Reinventarsi un lavoro: mollare tutto e mettersi in proprio.

dicembre 30, 2009 | Formazione personale

L’Italia e’ un Paese di partite ive, di piccole aziende e microimprese e sopratutto di persone che si sono sapute adattare ai cambiamenti e rispondere alle esigenze del mercato.

I piccoli ed i medi imprenditori sono cresciuti perche’ da dipendenti hanno compreso che determinati bisogni non erano soddisfatti e loro, mettendosi in proprio, hanno creato realta’ nuove, in grado di coprire quei bisogni e correre dietro al mercato e talvolta anche anticiparlo.

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Inventarsi un lavoro : Nuove professioni e vecchi mestieri, in un mercato ed in una nuova societa’.

Chi sono queste nuove professionalita’? Come operano i nuovi microimprenditori e perche’ ad un certo punto una persona decide di mollare tutto e di scommettere su se stesso

Adi e’ albanese, da vent’anni in Italia. E’ un tecnico antennista, con competenze di elettricista, idraulico ecc..

Da un anno si e’ messo in proprio. E’ un artigiano che lasciato un buon posto come tecnico motorista, ha migliorato la sua qualita’ della vita ed il suo tenore, lanciandosi come piccolo artigiano.

Il lavoro non manca mai e con piccoli lavori non e’ mai un problema la gestione del credito. Tutti pagano in contanti ed il materiale comunque anticipato e’ sempre una cosa piccola e comunque sostenibile.

Passa molto piu’ tempo con la famiglia e svolge la sua attivita’ con piu’ passione.

RICOMINCIARE DA CAPO CON UN NUOVO  LAVORO

Fabio, e’ un giovane toscano, e’ un webmaster con ottime conoscenze informatiche. Ha trentaquattro anni, ha lavorato a Milano otto anni in una Web Agency ed in alcune aziende informatiche. Il suo ultimo stipendio era di 1200 euro mese nette, con contratto a progetto. Vivere a Milano, ancora dopo anni in una stanza di un miniappartamento in comune con un altro collega, era diventato insostenibile.

A fine mese, fra tutti i costi, compreso quello di andare a trovare la fidanzata, ogni due settimane a casa, gli assorbivano tutte le entrate , anzi, molte volte doveva farsi aiutare dai genitori per le spese extra (dentista, riparazione auto ecc.).

Oggi, dopo un anno dall’inizio della sua nuova attivita’ di consulente free lance informatico, riesce a ‘portare a casa’ le sue 1000/1100 euro nette e non ha nessuna spesa di alloggio ed ha una qualita’ della vita buona. Certo, i risultati economici andranno sicuramente migliorati ma alla fine ne e’ valsa la pena.

Daniele, e’ laureato in economia e commercio, e’ anche abilitato alla professione di commercialista.

Ha lavorato come collaboratore per 8 anni in uno studio contabile. Ultima indennita’ percepita circa 1100 euro nette.

Nessuna prospettiva migliorativa all’orizzonte.

Una fidanzata e dei genitori benestanti con cui vive : e’ figlio unico.

Meno di anno fa, decide di fare il passo decisivo, dopo aver per un anno pensato, calcolato e cominciato a proporsi ad amici che stavano aprendo le loro attivita’, si e’ messo in proprio come consulente, aprendo partita iva.

Ora tiene la contabilita’ per 6 piccole aziende ed altre 2 stanno entrando. Condivide una stanza con un giovane professionista in uno studio di consulenza ma buona parte del lavoro lo svolge da casa sua.

Al netto, ancor oggi guadagna qualcosina di meno di allora ma non di tanto ed in prospettiva, fra un anno, potrebbe finalmente superare quella che e’ la fase di start up.

Ora vive meglio, lavora poche ore al giorno, pratica sport, ha una qualita’ della vita decisamente superiore e sa che lavorando con metodo, fra tre anni al massimo, potra’ garantirsi un reddito sicuramente interessante.

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Crearsi un reddito, inventandosi un lavoro.

Francesca, 29 anni, un diploma di liceo artistico, studi alle Belle Arti ed un lungo pellegrinaggio fra stage, attese ed una estate a fare la cameriera/barista.

Un ex collega del padre (quest’ultimo muratore per quarant’anni), avendo bisogno di fare alcune decorazioni in una stanza di una grande villa, le chiede se puo’ occuparsi di questi piccoli lavori finali, in quanto Francesca e’ anche pittrice(insoddisfatta!).

Il lavoro e’ apprezzato molto dal cliente finale ed a questo punto, l’amico del padre che ha una piccola ditta edile ma clienti di alto reddito (ville, case di prestigio ecc.), le chiede se puo’ occuparsi di seguire questi lavori. Altre collaborazioni e lavori sono giunti da varie parti e Francesca si e’ creata un ‘piccolo giro’.

Da una anno, Francesca pur non lavorando full time, si e’ garantita un reddito continuativo e puo’ continuare a seguire i suoi sogni e le sue aspirazioni, mantenendosi da sola e con la prospettiva di valutare se ‘lanciarsi’ in maniera piu’ impegnata (magari aprendo una ditta artigiana a tutti gli effetti).

Chi osa vince (il motto della S.A.S. britanniche).

Rifarsi una vita, non solo lavorativa.

Queste sono quattro storie di persone comuni, molto comuni che hanno affrontato la crisi generale e ‘la crisi’ personale, in maniera determinata.

Non hanno aspettato che ‘qualcosa’ cambiasse ma hanno ‘cambiato loro stessi.

Il loro modo di vedersi, di affrontare la vita ….hanno osato!

Aproffittare dei momenti di difficolta’, per cogliere quelle opportunita’ che in altri momenti non avremmo neppure valutato.

RICOMINCIO DA ME : NON E’ MAI TROPPO TARDI!

Sono decine le testimonianze simili che abbiamo incontrato e che tutti i giorni direttamente ma anche indirettamente veniamo a conoscere.

Troppo spesso, si incontrano imprenditori che ‘stanno aspettando’, convinti che se ora sono in crisi e’ solo colpa del mercato globale e tanto poi tutto tornera’ come prima.

‘Purtroppo non per tutti e non nella solita maniera’

Per qualcuno si ‘aggiustera’ ma per ‘tanti’, e’ bene che traggano delle conseguenze ed portino avanti quei cambiamenti e quel reindirizzamento al percorso, necessario a rimettere in corsa la propria azienda e la propria vita.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

fonti immagine

tanogabo.it

arucca.com

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