Aprire una scuola di ballo. Seconda parte

gennaio 4, 2010 | Fare impresa

Lavorare in una scuola di ballo può essere divertente, ma anche estremamente faticoso. Un conto è la danza fatta per hobby ed un altro è quella fatta per lavoro. Lo confermano gli stessi operatori del settore. Una scuola di ballo generalmente resta aperta da ottobre a giugno. In base alle discipline insegnate ed agli orari delle lezioni, un maestro può danzare anche per 8 ore al giorno. Alla base della scelta di aprire una scuola di ballo, ci deve essere, dunque, non solo tanta passione, ma anche tanta motivazione e la capacità psicofisica di resistere alla fatica ed allo stress che il lavoro generalmente comporta. Insegnare danza ai bambini, è anche molto diverso dall’insegnamento riservato agli adulti. E’ necessaria una maggiore concentrazione per aiutare i bambini a rapportarsi con i compagni e con lo spazio dedicato alla sala da ballo. Anche se sono più adattabili ad imparare le tecniche di ballo, bisogna catturane l’interesse stimolando la loro fantasia e creatività, per cui l’attenzione e la concentrazione nei confronti delle esigenze dei piccoli allievi non devono mai venir meno, anche perché per loro natura i bambini sono portati a distrarsi maggiormente rispetto agli adulti.

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APRIRE UNA SCUOLA DI BALLO : LE DIMENSIONI

Nella scorsa puntata avevamo accennato alla superficie che dovrebbe avere una scuola di danza di dimensioni medio grandi. Si può iniziare l’attività aprendo una piccola scuola da ballo. Alcuni operatori hanno scelto anche sale di 40 mq. Gli orari delle lezioni e l’insegnamento delle varie discipline di danza, il numero di allievi, sarà pertanto condizionato da questi spazi. Nessuno vieta di ospitare diverse discipline di ballo a giorni alterni, o in orari diversi, diciamo che con uno spazio più piccolo, il peso del lavoro sarà ripartito in verticale, mentre con una sala più grande sarà ripartito in orizzontale ( diverse lezioni e più allievi contemporaneamente in apposite sale da ballo). La sala da ballo di dimensioni ridotte consente un maggiore contenimento delle spese, in primis quelle dell’affitto o dell’acquisto dei locali e poi quelle dell’assunzione di personale. Se il titolare della scuola si è formato in diverse discipline potrà dedicarsi di persona all’insegnamento o assumere un solo maestro o al massimo due. Per una scuola di grandi dimensioni il numero degli insegnanti sale di conseguenza. Una scuola di ballo organizza generalmente corsi pomeridiani, ma di mattina, per incrementare i profitti, si può pensare di diversificare le attività e le discipline offerte, magari organizzando corsi di ginnastica per signore o corsi di ballo per pensionati. Quest’ultima categoria di clienti, negli ultimi anni, complici l’allungamento della vita media ed il miglioramento delle condizioni di salute, è sempre più attratta da attività rilassanti e dalla danza in particolare. La diversificazione delle attività ginniche e danzanti è spesso anche offerta dalle palestre e dai centri fitness,. Ricordiamo, infatti, che la disciplina della danza sportiva è riconosciuta dal Coni. La danza sportiva raggruppa tutte quelle discipline che vengono generalmente insegnate anche nelle scuole di ballo.

APRIRE UNA SCUOLA DI BALLO : LA CONCORRENZA

La concorrenza per una scuola di danza è rappresentata, pertanto, non solo da scuole similari, ma anche dalle strutture sportive che organizzano corsi di ballo. Prima di avviare l’attività sarà quindi necessario pianificare ed individuare il luogo di avvio della stessa, verificando la struttura della concorrenza nel territorio dove si decide di impiantare la scuola.

Una scuola di ballo, attiva full time, richiederà più personale. In ogni caso, sia part time che full time, in un’attività di questo tipo non possono mancare una segretaria che curi la parte amministrativa delle iscrizioni e degli assistenti che si occupino di coadiuvare i maestri nella gestione dei corsi di ballo più affollati.

AVVIARE UNA SCUOLA DI BALLO : I COSTI

E veniamo alla parte dei costi. Piccola, media o grande che sia, un’impresa comporta dei costi, quelli della scuola di danza, lo avevamo accennato, nella scorsa puntata, possono anche essere considerevoli, oggi proveremo a darvi qualche cifra. Per avviare una sala da ballo di dimensioni medie, tipo 400 mq, 4 anni fa, compresa di arredo e segreteria, potevano volerci almeno 50 mila euro. I costi dei maestri di ballo da assumere variano anche in base alla loro fame e notorietà. Alcuni operatori raccontano che un maestro può costare anche dai 30 ai 50 mila euro annui, e che quelli più noti costano molto di più. Le tariffe variano anche in base alle regioni, al Sud, alcune voci di costo, ( come per le tariffe), sono più basse che al Nord. Le spese di gestione come luce, acqua, gas, telefono, pulizie, si attestano intorno ai 15 mila euro annui e variano anch’esse in base al lavoro ed alla dimensione della scuola. Se la scuola di ballo fa capo ad un’impresa bisognerà considerare anche le spese di Iva, Camera di Commercio, contributi Inps, parcelle del commercialista. Oneri che non tutti possono permettersi. Per ovviare a queste spese, ed avere sgravi fiscali, molte scuole di danza sono organizzate sotto forma di associazione sportiva o culturale, senza fine di lucro. In questo caso bisognerà considerare la spesa di stesura dello statuto dell’associazione presso un notaio. Gli introiti dell’associazione saranno determinati dalle quote associative degli iscritti e da eventuali raccolte fondi. Le associazioni possono anche collaborare con enti pubblici per organizzazione di spettacoli e saggi di danza. Bisogna poi stipulare l’abbonamento annuale con la Siae per la diffusione musicale dei corsi. Le scuole di ballo diffondono musiche ed opere che possono essere tutelate dal diritto d’autore, organizzano saggi di danza con balli e musiche. Per tutte queste attività occorre avere un’autorizzazione della Siae. Ecco perchè gli operatori siglano con la Siae degli accordi o abbonamenti annuali in cui vengono stabilite le tariffe di pagamento dei diritti d’autore in base alle diverse attività, al numero di iscritti, all’ampiezza della manifestazione, alla tipologia di strumenti di esecuzione e di diffusione usati. Vi consigliamo di cliccare sul testo sopra linkato per avere un’idea del tipo di accordo e delle tariffe. Ulteriori informazioni sulla procedura burocratica dell’abbonamento, possono essere richieste anche all’urp della Società italiana autori ed editori che in Italia è il soggetto autorizzato a riscuotere i diritti d’autore. Se si decide di avviare una scuola di danza sotto forma di impresa, le forme giuridiche consigliate, sono ditta individuale o impresa a gestione familiare per ditta di piccole dimensioni, società per quella più grande. Nulla vieta di scegliere da sé la forma giuridica ritenuta più idonea alle proprie possibilità.

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AVVIARE UNA SCUOLA DI BALLO : I TITOLI

La legge non prevede il possesso di particolari titoli e qualifiche, per avviare una scuola di danza privata ( lo avevamo scritto già nella prima puntata) e nemmeno per insegnare danza. La trafila burocratica per avviare l’impresa, sarà perciò molto semplice: basta dare comunicazione di inizio attività al Comune. Ogni regione ed ogni comune, disciplinano in maniera diversa l’avvio di attività di impresa ed è indispensabile informarsi presso gli sportelli attività produttive del proprio paese di residenza. Bisogna richiedere l’attestato di agibilità dei locali dove si intende esercitare l’attività, questi, devono possedere la destinazione d’uso C3, se non la possiedono fa fatto il cambio tramite un tecnico abilitato ( questa operazione comporta dei costi). Meglio evitare di scegliere dei seminterrati che per motivi di sicurezza potrebbero non ottenere i requisiti di idoneità dei locali. Un’altra importante distinzione va fatta tra scuola di ballo privata ed associazione sportiva.

APRIRE UNA SCUOLA DI BALLO : CHE FORMULA ADOTTARE

Le legge disciplina in materia diversa le due forme di attività. Presso una scuola privata, circolo ricreativo privato ed associazione similare possono insegnare danza cittadini in regola con la legislazione fiscale e tributaria vigente, e con l’agibilità e la destinazione d’uso dei locali. In un’associazione di danza sportiva della Fidis/Coni (Federazione Danza Sportiva) www.federdanza.it , ad esempio, possono insegnare solo coloro che hanno superato gli esami di abilitazione e sono iscritti alla Federazione. Altre associazioni di categoria dove reperire informazioni sono il Fipd, Ente Italiano Professionisti della Danza www.fipd.it ; la Federazione Nazionale Scuole di Danza www.fnasd.it; la Fid, Federazione Italiana Danza www.federazioneitalianadanza.it ; la Fidt Federazione Tecnici Danza www.federdanza-fitd.it , Aid Associazione Italiana Danzatori www.aidonline.it ; Associazione Nazionale Promozione Danza e Teatro www.anpdet.it ; Associazione Nazionale Centri di Ballo www.anmb.net ; Associazione Centri Sportivi Italiani Lega Danza www.danza.acsi.it/index_780-3.php. I finanziamenti per avviare o sostenere una scuola di ballo sono diversi se si tratta di impresa e se si tratta di associazione. In quest’ultimo caso si possono reperire finanziamenti tramite le raccolte fondi, organizzandole in occasione di ricorrenze, celebrazioni o campagne di sensibilizzazione. Il reddito da raccolta fondi non è tassabile: se non supera i 51.600 mila euro circa; se gli eventi non sono più di due e se sono occasionali e pubblici. L’associazione può operare anche noleggiando delle sale da ballo messe a disposizione dei soci. Come si può notare i modi per avviare una scuola di danza non sono necessariamente complicati. Ulteriori dettagli nel seguito del nostro reportage.

Link di approfondiment da cui abbiamo tratto alcuni contenuti:

http://www.millionaire.it/content/view/479/

http://www.scuolediballo.com/news_dettaglio.php?id=2571

http://www.scuolediballo.com/news_dettaglio.php?id=3173&PHPSESSID=94e3da0742197a9a6795154c9ecf17f6

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://picasaweb.google.com/lh/photo/f5MvkwkOGxem0_Gvw1S4zA

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tango_Boca.jpg

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