Aprire una agenzia matrimoniale. Terza parte.

novembre 11, 2009 | Fare impresa

Anche nella fondazione e nella conduzione di un’agenzia matrimoniale dovranno essere superate alcune criticità. Affrontarle al meglio dipenderà sempre ed esclusivamente dal talento, dall’attitudine ed a, margine, da un serio percorso di formazione. Questi alcuni degli aspetti emersi nell’intervista che abbiamo realizzato con Umberto Zanardi, presidente di un’associazione di categoria, ACMA WORLD, Agenzie e consulenti matrimoniali associati, già segnalata nella precedente puntata di questo reportage. Abbiamo scelto di intervistare un’associazione rappresentativa della categoria, perché vivendo “dal di dentro” il mondo delle imprese associate, le loro difficoltà, i loro successi, potrà consigliare al meglio chi, dotato della necessaria vocazione, vorrà inventarsi un lavoro creando proprio un’agenzia matrimoniale.

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Oggi– racconta Zanardi- la categoria sta attraversando un momento di trasformazione e cambiamento, per via dell’internazionalizzazione del settore e dei nuovi business che lo accompagnano, che rischiano però di generare tanta confusione sull’aspetto principale del lavoro del consulente matrimoniale che è quello di aiutare il cliente a trovare un partner, per questo abbiamo scelto di puntare molto sulla formazione”.

In cosa consiste la Formazione di un consulente matrimoniale e quanto costa?

Intanto alla base, ci deve essere la reale e sincera vocazione ad intraprendere con serietà e professionalità questo lavoro. La Formazione, segue tale aspetto. Viene offerta da Acma World agli associati, dopo aver pagato la quota associativa di 500 euro. Il corso è breve è costa 600 euro e servirà a rispondere a tutte le domande che l’imprenditore del settore si pone .L’associato verrà assistito e seguito anche dopo i successivi tre mesi dal corso e comunque potrà contare anche dopo sul supporto e l’esperienza dell’associazione.

Un appoggio insomma come nel caso di chi sceglie di fare impresa nel franchising, affiliandosi ad un marchio già noto?

Non esattamente. Il franchising delle agenzie matrimoniali è il nuovo business che si sta diffondendo ed affiancando a quello principale, cioè favorire gli incontri giusti per i clienti a scopo matrimonio o convivenza. Non va assolutamente demonizzato, anzi. Però nel nostro settore ha creato una frattura. Come associazione abbiamo preso le distanze da quel particolare tipo di franchising che viene proposto da realtà, magari nate da poco, con il solo scopo di fare business. Il problema riguarda anche altri settori di impresa. Il core-business di un’azienda deve essere quello per cui è nata. Affiliarsi è sempre una libera scelta dell’aspirante imprenditore. Bisogna saper scegliere anche qui il talento e la serietà del marchio a cui ci si affida.

Nel vostro settore, riesce meglio l’imprenditore in proprio o uno affiliato?

In proprio o in franchising, sarà sempre un lavoratore autonomo ed il suo successo dipenderà dalle capacità personali. Dovrà sempre costruire il rapporto con la clientela e farlo crescere nel tempo.


Insomma la storia del franchising non le piace proprio?

Non dico questo. Strumenti come il franchising, se fatto in maniera seria e competente, con lo scopo di promuovere anche chi si affilia e non solo chi offre l’affiliazione, sono da auspicare per la crescita economica ed imprenditoriale, io criticavo solo il rischio dello spostamento da un business all’altro.

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Può spiegarci meglio questo aspetto?

Il franchising dei prodotti è molto diverso da quello dei servizi. Se mi affilio ad un marchio molto famoso per vendere maglioni, dovrò fornirmi dalla casa madre, e venderò i suoi stessi prodotti. Ma se offro un servizio di incontri o qualsiasi altro servizio, dovrò ottimizzarlo e renderlo efficace perché ci so fare, uso il marchio, ma come imprenditore sarò sempre e solo io ad agire. Per scegliere l’affliazione in franchising bisogna capire la portata ed il valore del know how offerto dal quel marchio.

Visto che un consulente matrimoniale sarà totalmente responsabile del successo o del fallimento della propria agenzia, dove consiglierebbe o sconsiglierebbe di investire?

Il limite nel nostro lavoro non è geografico, ma basato sul talento personale e, sull’analisi della concorrenza. Milano, ad esempio, è una grande metropoli, ma la concorrenza è molto alta. Un paesino del Sud, dove non esiste concorrenza potrebbe favorire la crescita dell’imprenditore di talento che apre un’agenzia matrimoniale.

Quanto bisogna investire per avviare un’agenzia matrimoniale?

All’inizio l’investimento non è molto alto. Locali, telefono, computer, scrivania, sono gli strumenti necessari in qualsiasi impresa di servizi. Dipende dalle disponibilità finanziare dell’imprenditore scegliere la scrivania o il pc più o meno grandi o più o meno costosi.

Costosi sono spesso definite le tariffe applicate dalle agenzie matrimoniali. Esiste un tariffario della categoria?

L’imprenditore deve depositare alla Questura il tariffario con li prezzi applicati. Questi dipendono dalla tipologia di cliente e dal tipo di contratto. Il costo del servizio offerto ad una bella ragazza di 20 anni è diverso da quello di un uomo di 80 anni che ha più esigenze , che richiede più tempo per la selezione del partner e dell’incontro giusto.

Le tariffe variano. Ci sono tariffe che vanno dai 100 agli oltre 1000 euro. Conferma?

Le agenzie matrimoniali che applicano anche tariffe più alte, finanziano tale costo tramite società finanziarie.

Dunque un’idea per rendere più appetibile ed accessibile il servizio?

Il ricorso a società finanziarie non è da demonizzare a patto che venga usato sempre con serietà e non con l’obiettivo di spillare danaro al cliente.

Quale tipologia di clienti si rivolge ad un’agenzia matrimoniale?

La più varia, per età, sesso e condizione sociale. Da ragazzi/ragazze di 20 anni a persone 90 enni.

Sul web impazzano le agenzie matrimoniali che favoriscono incontri con donne straniere, specie dell’Est. Cosa ne pensa di questo business?

Innamorarsi di una ragazza straniera è normale e naturale. Se gli incontri vengono favoriti dall’agenzia con la giusta competenza e serietà, va tutto bene. Il consulente deve avere il fiuto per capire le esigenze e le motivazioni di queste tipologie di incontri. La bellissima ragazza dell’Est con elevato titolo di studio che accetta di incontrare, ad esempio, un agricoltore anziano, non fa pensare a motivazioni romantiche. E’ in questi casi che si misura la serietà dell’operatore.

Quanto ha influito la proliferazione dei siti web di incontri nella crisi del settore?

E’ stata una delle maggiori criticità. Ha sconvolto tantissimo il mondo delle agenzie matrimoniali.

Molti portali di incontri appartengono a grandissime realtà internazionali quotate in borsa che hanno investito enormi capitali in pubblicità. Proliferano anche in Italia, ma hanno i server all’estero e non sono soggetti alla disciplina delle agenzie matrimoniali italiane, una regolamentazione del settore a 360° sarebbe urgente da parte del legislatore.

Un’agenzia matrimoniale italiana che offre il servizio anche on line, con un proprio sito web, riuscirebbe a fronteggiare la concorrenza di queste realtà?

Secondo me no. Non riuscirebbe a fronteggiare la concorrenza che viene dal’estero e che ha la portata e l’influenza di cui le parlavo prima.

Che speranze ha in questo scenario un’ impresa di servizi di consulenza matrimoniale?

La speranza, come già detto, viene dal talento e dall’operare in un ambito di lavoro dove possa esserci clientela interessata.

Offrire un servizio di incontri per un target specifico, ad esempio per persone omosessuali, potrebbe essere un business valido. Cosa ne pensa?

Sono nate agenzie autorizzate in questo servizio, non molte, presumo, ma il criterio è sempre quello della serietà. Favorire incontri e relazioni serie per un target specifico. E’ un business altrettanto valido.

Ringraziamo Umberto Zanardi per averci raccontato, a cuore aperto, altri aspetti del mondo delle agenzie matrimoniali, augurandoci, anche stavolta, che possano consentirvi di meditare sulle vostre attitudini ed aspirazioni imprenditoriali.

Rosalba Mancuso

Fonte delle immagini:

www.acmaworld.net

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