Aprire una impresa di pulizie. Terza parte

gennaio 26, 2010 | Fare impresa

Prosegue il nostro viaggio nel mondo delle attività manuali e tradizionali, come l’impresa di pulizie. In questa terza parte del nostro reportage inizieremo a parlare della forma giuridica che può assumere un’attività di questo tipo. Proprio la forma giuridica dell’impresa può costituire la base del successo o dell’insuccesso di un’azienda. Lo abbiamo capito attraverso un’accurata ricerca di siti web che fanno capo a realtà aziendali piccole, medie e grandi, ed anche attraverso testimonianze telefoniche rese al volo durante la ricerca di imprenditori disponibili a rilasciare un’intervista. L’intervista con un operatore specifico, non c’è, ma in compenso ci sono dritte utili, ma molto utili, per iniziare a muoversi nell’ambito della creazione di impresa nel settore della pulizia domestica ed aziendale.

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APRIRE UNA IMPRESA DI PULIZIA : VARIE  TIPOLOGIE DI ATTIVITA’

Le imprese di pulizie, come altre tipologie di imprese, possono avere diversa forma giuridica. All’inizio, chi gestisce un’attività di questo genere, opta preferibilmente per la ditta individuale, ma questa forma giuridica, spesso, non consente adeguati margini di crescita, specie per conquistare una fetta di mercato molto ampia. Si opta per le società in accomandita semplice, a responsabilità limitata, ma anche per le cooperative a responsabilità limitata. Esistono anche imprese di pulizia a gestione familiare. Con i tempi che corrono e visto che l’impresa individuale, con il tempo non regge alle necessità dell’azienda stessa, è consigliabile partire con un’impresa familiare, coinvolgendo nell’attività coniuge, cognati e figli. Offrire un servizio di pulizia, disinfestazione e sanificazione per edilizia civile ed aziendale, non è roba da poter svolgere in solitudine. Tenete bene a mente che nella gestione di un’impresa di pulizie si avrà sempre bisogno di operai e collaboratori qualificati. Un’impresa di pulizie con un bacino di utenza metropolitana e provinciale necessita anche di 40 addetti per funzionare. Quindi se l’investimento per mettere su un’impresa di pulizie sul fronte degli attrezzi e degli automezzi è generalmente sopportabile, diviene più pesante se si deve assumere personale.

Aprire una impresa di pulizie : Il costo del personale

I compensi del lavoro svolto sono richiesti a ore ed anche gli addetti che svolgono materialmente il servizio hanno un compenso conteggiato per ore di lavoro, che cumulate nel corso del mese, daranno vita allo stipendio. Per avere un’idea di quanto chiedere al cliente per il servizio e di quanto pagare per gli operai esiste un tariffario siglato dal Ministero del Lavoro con le associazioni sindacali e di categoria, dove vengono fissate le tariffe orarie per il personale. L’ultimo CCNL della categoria è aggiornato a dicembre 2007. Esistono anche tariffe orarie che variano in base alla zona geografica di attività. Il costo medio orario per un operaio di un’impresa di pulizie è di circa 14,18 euro. La retribuzione oraria per un operaio di primo livello è di 6,26 euro. Al Nord il costo medio orario è di 13,90 euro contro i 13,76 del Sud, per gli operai di primo livello. Di 14 euro, invece, il costo orario per quelli di secondo livello al Nord, e di 13,82 euro al Sud. Le imprese di pulizia devono rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro per il personale, il cui costo annuo, ( visite mediche, etc.) è di 150 euro a lavoratore ( D.Lgs 81/2008). Il vero investimento economico dell’impresa di pulizie è nel personale, ed è questa la maggiore criticità che gli operatori del settore si trovano ad affrontare. Le buste paga dovranno comprendere, infatti, altri oneri come INPS, INAIL. Durante il periodo della crisi economica globale, la mancanza di liquidità delle imprese, i pagamenti ritardati dei fornitori, hanno messo a dura prova la sopravvivenza delle stesse che lamentano troppe tasse da pagare e poche entrate in tempi adeguati. A ciò si aggiunge la concorrenza in nero di operatori delle pulizie e la tendenza di alcuni clienti di affidare il servizio ad immigrati, anche non regolari. Su questo secondo fronte, le imprese di pulizia hanno saputo reagire brillantemente, assumendo e regolarizzando, al loro interno, tanti cittadini extracomunitari, a dimostrazione che la concorrenza si può tranquillamente superare con l’integrazione e non con l’intolleranza.

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APRIRE UNA IMPRESA DI PULIZIE : LA REDDITIVITA’

Sul fronte della liquidità che manca, invece, la partita si fa più difficile rendendo molto faticosa la presenza sul mercato delle piccole imprese. Alcuni operatori intervistati hanno considerato molto negative le prospettive per il futuro, nel loro settore, e sconsigliano ai giovani con poca disponibilità finanziaria di avviare un’attività di impresa come le pulizie in questo momento particolarmente critico. Noi invece pensiamo che investire in un’impresa di pulizie, oggi come oggi, possa essere difficile per un 45 enne che ha perso il lavoro e che ha necessità di avere un reddito immediato per mantenere sé e l’eventuale famiglia, mentre possa essere un percorso stimolante per un giovane con meno di trent’anni che vuole scommettersi nelle attività manuali. Il rientro economico di un’attività di pulizie, non si ha nell’immediato e potrebbe volerci un buon numero di anni per racimolare il giusto numero di clienti. Se si hanno 20-25 anni si possono aspettare anche 10 anni per farcela, ma se si è superata la trentina, pensare di avere un lavoro stabile verso i 45-50, diventa una prospettiva davvero impensabile da portare avanti. Per accorciare questi tempi di rientro, le imprese di pulizia, piccole e grandi, hanno imparato a mettere in atto, una tattica molto importante: diversificare le attività.

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/97041449@N00/143458267

http://www.flickr.com/photos/97041449@N00/143458325

http://www.flickr.com/photos/misskiki88/2363958893/

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