Aprire un negozio in franchising di prodotti biologici. Prima puntata

dicembre 10, 2009 | Franchising

I primi negozi biologici si sono sviluppati in Italia alla fine degli anni Settanta. Si trattava per lo più di piccoli punti vendita gestiti da cooperative o associazioni motivate da forti convinzioni ambientali e ideologiche. In trent’anni le cose sono parecchio cambiate, grazie soprattutto allo sviluppo dell’agricoltura biologica e alla sempre maggiore diffusione dei prodotti anche attraverso il canale della grande distribuzione, che ha portato il “bio” sulle tavole degli italiani. Lungi ormai dall’essere una moda passeggera, l’alimentazione biologica è una risposta alla crescente domanda di un’alimentazione sana, unita ad una maggior attenzione per la natura e l’ambiente. Aprire un negozio specializzato in prodotti biologici può quindi rivelarsi un’ottima opportunità di business. Si può scegliere di aprire una piccola attività indipendente oppure ci si può affidare all’esperienza di realtà consolidate, aprendo un negozio in franchising.

Aprire un negozio : Biologico, un settore in crescita

Secondo una recente indagine Coldiretti-Swg sono ormai quasi 8 milioni in Italia i consumatori abituali di prodotti biologici, mentre ben 7 italiani su 10 hanno inserito prodotti bio nel carrello della spesa almeno occasionalmente.

I dati Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) riferiti ai primi sei mesi del 2008, dicono che a trainare la crescita del bio sono soprattutto i prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati (+18,4%), i prodotti per l’infanzia (+17,6%) e i lattiero-caseari (+ 5,7%), che sono stati più nel recente passato oggetto di scandali alimentari.

A sostenere il consumo di prodotti biologici è la ricerca della sicurezza alimentare, ma anche il diffondersi di stili di vita più attenti all’ambiente. Inoltre, diversi consumatori sembrano aver capito il plus valore dell’alimento biologico, che è meno inquinante, ma anche più nutriente.

Secondo Biobank (http://www.biobank.it/it/indexBIO.asp), che aggiorna ogni anno l’Annuario del biologico sono oltre 7.000 operatori bio in Italia, dei quali più di 2.700 legati alla vendita diretta. Questi gli operatori in dettaglio: 1.943 aziende con vendita diretta , 1.178 agriturismi, 208 mercatini bio e biodiversità, 495 gruppi d’acquisto e d’offerta, 1.114 negozi, 11 marchi bio dei supermercati, 6 supermercati on-line, 360 ristoranti, 16 aziende di ristorazione, 791 mense bio nelle scuole, 110 siti dell’e-commerce bio, 100 aziende del commercio equo, 15 organismi di controllo bio, 6 organismi di controllo cosmesi, 132 associazioni e 33 fiere bio.

Se nel biennio 2006-08 la crescita maggiore del settore ha riguardato le attività legate alla filiera corta, i negozi bio sono passati da da 1.094 a 1.114, con un incremento del 2% in due anni. La regione che ha in assoluto il maggior numero di negozi bio è la Lombardia, seguita da Emilia-Romagna e Toscana. Il primato per negozi ogni 100 mila abitanti spetta invece alla Valle D’Aosta.

Aprire un’attivita’ commerciale : Le tappe per aprire un negozio specializzato in prodotti bio

Aprire un negozio specializzato in prodotti biologici rappresenta una buona opportunità di business in un mercato tutt’altro che saturo. Perché la nostra iniziativa abbia successo occorre però pianificare con cura i passi da compiere. Anzitutto, per aprire un negozio di alimentazione biologica e biodinamica occorre avere una buona conoscenza del settore (prodotti, metodi di produzione e di distribuzione): la si può ottenere seguendo le principali pubblicazioni cartacee o online e partecipando alle fiere del settore. La più importante di tutte è Sana (http://www.sana.it/) che si tiene tutti gli anni a Bologna.

Poi bisogna capire dove aprire il nostro punto vendita e valutare con attenzione la concorrenza. Di quanti mq abbiamo bisogno? Quanto costerà l’affitto? Da chi ci riforniremo? Quali arredi scegliere?Scelto il locale, si comunica l’apertura al Comune e si richiede l’autorizzazione sanitaria. Poi, si passa all’allestimento che, tra frigoriferi, scaffalature, bilance, casse e una fornitura di prodotti. Se si vendono prodotti sfusi, come frutta, verdura, pane o formaggi, l’Unione europea ha stabilito che si debba richiedere una specifica certificazione bio all’inizio dell’attività e ogni anno seguente. Gli enti qualificatori sono Bioagricoop e l’Istituto per la certificazione etica e ambientale (http://www.icea.info/).

Per affrontare le pratiche burocratiche è utile rivolgersi alle associazioni di settore, come Confcommercio (www.confcommercio.it) o Confesercenti(www.confesercenti.it/), che sono capillarmente distribuite su tutto il territorio nazionale e possono aiutarci ad affrontare gli aspetti giuridici e pratici dell’apertura della nostra attività.

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Aprire un negozio bio : Da soli o in franchising?

Fare tutto da soli o aprire un’attività in franchising? La prima scelta può essere consigliata per chi ha già un’ampia conoscenza del settore e del mercato, magari ha deciso di voler specializzare la propria attività su determinati prodotti e/o vuole aprire il suo negozio magari in un piccolo paese, dove non sono presenti attività concorrenti. In tutti gli altri casi, soprattutto per chi abita in una grande città dove la concorrenza è maggiore, può essere vantaggioso scegliere di aprire il nostro punto vendita in franchising, appoggiandosi a una delle tante reti del settore.

ll franchising è una formula imprenditoriale per la distribuzione di servizi e/o beni, consigliata per chi vuole avviare una nuova impresa senza “partire da zero” ma affiliando la propria attività a un marchio già affermato. In pratica il franchising è un accordo di collaborazione tra due imprenditori che vede da una parte un’azienda con una formula commerciale consolidata (franchisor) e dall’altra una società o una persona fisica (franchisee) che aderisce a questa formula.
Attraverso questo rapporto, ogni affiliato acquisisce la possibilità di utilizzare il nome e l’immagine del franchisor e la sua formula commerciale e il suo know-how. In cambio l’affiliato si impegna a rispettare standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dal
franchisor. In genere, tutto questo viene offerto dall’affiliante all’affiliato tramite il pagamento di un diritto d’entrata e o di un canone periodico (royalties) insieme al rispetto delle norme contrattuali che regolano il rapporto.

Aprire un negozio bio : Le principali reti di franchising

Quando si parla di negozi specializzati in prodotti biologici è difficile non pensare immediatamente alla catena di supermercati NaturaSì. Nata a Verona nel 1992 Naturasì ha oggi oltre 66 punti vendita in tutta Italia e ha gettato le prime basi in Spagna con 2 negozi.

Un supermercato NaturaSì (http://www.naturasi.eu/) ha una dimensione media compresa tra i 250 e i 500 mq e un bacino di utenza di almeno 50 mila abitanti. In cambio di un investimento iniziale di circa 120 mila euro, NaturaSì offre un pacchetto di assistenza completo, dall’analisi di mercato, alle valutazioni sulla zona di apertura e sul piano economico-finanziario, dal supporto nella scelta dei locali alla formazione del personale, dalla fornitura di arredi a quella dei prodotti a prezzi vantaggiosi con operatori selezionati, al piano di marketing per il punto vendita. Inoltre, grazie ad una convenzione tra NaturaSì e l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo d’Impresa (Invitalia) è possibile accedere a contributi pubblici per lo sviluppo d’impresa, validi su tutto il territorio del Sud Italia e in 3.440 comuni del Centro-Nord.

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Un’altra catena specializzata B’io (http://www.b-io.it/) è un progetto nato nel 2002 da un’idea di Ecor. Oggi B’io coinvolge oltre 260 negozi specializzati in prodotti biologici in tutta Italia. Anche in questo caso per il franchisee c’è un pacchetto completo di servizi e consulenze, come a realizzazione del business plan, l’arredamento, il display dei prodotti, le iniziative di comunicazione e di informazioni, le soluzioni informatiche e la gestione del personale.

Se oltre ai cibi bio siamo interessati ai prodotti naturali, possiamo invece affidarci all’Isola Verde, azienda nata nel 1991 e che conta oggi 100 punti vendita diretti di cui 56 in franchising. Con un investimento minimo di circa 45 mila euro, compreso il diritto d’entrata, si può aprire un punto vendita delle dimensioni minime di 55 mq, godendo di tutti i vantaggi dell’affiliazione: dalla realizzazione del piano di fattibilità all’ esclusiva di zona, dalla formazione del personale all’assistenza completa pre e post apertura.

Non esclusivamente dedicato al biologico, ma destinato ad una categoria che, a quanto rivelano i dati dell’Associazione italiana celiachia, è in aumento costante è il franchising proposto da Celi@chia Food (http://www.celiachia-food.com/) che ha avviato una rete di negozi di alimenti senza glutine: 11 finora i punti vendita, in Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Sicilia. Nella prossima puntata andremo a vedere da vicino come funziona l’affiliazione in franchising e quali sono i vantaggi per chi sceglie questa formula.

Katia Bonchi

Fonti immagini:

http://www.flickr.com/photos/gabrilu/282651817/

http://www.flickr.com/photos/cizauskas/2462633619/

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