Mettersi in proprio, dal sogno all’impresa : la realizzazione del Business Plan.

ottobre 22, 2009 | Scheda tecnica

Tutto inizia con un sogno: diventare imprenditore, aprire un’attività, diventare ‘indipendenti’…ecc.; poi spesso si comincia a pensare (o talvolta contemporaneamente) a cosa fare per ‘metterci in proprio’.

Quindi, si comincia con un desiderio, un sogno di cambiare la nostra vita, molte volte non tanto per diventare ricchi ma soprattutto per ‘sentirci’ piu’ partecipi, piu’ vivi, maggiormante coinvolti in quello che facciamo.

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Capita cosi’ che cominciamo o a guardarci intorno per vedere cosa si potrebbe fare oppure abbiamo nel frattempo gia’ maturato un’idea e desideriamo trasformarla in un progetto concreto.

Sinche’ ‘culliamo’ il nostro sogno, creiamo benessere al nostro spirito e rafforziamo la nostra creativita’.

Gia’ avere sogni e dei progetti e pensare di ‘cantierizzarli’, e’ un buon segno.

Poi, naturalmente, arriva il momento di scendere nel concreto.

Qui, incontriamo la prima fase critica;

Scrivere il proprio progetto d’impresa

Abbiamo piu’ volte sottolineato che uno degli errori piu’ evidenti in fase di start up, e’ quello di avviare un’impresa senza aver ‘buttato giu” uno ‘straccio’ di progetto.

Premettendo che Vi sono alcuni grandi imprenditori del passato ed anche alcuni recenti che sottolineano di non aver mai fatto nessun business plan nella loro vita e cio’ nonostante hanno ottenuto eccellenti risultati, si consiglia di predisporre un proprio progetto d’impresa, prima di avviare qualsiasi iniziativa.

Ritengo che non esista un business plan standard per tutti, penso che occorra comunque adottare uno schema progettuale ‘flessibile’ che possa essere personalizzato ed ampliato a seconda :

delle differenti esigenze,

del settore di riferimento,

dell’utilizzo,

dell’utilizzatore.

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Infatti il tipo di progetto va predisposto per reali esigenze e varia a seconda dello scopo per cui nasce.

Noi, in queste schede, parliamo del business plan ad uso interno, quindi il nostro documento guida; il documento che ci accompagnera’ nella nostra storia imprenditoriale: dalla fase del progetto vero e proprio, passando per la fase di start up, proseguendo nello sviluppo della nostra azienda. Il business plan crescera’ con noi e con il nostro progetto.

Esistono centinaia di pubblicazioni che spiegano come si costruisce un business plan.

Il problema non e’ compilare un modulo con dei dati, con cui calcolare alla fine degli indici di bilancio e disporre di pagine di numeri astratti.

Cerchiamo di comprendere, ancor prima di costruire il nostro progetto d’impresa, i nostri veri obiettivi.

Ma cosa rappresenta per noi il business plan?

Un documento asettico da far vedere a potenziali finanziatori? Un progetto che valorizza la bravura del consulente che lo ha preparato? Un buon modo per giustificare a noi stessi o a dei parenti, un impegno di energie e soldi?

No! Il business plan e’ per l’aspirante imprenditore : ‘il sogno che diventa realta” ed e’ fondamentale far ‘crescere’ questo documento con un impegno e passione con cui (scusate la similitudine) si cresce un figlio.

Il business plan cresce giorno per giorno, puo’ essere inizialmente solo un insieme di appunti, una raccolta di idee che pian pianino si amplia, sino a comprendere alcuni paragrafi/settori.

Poi quando le idee, a seguito di ‘ricerche’ e ‘raccolte di dati’ aumentano e diventano sempre piu’ precise, ecco che vale la pena cominciare ad inserire ogni elemento raccolto (cifre, informazioni, domande/risposte, obiettivi, ecc.) nel documento all’interno di ogni paragrafo/voce.

Voglio premettere che questa e’ una delle tante strade per compilare un business plan.

Il metodo ‘accademico’, parte dallo schema e poi mano a mano si raccolgono i dati, si compila il documento. Poi si approndiscono le singole voci, dando risposte a quei ‘quesiti’ ancora aperti.

Oggi, nello specifico, non intendiamo scendere nello schema delle singole voci, lo faremo in una successiva parte; intendiamo invece porre la basi per una corretta compilazione del nostro business plan ed impostare un giusto approccio, per capire che questo e’ un documento tutt’altro che statico e finalizzato solo alla nascita dell’impresa ma e’ il documento ‘vivo’ e ‘dinamico’ che continuamente aggiornato e verificato, ci permettera’ di seguire l’evoluzione della nostra impresa e comprendere quando dovremmo intervenire per apportare delle modifiche ai progetti originali e ci servira’ anche a renderci piu’ consapevoli delle nostre capacita’ ma anche delle debolezze che dobbiamo migliorare.

Quindi occorre nella compilazione del b.plan essere chiari, precisi e soprattutto sinceri.

Continua

fonti immagini

ilgiornale.ch

cna-avezzano.it

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