Aprire un centro benessere:diventare massaggiatore, terza parte.

ottobre 30, 2009 | Fare impresa

Con questa intervista si conclude, per il momento, il nostro lungo viaggio nel variegato mondo del benessere, delle imprese e dei professionisti che lo animano. Esaurire tutti gli aspetti del tema che vi abbiamo proposto in questi lunghi servizi a puntate, non è facile, ma ci auguriamo che vi possano aiutare a scoprire una particolare vocazione che vi permetta di lavorare nel mondo del benessere. Ci racconta la sua esperienza di massaggiatore, Stefano: ha voluto farsi chiamare solo così, per nome. Stefano esercita la professione a Dolo in provincia di Venezia sulla riviera del Brenta. Gli abbiamo posto tante domande a cui ha risposto con disponibilità e cortesia, per farci capire come deve lavorare un massaggiatore serio ed affidabile.

ayurveda

Da quanto tempo esercita la professione del massaggio?

Faccio il massaggiatore da sei anni

Come si è formato?

Mi sono formato frequentando corsi e scuole serie ed altamente professionalizzanti. Il massaggio viene ancora visto come un’arte strana e non come un lavoro. Scegliere corsi seri per formarsi in questo campo è molto importante.

Quali massaggi pratica frequentemente?

Io sono un operatore che esercita in proprio, da me vengono persone che vogliono stare bene, facendo massaggi che diano benessere per liberarsi dai piccoli disturbi generati dallo stress e dalle fatiche quotidiane:dolori, piccole contratture. I massaggi alle erbe, ad esempio si fanno nei centri benessere. Certi tipi di massaggi fatti per relax e puro piacere si fanno nei centri, il mio cliente ideale cerca di liberarsi dai piccoli disturbi che lo assillano. Molto praticato è il linfodrenaggio, altra tipologia di massaggio ancora sottovalutata che, invece, apporta benefici nel miglioramento della circolazione.

A proposito di cliente ideale, qual’ è la sua clientela tipo?

Inizialmente avevo una maggioranza maschile, oggi la situazione si è ribaltata: direi un 60% donne ed un 40% uomini. La fascia di età delle donne va dai 45 anni in su, nei maschi scendiamo sensibilmente dai 30 anni in su. Oggi anche gli uomini puntano molto al benessere.

Tipologia di reddito dei suoi clienti?

Logicamente le persone agiate si avvicinano maggiormente al mondo del massaggio e del benessere in generale.

Il periodo in cui si lavora di più?

Da operatore in proprio faccio massaggi mirati al benessere ed all’esigenza della persona che vuole superare come le spiegavo poco fa, dei piccoli disturbi, come il mal di schiena. Questa estate si è lavorato molto per via dei dolori provocati dai climatizzatori, si lavora anche in inverno, con continuità.

Quanto dura una seduta e quanto costa?

La seduta dura un’ora e costa 30 euro. E’ un prezzo che stabilisco per avvicinare più persone possibili al mondo del massaggio.

Con quale frequenza i sui clienti fruiscono dei suoi “benefici” massaggi?

Ci sono quelli che lo fanno anche una volta alla settimana, dipende dalle possibilità economiche, generalmente almeno una volta al mese.

Quali sono le difficoltà che maggiormente si incontrano nell’esercizio della sua professione?

La prima difficoltà è che in Italia manca una legislazione intelligente, rispetto ad altri paesi. Io, ad esempio, con i miei attestati sono stato richiesto anche in Spagna, mentre in Italia certi massaggi si possono esercitare tramite estetisti e fisioterapisti. Nel nostro paese il mondo del massaggio è abbandonato a se stesso. In territorio nazionale , se si vuole operare seriamente, bisogna formarsi seriamente e mi scusi il termine, bisogna farsi il mazzo…con preparazione continua ed ininterrotta.

decontratturale


Esiste concorrenza nel suo settore?

La concorrenza non è un problema. Il lavoro c’è per tutti. Le persone si devono fidare del massaggiatore, se si è capaci di fare veramente bene il proprio lavoro i clienti ritornano.

Quindi il requisito indispensabile è saper instaurare un buon rapporto di fiducia con i clienti?

Certo. Bisogna sapere che nel momento in cui pratichi il massaggio tiri fuori emozioni, negative e positive. Lasci che la persona si sfoghi, il massaggio svolge anche una funzione liberatoria.

Il massaggiatore può esercitare anche a domicilio?

Io esercito nella mia sede di attività, molti mi chiedono di farlo a domicilio, ma io non lo faccio. Preferisco dare al cliente un’idea dell’ambiente ideale per il massaggio. Si lavora con le mani, ma anche con la luce, con la musica, al massaggio è collegata tutta una filosofia di vita. Esercitare a domicilio rappresenta sempre un’incognita, non si sa se si può instaurare l’ambiente o l’atmosfera ideale.

Alcuni massaggiatori offrono massaggi in spiaggia, pratica vietata da sindaci ed anche da un intervento ministeriale. Cosa ne pensa di questo divieto?

Sono d’accordo, nel massaggio in spiaggia vengono a mancare le principali norme igieniche, si massaggia con varie posture, il massaggio può provocare abbassamenti della pressione, se poi questo servizio viene offerto da sedicenti massaggiatori di passaggio, il rischio di un danno per il cliente è molto elevato.

Esiste confusione tra massaggiatori estetici e terapeutici: il linfodrenaggio è praticato anche da fisioterapisti e lo shatzu viene attribuito solo ad operatori medici. Lei si definisce massaggiatore olistico, può spiegarci meglio cosa vuol dire e se la diatriba in atto è giustificata?

Dunque, andiamo per gradi. Il massaggio olistico usa oli ed essenze, vari tipi di essenze in base alle necessità ed alla tipologia di cliente trattato. Il massaggio olistico può essere orientale ed occidentale. L’olistico orientale trae origine da discipline provenienti dall’Oriente appunto, come l’ayurvedica. In India l’ ayurvedica è considerata una vera e propria scienza medica che comprende diverse discipline di cui fa parte anche il massaggio. L’olistico occidentale è un massaggio più tecnico, più energico e specifico ed apporta maggiori benefici terapeutici, anche se la differenza tra i due tipi di massaggi, riguardo agli effetti benefici, non è eccessiva. Si tratta comunque di massaggi non invasivi che mirano a rilassare la massa muscolare, mentre lo shatzu è più invasivo. Ci sono scuole non associabili alla medicina, dove si lo si impara, seguendo corsi di durata triennale. La diatriba tra chi debba essere titolato ad effettuare certe tipologie di massaggio è provocata sempre dalla carenza normativa, di cui parlavo poco fa. A me interessa fare il massaggiatore, frequentare un corso estetico dove si dà più spazio alle pratiche omonime e meno al massaggio, non mi interessa, preferisco approfondire bene la pratica del mio mestiere.

Quante sedute sono necessarie per ottenere dei benefici tangibili?

A differenza di altri colleghi io non pongo dei limiti al numero di sedute. E’ la persona che deve sentirsi bene. Possono bastare le 10 sedute canoniche, ma anche di meno o di più. Il massaggio fa effetto quando la persona percepisce dei miglioramenti. Poi si può passare alla fase di mantenimento, almeno una volta al mese.

Funziona meglio il massaggio in un centro estetico, termale, o presso un massaggiatore in proprio?

Se si va a fare il massaggio in un centro termale o in un centro benessere, le necessità sono diverse da chi effettua il massaggio presso un operatore in proprio. Nei centri ci cerca un percorso di relax a 360 gradi, fruendo di altri servizi, per rilassarsi, per fare un soggiorno vacanza legato al benessere, dall’operatore in proprio, come già detto, va chi vuole liberarsi del fastidioso mal di schiena, per stare meglio. I centri e gli operatori che offrono massaggi sono diversi perché diversi sono i bisogni del cliente.

Questa è la sua professione principale, le permette di guadagnare ed avere una certa indipendenza economica?

Sì ,è la mia attività principale e continuativa, ho la partita IVA. Mi permette di vivere bene, non si fanno i miliardi, ma si ricavano le giuste ed adeguate soddisfazioni: economiche e morali.

Ha dovuto investire molto per avviare la sua attività in proprio ne campo del massaggio? Può dirci come si è finanziato?

Mi sono finanziato con le mie disponibilità economiche. Per esercitare in proprio, l’investimento è davvero minimo, servono un lettino e, soprattutto, le mani. Il vero investimento è nelle nostre mani che vanno protette anche nel momento in cui si fanno i massaggi.

Con quali strumenti pubblicitari si è fatto conoscere?

Con il passaparola, è lo strumento più valido per promuoversi. Funziona anche avere un sito web, io sono presente anche in siti di settore, ma direi che il 90% della mia pubblicità è rappresentato dal passaparola, il 10% da tutto il resto.

L’intervista finisce qui e se volete conoscere meglio Stefano, il massaggiatore professionale, veneziano, vi rinviamo al suo sito web che è http://www.massaggiorelax.it/ .

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.massaggiorelax.it/massaggio_decontratturale.htm

http://www.massaggiorelax.it/massaggio_ayurveda.htm

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