Aprire una impresa di pulizie. Prima parte.

gennaio 11, 2010 | Fare impresa

Autorevoli e lungimiranti osservatori economici, rilevano che se il 2010 sarà l’anno caratterizzato dalla fine della crisi globale, sarà anche l’anno che risentirà maggiormente degli effetti deleteri della stessa, con calo dei consumi e dell’occupazione. Ma le opinioni dei pessimisti o degli ottimisti, non devono spaventare più di tanto. Se è vero che ogni individuo è artefice del proprio destino, in questo nuovo reportage, vogliamo offrirvi un’ennesima arma per affrontare al meglio le difficoltà dell’economia, parlandovi dell’avvio di un’impresa in un settore tradizionale: quello delle pulizie. I lavori manuali , legati alla riscoperta delle tradizioni di una volta, sono, infatti, quelli che potranno salvare le nostre vite dal fallimento e dalla disoccupazione senza speranza. E sbaglia chi crede che per svolgere un lavoro manuale il diploma e la laurea non servano a nulla. Anche nel settore delle imprese di pulizia, le normative prevedono adeguati titoli e qualifiche professionali, lauree e diplomi compresi. I vostri meritati titoli di studio, se si sceglie di avviare un’impresa di pulizie, non verranno buttati al vento, ma anzi, vi forniranno un passaporto ideale per avviare più facilmente l’iter burocratico di creazione dell’impresa. Per il resto bisognerà solo liberarsi di atavici ed insensati pregiudizi che considerano dequalificanti i lavori manuali. Questo tabù è confermato anche dallo studio della Fondazione Ethnoland e del centro studi Idos – Dossier Caritas/Migrantes che rileva come circa 1/3 degli immigrati sia occupato nel segmento inferiore del sistema lavorativo. Quattro ogni dieci addetti, di tale segmento, possiedono un diploma. Ed il 40% degli immigrati laureati svolge un lavoro definito “non qualificato”. Avviare un’impresa di pulizie, invece, non è affatto un lavoro dequalificante, anzi, richiede buone capacità di pianificazione e di organizzazione ed un’elevata professionalità. L’impresa di pulizie rientra in una fattispecie molto ampia del settore imprenditoriale, è un’impresa di servizi, che si può configurare come impresa artigiana e come impresa commerciale.

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APRIRE UNA IMPRESA DI PULIZIE : IL MERCATO POTENZIALE

Il mercato a cui si rivolge è generalmente diviso in due aree: domestico ed aziendale. Nel primo caso si forniranno servizi di pulizia per abitazioni private, nel secondo per aziende come banche, industrie, ma anche edifici pubblici come ospedali, dove spesso si accede vincendo apposite gare d’appalto. A dispetto delle apparenze, anche le imprese di pulizie, hanno avuto negli ultimi anni, un discreto margine di crescita e di presenza capillare nel territorio. Per cui, prima di avviare l’attività, sarà necessario conoscere la distribuzione della concorrenza. Tattica vincente è sempre quella di iniziare in un territorio con concorrenza nulla o molto bassa. Quando la concorrenza sale, spesso la guerra si consuma sul piano delle tariffe professionali applicate al cliente, ma se queste scendono notevolmente, la redditività dell’impresa potrebbe risentirne in maniera irreparabile. Per saperne di più sul numero di imprese di pulizie presenti in Italia, ci siamo aiutati con un database on line di settore che ci ha fornito una interessante panoramica della distribuzione di queste imprese sul territorio nazionale. In Sicilia troviamo 334 pagine che riportano riferimenti di imprese di pulizia; in Calabria 152; in Sardegna 203; ma è il Nord quello con il vero e proprio boom di imprese di pulizia. La Lombardia, infatti, conta ben 1675 pagine con riferimenti aziendali di settore, seguono il Veneto (889), il Piemonte (829), L’Emilia Romagna (795), il Lazio (562) ed i Trentino (193). Abbiamo linkato il database per cui potete provare anche voi a vedere quante imprese operano nelle regioni che non abbiamo elencato o nella vostra zona di residenza. Un’altra curiosità che non vogliamo omettere è che alla voce “imprese di pulizia” nei motori di ricerca fioccano ben 900 mila risultati, la parola pulizie, invece ne dà 898 mila. Il settore esiste, è nutrito ed è una realtà con cui bisognerà confrontarsi, a dimostrazione che, la necessità aguzza l’ingegno e nessun buon imprenditore, con i tempi che corrono, vuole lasciarsi sfuggire l’opportunità di guadagnare offrendo questa particolare tipologia di servizi. Ma chi sono i clienti delle imprese di pulizie? Per il settore domestico, certamente famiglie di reddito elevato, in cui entrambi i coniugi lavorano e non hanno tempo per dedicarsi alla pulizia della casa, nel settore aziendale, le imprese pubbliche e private, chiaramente, che ormai ricorrono per qualsiasi prestazione, dalla mensa, alla gestione ITC, alla pulizia, a servizi in outsourcing. La difficoltà degli imprenditori delle imprese di pulizie è oggi rappresentata non solo dalla concorrenza, ma anche dal lavoro nero, molti operatori offrono servizi di pulizia domestica per pochi euro l’ora, senza avere alle spalle delle vere e proprie organizzazioni aziendali. Ma anche se l’organizzazione esiste, per accaparrarsi un buon parco clienti, non si esita ad abbassare vertiginosamente le tariffe, spesso a scapito della qualità del lavoro. Per cui la capacità della valida impresa di pulizia sarà quella di far capire al cliente i vantaggi di avere una prestazione di qualità, con un buon rapporto qualità/prezzo. Una casa ben pulita, ben disinfettata, durerà per molto più tempo di una pulita male ad un prezzo più basso. Con il vantaggio che il costo più elevato della prestazione sarà ammortizzato dal lungo intervallo, tra un intervento e l’altro. Altri requisiti per chi vuole avviare un’impresa di pulizie sono una sana e robusta costituzione fisica. Il lavoro di pulizia è, infatti, un lavoro manuale che comporta la sua buona dose di fatica. Ma vediamo nel dettaglio quali prestazioni effettua un’impresa di pulizia.

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APRIRE UNA IMPRESA DI PULIZIE : IMPRESE DI DISINFESTAZIONE ED ALTRE

Con questa definizione si intendono tutte quelle imprese che svolgono attività di pulizia, cioè operazioni per rimuovere polvere e sporcizia; disinfezione, cioè procedimenti per eliminare germi e batteri; disinfestazione, operazioni per eliminare piccoli animali e parassiti; derattizzazione, per eliminare topi e ratti; sanificazione, procedimenti che comprendono assieme quelli che abbiamo elencato. Non rientrano nell’attività dell’impresa di pulizie, l’espurgo di pozzi neri, la pulizia di caminetti, la manutenzione e la pulizia dei giardini, la pulizia di strade e piazze. Alcune imprese di pulizia effettuano anche servizi di giardinaggio e potatura, attraverso giardinieri qualificati, ampliando la gamma dei servizi offerti e rientrando in una categoria più vasta di impresa di servizi sottoposta ad iter diversi, come la denuncia e la comunicazione di inizio attività da presentare alla Camera di Commercio, ogniqualvolta si avvia l’impresa per la prima volta o si aggiungono nuovi servizi. La legge che regola l’attività delle imprese di pulizia è la n 82/1994. La norma prevede, per l’esercizio dell’attività, il possesso di determinati requisiti di onorabilità, quali esclusione di sentenze di condanna o di procedimenti penali in corso, procedure fallimentari, violazioni di norme sul lavoro. Per essere abilitata ad esercitare, l’impresa di pulizie deve essere iscritta all’Albo delle Imprese Artigiane, della provincia in cui ha sede l’attività. Oltre ai requisiti di onorabilità, i titolari o soci dell’impresa, devono possedere anche requisiti di capacità economica finanziaria, come assenza di protesti cambiari negli ultimi cinque anni, iscrizione ad INPS ed Inail del titolare e del personale dipendente di cui eventualmente fruisce l’impresa, esistenza di rapporti bancari, cioè possesso di almeno un c/c bancario o postale. Determinante per poter svolgere l’attività, anche il possesso di requisiti tecnico professionali. Questi requisiti sono richiesti per poter svolgere attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione. Si tratta del possesso del titolo di studio che deve essere il diploma o la laurea ad indirizzo tecnico, o attestato di qualifica professionale ad indirizzo tecnico conseguito ai sensi della normativa sulla formazione professionale. I corsi devono prevedere lezioni biennali di chimica e nozioni di scienze biologiche e naturali. L’esercizio della sola attività di pulizia non prevede il possesso di requisiti professionali o di un addetto alla gestione tecnica, figura prevista per esercitare le attività elencate in precedenza. La forma giuridica dell’impresa di pulizia può essere la ditta individuale, ma anche la società cooperativa o in accomandita semplice o per azioni o società in nome collettivo. Per poter svolgere servizi per enti pubblici tramite gare d’appalto, l’impresa deve essere iscritta al Registro delle Imprese o all’Albo delle Imprese Artigiane, da almeno due anni. Dovrà anche iscriversi alla fascia di classificazione del volume d’affari, tenuta dalla Camera di Commercio. Le fasce sono 8 e vanno dalla prima, fino a 51 mila euro, ad un massimo di 8 milioni di euro. Il livello minimo di volume d’affari ( al netto dell’IVA) per iscriversi alla prima fascia è di circa 31 mila euro. Per ulteriori informazioni e per partecipare ai corsi di formazione professionale nel settore, ci si può rivolgere alle associazioni di categoria. Eccole: Anid è l’Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione; Fise è la Federazione Imprese di Servizi, opera nell’ambito di Confindustria e raggruppa 10 associazioni, tra cui ANIP, l’Associazione Nazionale delle Imprese di Pulizia. Infine troviamo la Fnip, Federazione Nazionale delle Imprese di Pulizia e Servizi per L’Ambiente che opera nell’ambito di Confcommercio. Finisce qui la prima puntata del nostro reportage. Nel seguito, ulteriori informazioni su questo utile settore di impresa. Continuate a seguirci.

Link di approfondimento:

http://www.mi.camcom.it/show.jsp?page=352060

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/wollas/2827671133/

http://www.flickr.com/photos/40673637@N00/284759260

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