Aprire una scuola di ballo. prima parte.

dicembre 29, 2009 | Fare impresa

La danza è un’arte che va coltivata fin da piccoli. Un’arte che si basa sulla passione e l’amore per il ballo, che con il giusto talento, può cambiare la vita e regalare un futuro degno di soddisfazioni. E quando si parla di futuro non ci si riferisce necessariamente all’idea di diventare un danzatore famoso negli ormai stranoti talent show televisivi, ma anche un apprezzato insegnante di ballo che addestra i suoi allievi in una propria scuola di danza. Un ballerino, un maestro ed un imprenditore insomma. Da questa breve premessa, avrete già afferrato che ci accingiamo a parlare di una nuova idea di impresa dedicata alla creazione di una scuola di danza. Come qualsiasi progetto imprenditoriale, anche l’avvio di una scuola di danza, non è una scelta che si improvvisa.

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AVVIARE UNA SCUOLA DI DANZA : COSA SERVE

In questo campo poi, sono indispensabili tre elementi: la passione, il talento ( lo dicevamo prima) ed un impegnativo percorso di formazione. Se li possedete già tutti assieme, vi resta da considerare un ultimo aspetto, non meno importante: l’investimento economico. Insegnare danza in una scuola opportunamente attrezzata, richiede un investimento in denaro e la disponibilità di un capitale iniziale non trascurabile. Che poi il capitale sia proprio o di terzi, per il momento, non importa, importa sapere che dovrete spendere una certa cifra. Un negozietto, di pochi mq, non richiede la spesa di un’ampia sala da ballo dedicata alla formazione di un certo numero di allievi, è chiaro. Ma pian, piano, scopriremo anche i numeri di questa spesa. Per il momento, andiamo per gradi. Ulteriori aspetti da tenere in considerazione prima di aprire una scuola di ballo, sono la concorrenza ed il mercato dei potenziali fruitori.

AVVIARE UNA SCUOLA DI BALLO : IL MERCATO

Il crescente interesse di adulti, bambini ed anziani, per l’affascinante mondo della danza, in questi ultimi anni, ha fatto lievitare il numero di scuole di ballo in tutta Italia. Secondo una relazione del presidente dell’associazione marchigiana scuole di danza, Antonio Cioffi, realizzata per un convegno sul tema e diffusa in Internet, le stime più prudenti parlano di almeno 500 mila allievi che nel nostro paese svolgono attività di danza, in almeno 2500 scuole. Cioè una media di 120 scuole per ogni regione. Da queste stime sono escluse le palestre che offrono l’insegnamento della danza, come attività accessoria , a quelle principali della ginnastica. Il pubblico che segue i saggi di danza è di circa 3 milioni di spettatori, cioè sei familiari per ogni allievo. La spesa delle famiglie per le scuole di danza è stimata in 250 milioni di euro all’anno. Altri 150 milioni di euro vengono spesi nell’indotto collegato ala fruizione delle scuole di ballo, per una spesa complessiva di 400 milioni di euro. Gli incassi annui per le scuole si aggirano intorno ai 300 milioni di euro, che comprendono gli incassi lordi al botteghino, dei saggi di danza , circa 40 milioni ( per biglietti dal costo di 13 euro a persona) e 250 milioni che finiscono direttamente alle scuole per l’insegnamento e le lezioni agli allievi. Tra costi dell’affitto della sala da ballo, del teatro, pagamento di tasse e stipendi del personale e di diritti Siae, l’utile netto per le scuole di danza, è di molto inferiore ai numeri appena citati. L’attenzione recente dei programmi Tv al mondo della danza, i talent show che promuovono giovani ballerini e ballerine, al di là della banalizzazione, che alcuni intravedono in questi spettacoli televisivi, sta, però, ridando un nuovo impulso all’amore per la danza ed al valore di quest’arte. Sempre più spesso, giovani e giovanissimi, sognano di potersi esibire in Tv come ballerini. Un’ambizione frequentemente condivisa dai loro genitori, che sognano di vedere, un giorno, i propri figli esibirsi sul palcoscenico, circondati da fama, gloria e denaro e che per questo spendono cifre considerevoli per mandare i loro bambini a scuola di danza. Al danzatore, con il fiuto da imprenditore, non resta che cavalcare l’onda di questo rinnovato interesse per il ballo, offrendo il servizio che il mercato richiede: imparare a ballare, facendolo bene, così come si vede in Tv. Uno dei target di potenziali clienti è proprio composto da bambini ed adolescenti. La danza, al di là delle ambizioni, appassiona anche adulti ed anziani, per passione, per rilassarsi, per mantenersi in buona salute, come si fa con la ginnastica o il fitness. Una scuola di danza può rivolgersi anche a questo target. Il ballo racchiude in sé, arti danzanti di varia provenienza. C’è chi ama il ballo Latino- Americano, la danza orientale o quella africana, o la più casereccia mazurka o il raffinato valzer. I locali della scuola di ballo, devono, perciò, prevedere diverse tipologie di insegnamento, per accontentare i gusti di adulti e piccini. Tra sala d’aspetto, amministrativa, spogliatoi e docce, le dimensioni della scuola di ballo possono arrivare anche ai 1000 mq, con un minimo di 600 mq.

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APRIRE UNA SCUOLA DI BALLO : COME ORGANIZZARSI

Per una scuola di dimensioni medio-piccole, bastano un paio di sale. Il personale necessario è di almeno due, quattro insegnanti di danza esperti nelle discipline che la scuola propone. L’arredo di una scuola deve essere essenziale, con specchi su almeno due lati, parquet, sbarre, impianto hi – fi per la diffusione musicale, riscaldamento ed aria condizionata. Le tariffe che una scuola di danza applica per i propri clienti variano da regione a regione. Generalmente al Sud sono inferiori, perché più bassi sono i costi dell’affitto e dei maestri. Per due ore di lezione a settimana si chiedono in media dai 45 ai 60 euro al mese che diventano anche 70 per i corsi trisettimanali. Per le lezioni individuali si chiedono anche dai 20 ai 30 euro l’ora. L’iscrizione iniziale ad una scuola di ballo costa dai 20 ai 30 euro, con possibilità di sconti sui rinnovi. Per una scuola di ballo agli inizi dell’attività è consigliabile puntare sui balli più richiesti dalla moda del momento. Con le trasmissioni di Maria De Filippi, i giovanissimi chiedono di imparare Danza moderna, Hi Pop e Jazz. Gli adulti preferiscono i balli latino-americani. Quelli “più maturi” amano ballo liscio e valzer. Uno sguardo alla composizione anagrafica del territorio in cui si decide di aprire la scuola sarebbe molto utile, per organizzare gli orari delle lezioni e per puntare sull’insegnamento più remunerativo. Anche valutare la presenza di altre scuole concorrenti è indispensabile. Se il comune è piccolo ed è già pieno di scuole di ballo, l’investimento si presenterà tutto in salita, anzi sarà sconsigliabile.

APRIRE UNA SCUOLA DI BALLO: FARSI PUBBLICITA’

Se invece, si decide di aprire a tutti i costi, bisognerà fronteggiare la concorrenza con una buona campagna pubblicitaria: manifesti, volantini, inserzioni sugli elenchi telefonici dedicati e puntare sulla professionalità che alimenta il passaparola e fidelizza i clienti. Una campagna promozionale fatta di sconti ed offerte speciali, lezioni omaggio e prove gratuite, sono ottime strategie di marketing per far arrivare clienti alla nuova iniziativa. Il titolare di una scuola di ballo, infatti, non deve possedere particolari titoli o qualifiche ( il maestro si può assumere in esterno), ma deve essere un imprenditore capace, un ottimo manager di se stesso, con spiccate capacità di marketing e comunicazione, come ad esempio il far comprendere ai fruitori gli effetti benefici della danza sul benessere psico-fisico della persona. Molti non sanno che la danza del ventre, ad esempio, affascinante arte orientale femminile, a livello fisico apporta benefici alla circolazione sanguigna, al transito intestinale, ai dolori mestruali e della colonna vertebrale, mentre a livello psicologico sono stati indicati benefici in termini di rilascio delle tensioni emotive. Comunicarlo alle potenziali clienti, costa meno di una mega campagna pubblicitaria. Un’ ottima forma di promozione per le scuole di ballo è rappresentata dai saggi di danza. Si affittano dei teatri dove gli allievi si esibiscono di fronte ad un pubblico di parenti ed appassionati. Molte neoscuole di ballo, offrono anche servizi aggiuntivi, come viaggi in luoghi dove hanno avuto origine i balli insegnati. In questo caso si possono stipulare convenzioni ad hoc con tour operator. Per aprire una scuola di ballo, dicevamo, non è necessario essere in possesso di particolari titoli o qualifiche, ma essere dei maestri opportunamente formati, permette di vivere dal di dentro la professione e di conoscere bene l’arte che si decide di insegnare ad altri, oltre alla possibilità di risparmiare anche sull’eventuale stipendio di un maestro esterno, nonché di partire con un criterio di serietà e professionalità. All’inizio, per una piccola scuola di ballo che intende specializzarsi in una determinata disciplina, il titolare e l’insegnante possono coincidere. In tal caso, è necessario intraprendere un rigoroso e preciso percorso di formazione. Il percorso formativo si può così riassumere: frequentare una scuola di ballo per due anni ed imparare a ballare; dedicare sei mesi all’approfondimento dei balli più comuni che si insegnano ai principianti; affidarsi ad un professionista serio e preparato in possesso dell’idonea qualifica di maestro per acquisire a sua volta il Diploma di maestro di ballo, nella disciplina scelta. Partecipare a seminari e congressi di aggiornamento; sostenere l’esame per conseguire il Diploma di maestro di ballo, presso una delle Associazioni che costituiscono il Cidis ( Consiglio Italiano Danza Sportiva). L’età minima per essere ammessi all’esame è di 18 anni. Nella prossima puntata del reportage continueremo a raccontarvi il mondo delle scuole di ballo, per capire come muoversi nella costituzione dell’attività vera e propria, quanto costa, a quali associazioni di categoria rivolgersi , come finanziarsi con le leggi attuali e come lavorano i professionisti del settore. Lo diranno loro stessi, con delle testimonianze dirette. Vi aspettiamo.

Link di approfondimento da cui abbiamo tratto alcuni contenuti:

http://www.millionaire.it/content/view/479/

http://www.scuolediballo.com/news_dettaglio.php?id=3619

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Danza_del_Cantaro.JPG

http://www.flickr.com/photos/universidadantioquia/3843186869/

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