Aprire una caffetteria in franchising.

dicembre 3, 2009 | Franchising

Aprire una caffetteria in franchising : introduzione

Per gli italiani il caffè è un rito irrinunciabile che si celebra più volte al giorno. A cominciare dalla prima colazione che è sinonimo di caffé e cornetto al bar, scelta spesso dettata da esigenze di tempo ma altrettanto spesso dal piacere di bere un buon espresso nel proprio bar preferito. C’è il quasi irrinunciabile caffé dopo pranzo, che dà la carica per riprendere il lavoro, e c’è la pausa caffè, a metà mattina o al pomeriggio, che rappresenta soprattutto un momento di break che si consuma con colleghi e collaboratori. Ma il caffè non è certamente un’abitudine solo italiana, anzi. Nonostante la crisi economica le caffetterie in Europa negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 13% (in Italia del 12%). A dirlo è la società di ricerche londinese Allegra Strategies che segue da un decennio il settore del caffè. Se in Europa il mercato è ancora dominato da bar e caffetterie indipendenti, sono le grandi catene che nell’ultimo anno hanno registrato i trend di crescita maggiori a cominciare da Starbucks (la più grande catena al mondo di coffee shop, presente in 14 Paesi con 1.119 caffetterie, ma non ancora presente in Italia) e McCaffé, le caffetterie “all’italiana” di McDonalds, presente in 13 Paesi tra cui l’Italia.

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Proprio le grandi catene di caffetterie stanno in questi anni sviluppando e “coccolando” una nuova fascia di consumatori, soprattutto giovani a cui propongono un nuovo modo di bere il caffè: se da noi il caffè per molti è ancora un gesto rapido, da consumare spesso direttamente al bancone del bar, la nuova tendenza è quella di creare locali sempre più accoglienti,dove sorseggiare infinite varianti dell’amato espresso (con l’aggiunta di latte, cioccolato, spezie, frutta secca ecc..), che diventano bevande da gustare con calma, da accompagnare magari con una fetta di torta, sfogliando un libro, navigando in rete o chiacchierando con gli amici in tutta tranquillità. In Italia, gli operatori del caffè si sono da tempo resi conto che per combattere lo strapotere dei colossi stranieri, bisogna competere sul loro stesso terreno, vale a dire attraverso le reti commerciali. L’obbiettivo è quello di tutelare l’eccellenza del caffè italiano, certo, ma anche di andare incontro ai nuovi target di consumatori che rivendicano gusti ed esigenze più cosmopolite. Un mercato in piena evoluzione, quindi, dove il franchising sta prendendo sempre più piede grazie a sopratutto alle grandi aziende italiane di torrefazione, che hanno fiutato il business e sono intenzionate a non farselo sfuggire. Per chi fosse interessato ad avviare una caffetteria in franchising le proposte sono perciò molte, con investimenti iniziali che vanno da 50 mila ai 200 mila euro, a seconda del franchisor prescelto e della tipologia di locale. Vediamo le principali proposte.

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Lavazza, leader del mercato del caffè in Italia, ha acquisito nel 1999 la rete di caffetterie in franchising spagnole a insegna “Caffè di Roma” e dispone oggi di 90 punti vendita, soprattutto in Europa. Recentemente il gruppo Lavazza, proprietario della catena, ha deciso di investire 15 milioni di euro per espandere “Il Caffè di Roma” sui vari mercati, con l’obiettivo di attivare 100 nuove caffetterie entro il 2011. Caffè di Roma (http://www.ilcaffediroma.com.)presenta ai potenziali affiliati diverse formule commerciali a seconda della tipologia di locale: ci sono i locali fronte strada che, dovranno avere una dimensione tra gli 80 e i 200 mq, i locali all’interno di centri commerciali (fra i 60 e i 100 mq.) oppure i chioschi che possono essere aperti all’interno di spazi commerciali chiusi. Il concept è quello di offrire caffè espresso, con vari aromi, ma anche diverse tipologie di thè, cioccolato, gelati e pasticcini. L’ambiente accogliente, composto da un arredamento semplice ma elegante, nei colori verde ed arancione, con diverse raffigurazioni del caffè e delle sue lavorazioni. L’investimento iniziale richiesto è di circa 150-180 mila euro (di cui almeno 50 mila euro di capitale proprio), compreso il diritto d’entrata e le royalties da versare sono del 5% sul fatturato netto annuo.

La Segafredo di Bologna, con il marchio Segafredo Zanetti Espresso (http://www.segafredofranchising.com/) ha aperto la prima caffetteria a Parigi nel 1988. Dopo aver fatto il giro del mondo nel 2002 è sbarcata in Italia, e dispone oggi di circa 350 punti vendita in una trentina di Paesi. A partire dalle caffetterie tradizionali, il format di Segafredo si sta estendendo fino a coprire altri prodotti: dai panini agli aperitivi e ai prodotti tipici. La formula di franchising proposta da Segafredo prevede che il franchisee si faccia carico della ristrutturazione del locale individuato (che può essere proposto dal franchisor o dallo stesso aspirante affiliato), dell’acquisto delle attrezzature tecniche, della formazione del personale presso la sede di Bologna e della promozione della caffetteria in occasione dell’apertura. I costi di avvio sono intorno ai 1.000-1.200 euro a mq. Il diritto d’entrata è di 20 mila euro più Iva e le royalties sono al 4% per tutta la durata del contratto. Il franchisee non deve per forza avere esperienza nel settore, ma disporre di capitale proprio per almeno il 30%.

Da un produttore all’altro. Illy caffè, con il progetto “Espressamente Illy” (http://www.illy.com/wps/wcm/connect/it/illy/fuori-casa/espressamente-illy/franchising/), gestisce oggi una catena internazionale di locali in franchising: 200 punti vendita nel mondo distribuiti in 32 Paesi. Il franchisee ideale di un bar Espressamente Illy dovrà avere a disposizione un locale con una superficie compresa tra 70 e 120 mq, ma la modularità del progetto consente di valutare anche situazioni differenti. La location tipica è in una città di primaria importanza in un contesto ad elevato traffico pedonale (zona turistica, aeroporti, stazioni, centri commerciali, centro città) e di elevata visibilità. Per vincere la sfida con le grandi catene multinazionali l’azienda triestina punto tutto sull’italianità: dal design degli interni, progettati da famosi architetti e designer italiani, alle performance artistiche, dagli accessori acquistabili all’interno dello store, alle modalità di preparazione del caffè. Il contratto di franchising ha una durata di 6 anni, è è rivolto preferibilmente a chi ha già esperienza nella gestione di bar o ristoranti.

Anche Saquella, storico marchio di torrefazione, si è lanciato da alcuni anni nell’avventura dei coffee shop. Il concept dei locali è raffinato e accogliente dove poter gustare un gustoso caffè secondo i canoni della tradizione italiana. Le linee dell’arredo seguono le moderne tendenze del design e i materiali usati sono vetro, acciaio, colori laccati che saggiamente miscelati donano all’ambiente un’atmosfera esclusiva. L’offerta delle caffetterie Saquella comprende la tipica colazione all’italiana ma anche primi piatti mediterranei per il pranzo e aperitivi pre cena. Al franchisee Saquella fornisce lo studio della dislocazione del locale, la progettazione dell’arredo interno, una formazione adeguata per tutto il personale, oltre a realizzare continue campagne di comunicazione e sponsorizzazione per aumentare la notorietà del marchio. Al franchisee sono richiesti un diritto d’entrata di 15 mila euro e una royalty del 4% sul fatturato netto.

Lievemente minore l’investimento richiesto dalla catena di franchising Nero Caffè (http://www.nerocaffe.eu/). Fondata a Pesaro nel 2006 Nero Caffè ha oggi 3 punti vendita diretti e 4 in franching in Italia e prevede l’apertura di un primo punto vendita all’estero entro l’anno. Al franchisee Nero Caffè chiede un bacino di utenza minimo di 25 mila abitanti, un locale di dimensioni variabili dai 25 ai 150 mq. Il fee d’ingresso è di 5 mila euro più Iva, mentre le royalties sono del 2% sul fatturato annuo. In cambio di un investimento iniziale (tra allestimento del locale, fee d’ingresso e acquisto attrezzature) che parte da circa 60 mila euro, Nero Caffè offre l’assistenza completa pre e post apertura, pubblicità e marketing, formazione iniziale e corsi di aggiornamento.

Molto ampia e modulabile l’offerta proposta dalla catena di caffetterie Crestanello (http://www.crestanello.com): due i moduli base previsti (corner caffè e caffetteria) a cui si possono applicare quattro format: pasticceria, gelateria, ristorazione veloce ed enoteca, generando svariate tipologie di locale. La scelta dipende dalla localizzazione e dimensione del punto vendita, dalle risorse finanziarie dell’affiliato e dalle richieste del mercato nel quale la caffetteria verrà inserita.
Localizzazioni preferenziali per le caffetterie Crestanello sono le città con almeno 30 mila abitanti, le località turistiche, i centri commerciali, le stazioni ferroviarie principali e gli aeroporti. La superficie media minima prevista è di 100 mq circa per il modulo caffetteria e di 50 mq per il modulo corner caffè. Molta attenzione è posta alla creazione di un ambiente caldo, accogliente e raffinato dove, accanto a un ottimo caffè si possono gustare prodotti tipici italiani. In cambio di un fee d’ingresso di 15 mila euro (e royalty pari al 5% del fatturato , ma per il primo anno sono previste facilitazioni), il futuro affiliato può contare sull’esperienza e il know how di un’azienda solida, con uno staff dirigenziale che lo seguirà in tutte le tappe del processo di affiliazione, dall’apertura del punto vendita, alla gestione della stessa attività, ove necessario, dalla scelta della location più appropriata all’allestimento del locale, dalle strategie di marketing e di comunicazione alla formazione ed assistenza continua nella gestione del punto vendita.

Katia Bonchi

Fonti delle foto:

http://www.flickr.com/photos/avlxyz/2427469950/

http://www.flickr.com/photos/seandreilinger/1353110770/

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