale? I prefabbricati vengono costruiti in azienda e poi montati sul lotto scelto dal cliente, con questa operazione, in cantiere bastano 2 -3 montatori, contro i sei, otto muratori dell’edilizia tradizionale. Dunque se il settore diventasse di massa, offrirebbe case a costi inferiori a quelle in muratura. Un’altra utile guida, pubblicata sul portale Guida Consumatore , rivela che il prezzo dell’immobile prefabbricato, pattuito al momento dell’offerta, viene bloccato per 18 mesi e l’acquirente ha la garanzia che la spesa fatta in preventivo, sarà quella effettivamente pagata alla consegna. L’acquirente viene anche sollevato da tutte quelle beghe burocratiche relative alla ricerca del terreno edificabile ( spesso se ne occupa la stessa azienda costruttrice ) e può scegliere tra differenti formule di costruzione: edificio finito ed edificio chiavi in mano. Nel primo caso l’acquirente dovrà occuparsi di completare l’immobile con piastrelle, sanitari, pavimenti ed impianti di riscaldamento. Nella formula chiavi in mano sarà l’azienda a corredare l’immobile degli accessori e dei materiali di cui sopra. La trafila burocratica necessaria per costruire una casa prefabbricata è sostanzialmente uguale all’iter di un edificio tradizionale: scegliere il terreno, che deve essere edificabile , effettuare la verifica geologica, per escludere caratteristiche che si oppongano alla costruzione dell’immobile su quel determinato lotto, far stilare il progetto da un tecnico abilitato, da presentare all’Ufficio Tecnico comunale, per ottenere il permesso a costruire. La maggior parte delle aziende costruttrici, come accennato, si occupa personalmente delle incombenze burocratiche, facendo risparmiare al cliente ulteriore tempo e fatica. Da queste informazioni si evince anche il modo di lavorare di un’azienda costruttrice di casette prefabbricate che offre, per così dire, un servizio a 360 gradi all’acquirente, partendo dalla trafila burocratica, dalla scelta dei materiali, dallo staff tecnico. Per l’imprenditore che volesse scommettersi nel settore dell’edilizia innovativa, bisogna tener conto che il suo staff dovrà comprendere anche ingegneri o geometri iscritti all’Albo. Probabile che l’idea di costruire case prefabbricate, venga proprio ad un tecnico abilitato in cerca di un’occupazione gratificante ed innovativa, dove possono aprirsi interessanti spazi di mercato, come è accaduto all’architetto Crivellaro che oltre alla progettazione tradizionale si è avvicinato a questo settore come partner di un’importante azienda tedesca. Anche in Italia esistono delle aziende costruttrici di prefabbricati, come la Rubner di Bolzano, per il legno, o la Prefab di Perugia per i prefabbricati in cemento armato. Prima di investire in un settore nascente, suggeriamo però di affiliarsi ad un’azienda affermata per proporsi come progettista o promotore. Se i margini di crescita saranno quelli che ci si aspetta, si potrà pensare di mettere sù uno stabilimento, per entrare a far parte del mondo dell’edilizia amica dell’Ambiente e del risparmio( energetico).

Rosalba Mancuso

Fonte delle immagini:

http://caseprefabbricate.blogspot.com/

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