Aprire un’agenzia di poste private. Prima parte.

ottobre 5, 2009 | Fare impresa

C’era una volta il postino. Gentile, puntuale e pronto a smistare la corrispondenza al destinatario. Una volta questa figura professionale dipendeva da Epi, cioè dall’Ente Poste Italiane, organizzazione statale poi trasformata in Poste Italiane Spa. Oggi il postino può dipendere anche da un’azienda privata che svolge lo stesso lavoro di Poste Italiane. La progressiva razionalizzazione e privatizzazione del servizio pubblico, apre nuovi spazi per imprenditori che vogliono avviare un’attività di recapito postale.

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La liberalizzazione dei servizi postali

La definitiva liberalizzazione del mercato postale, inoltre, che dovrebbe avvenire entro il primo gennaio del 2011, potrebbe consentire agli operatori postali privati di gestire a 360 gradi una serie di servizi di recapito e non solo, così come attualmente fa Poste Italiane, abbinando spedizioni di corrispondenza normale, raccomandata, servizi finanziari, comunicazioni via internet e molto altro. Prima di decidere se avviare un’impresa di poste private, bisogna conoscere la disciplina normativa e tutte le autorizzazioni necessarie all’apertura della stessa impresa. A tal proposito abbiamo reperito un interessante approfondimento, realizzato dalla testata giornalistica Philweb, specializzata in news sul mondo dei servizi postali e della filatelia, che contiene un excursus storico sul mondo delle poste private, tracciandone anche l’evoluzione normativa e le prospettive di sviluppo. Riportiamo, in questa sede, i passi più importanti del citato documento, che potranno essere utili ai futuri imprenditori del settore. Ringraziamo anche il direttore di Philweb Francesco De Carlo, per averci concesso la gentile autorizzazione ad usare il contenuto del servizio pubblicato sulla sua testata. “L’intervento dei privati nei servizi postali in realtà, in Italia, non è nuovo. A qualcuno potrebbero venire in mente le famose “agenzie di recapito espressi” che funzionavano nelle grandi città sin dai tempi passati (a partire dal Regno d’Italia, intendo, e regolate in maniera completa con il R.D. 11 Maggio 1913 n.503): queste svolgevano esclusivamente servizio di recapito grazie ad accordi di volta in volta realizzati con l’amministrazione postale nelle varie città” Queste agenzie però potevano solo recapitare la corrispondenza, ma non accettarla. Via via nacquero anche le agenzie di recapito autorizzate che tramite apposita concessione delle Poste statali, potevano gestire ( accettare e smistare) la corrispondenza nell’ambito di un determinato territorio comunale. Queste prime iniziative di recapito postale privato, terminarono il 31 dicembre 2000 con il Decreto Legislativo del 22 luglio 1999 n.261 che introdusse il “Servizio Universale”. Le prime agenzie di recapito autorizzate erano in realtà delle concessionarie delle Poste statali, che oltre a soggetti privati comprendevano anche altre aziende ( banche, ditte) che offrivano tra le loro attività anche il servizio di recapito, corrispondendo all’amministrazione postale i diritti tramite appositi francobolli. Insomma una gestione privata ancora molto lontana dal concetto di totale liberalizzazione del mercato a cui recentemente ci siamo abituati. La vera rivoluzione inizia il primo gennaio 2001, quando si introduce il rilascio di nuove autorizzazioni per l’esercizio di servizi postali privati. Con queste autorizzazioni, soggetti privati possono esercitare il servizio di recapito postale su tutto il territorio nazionale, sottostando però ad un limite, una quota di riserva di servizi che solo Poste Italiane può svolgere. Ad ampliare queste “restrizioni” sono però intervenute delle normative europee, esattamente una Direttiva comunitaria sulla concorrenza nei servizi postali (Direttiva n. 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari ed il miglioramento della qualità dei servizio) che consentono una maggiore offerta di servizi ai soggetti privati che svolgono attività di servizio postale. Con il nuovo quadro normativo, nato dopo l’abolizione delle citate concessioni postali del 1999, per avviare un’impresa di posta privata occorre ottenere delle autorizzazioni dal Ministero delle Comunicazioni che si chiamano : Licenza Individuale ed Autorizzazione Generale, rispettando sempre un limite riservato a Poste Italiane che per legge detiene il ruolo di gestore del “Servizio Universale”, cioè del servizio postale di pubblica utilità fruibile da tutti i cittadini. Il dettagliato articolo di Philweb elenca i servizi che i soggetti privati possono offrire nell’ambito delle due diverse tipologie di autorizzazione. Lo riportiamo tra virgolette:i “ soggetti con Autorizzazione Generale sono abilitati a:
a) raccogliere, trasportare, smistare e distribuire gli invii postali oltre i 2 kg di peso;
b) raccogliere, trasportare, smistare e distribuire pacchi postali oltre i 20 kg di peso.
Non possono invece:
c) gestire i servizi relativi agli invii raccomandati ed agli invii assicurati.

i soggetti con Licenza Individuale sono abilitati a:
a) raccogliere, trasportare, smistare e distribuire gli invii postali di peso inferiore ai 2 kg;
b) raccogliere, trasportare, smistare e distribuire pacchi postali di peso inferiore ai 20 kg;
c) gestire i servizi relativi agli invii raccomandati e assicurati, purchè tutti questi servizi siano al di fuori dei limiti previsti dalla Riserva garantita a Poste Italiane.
Ovvero tali soggetti NON possono:
d) trattare corrispondenze il cui prezzo di vendita al pubblico sia inferiore a 1,50 Euro e di peso non superiore ai 50 gr.
e) trattare raccomandate e assicurate relative a procedure amministrative e giudiziarie (come stabilito dal Decreto Ministeriale del 29 Dicembre 2005 e valido dal 1 Gennaio 2006)”.

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COME OTTENERE UNA LICENZA DI POSTE PRIVATE

Per capire come ottenere una licenza necessaria all’avvio un’impresa di poste private, potete accedere all’area operatori postali presente sul sito del Ministero delle Comunicazioni.

Per i servizi postali liberalizzati ovvero il recapito postale oltre i 2 kg di peso, ( Autorizzazione generale) gli operatori privati possono applicare tariffe a loro piacimento, per i servizi rientranti nella riserva di Poste Italiane e nel Servizio Universale, gli operatori privati non possono applicare tariffe massime superiori a quelle imposte dal Ministero, ( è il caso degli operatori che operano in regime di Licenza Individuale). Insomma la liberalizzazione a 360° deve ancora arrivare e ciò potrebbe essere vissuto come una criticità o difficoltà nella crescita imprenditoriale di un soggetto esercitante attività postale privata, specie con Licenza Individuale; ma la razionalizzazione, la necessità sempre più crescente dei soggetti pubblici di esternalizzare ed affidare, tramite accordi, a soggetti esterni, lo svolgimento dei servizi postali, possono essere delle ottime premesse per avviare un’agenzia di posta privata o poste private. I numeri del volume d’affari annuo di un’azienda di posta privata, inoltre, superano le previsioni più ottimistiche. La spedizione di raccomandate con i servizi accessori,, quali imbustamento, archiviazione ottica, eccetera, genera un fatturato di 800 milioni di euro. La sola posta prioritaria sviluppa un fatturato di 300 milioni di euro.

GESTIRE SERVIZI DI SUPPORTO ALLE POSTE ITALIANE

Con l’attuale regolamentazione, un’azienda di poste private può anche svolgere l’attività in collaborazione con Poste Italiane, raccogliendo e smistando la corrispondenza come se fosse una sua filiale, oppure smistare la corrispondenza che Poste Italiane, per una questione di riduzione dei costi e del carico di lavoro, affida ad aziende di poste private, oppure raccogliere la corrispondenza dai clienti trovati sul mercato, offrendo servizi di affrancatura ed imbustamento conto terzi, per corrispondenza da spedire sul territorio nazionale tramite Poste Italiane. In quest’ultimo caso il cliente pagherà il costo del servizio di imbustamento e quello dell’ affrancatura che l’azienda dovrà versare a Poste Italiane, nei casi precedenti, invece, operando l’azienda come una filiale delle Poste nazionali, le tariffe dell’affrancatura saranno interamente versate nelle casse di queste ultime che poi pagheranno una quota all’azienda come stabilito nell’accordo. Un servizio di questo tipo deve essere svolto su larga scala, per essere remunerativo, avviare una piccola agenzia di recapito postale in un ambito territorialmente piccolo, non porterebbe a grandi risultati. Bisogna operare, come minimo, in grandi città, servendo un elevato numero di clienti che a loro volta producono elevata corrispondenza, come aziende medio-grandi, banche, enti pubblici. Se poi si ha la capacità e la pazienza di creare “un marchio, conosciuto a livello nazionale ( dopo un tot di anni di attività) questo potrà essere ceduto ad altri aspiranti imprenditori del settore postale, con la formula del franchising. Questa modalità di affiliazione imprenditoriale, viene offerta da tantissime agenzie di poste private presenti in Italia. Avviando un’agenzia di poste private in franchising, si inizia con un marchio già conosciuto che consente una rapida promozione pubblicitaria per la fidelizzazione ed il procacciamento della clientela.. Nel seguito di questo nostro nuovo tema, scopriremo tanti altri aspetti di un’impresa di poste private, grazie alle parole ed all’esperienza raccontata da imprenditori già attivi nel settore.

Link di approfondimento, da cui abbiamo tratto alcuni contenuti: http://www.philweb.it/arrivano_le_poste_private_e_con_esse_si_profilano_nuovi_spunti_di_collezione-st609.html.

http://www.mailexpress.it/franchising.aspx?p=mercato_postale

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/bossanostra/197369172/

http://www.flickr.com/photos/maong/2418682668/

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