Avviare un service editoriale. Prima parte

gennaio 18, 2010 | Fare impresa

La Rete ha fame di contenuti. Con questa breve considerazione, poniamo le basi per parlare della possibilità di trasformare la ricerca e la fornitura di contenuti in un lavoro, o meglio in una vera e propria attività di impresa. L’avvento di Internet e la nascita galoppante di portali web di ogni genere, hanno fatto lievitare prepotentemente la necessità di contenuti editoriali capaci di arricchire le nuove piattaforme di informazione telematica. Contenuti testuali, audio/video e grafici, adatti a siti aziendali, siti di testate giornalistiche o blog di informazione specializzata. Il ventaglio di potenziali clienti è enorme e gli spazi per creare un’agenzia esperta nella fornitura di contenuti sono ancora molto ampi. Un’impresa di questo tipo viene definita “service editoriale”.

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Aprire un’agenzia di servizi editoriali : il mercato

I service editoriali hanno una tradizione già consolidata nel campo dell’editoria cartacea. Questi servizi di fornitura di contenuti sono stati forniti da agenzie di stampa e comunicazione a giornali e case editrici che affidano in outsourcing la stesura di articoli, redazionali e l’impaginazione grafica degli stessi. Con il web la necessità di contenuti è aumentata in modo notevole, portando con sé la richiesta di un aumento qualitativo e quantitativo della loro fornitura. Le informazioni scambiate e pubblicate sul web si aggiornano continuamente ed un testo scritto sulla carta che ieri poteva avere un valore anche di giorno, oggi, in Rete, può valere pochi secondi, sostituito da informazioni più fresche ed in continua evoluzione. Il lavoro di redazione è perciò cresciuto, richiedendo il ricorso a figure esterne in grado di sostenere ritmi di consegna fondati sulla qualità, puntualità e precisione. Ma anche tra i potenziali editori del web occorre fare una certa distinzione, perché non tutti i siti e portali richiedono o sentono la necessità di ricorrere ad un service editoriale. Parliamo dei blog amatoriali che vengono aggiornati senza alcuna periodicità dai loro editori, o di quelli che attraverso annunci sul web cercano collaboratori a titolo volontario e gratuito, perché non in grado di sostenere lo sforzo finanziario del ricorso a professionisti di servizi editoriali. Abbiamo poi molti editori che preferiscono esternalizzare la fornitura di contenuti ricorrendo a collaboratori esterni, privati o iscritti all’Albo dei giornalisti con competenze specifiche che redigono e consegnano pezzi, con pagamento a cottimo, alla testata multimediale, così come si faceva e si fa tutt’oggi con quelle tradizionali.

APRIRE UN SERVICE EDITORIALE :

Le tariffe applicate dagli editori a questa numerosa schiera di collaboratori, sono molto variabili. Non esiste una contrattazione basata su norme specifiche ed il prezzo viene spesso fissato dagli stessi editori. Quelli più spregiudicati applicano tariffe anche di pochi centesimi per contenuti web, o massimo tre euro per post da pubblicare su blog d’informazione. Il mercato dei contenuti è perciò soggetto ad una contrattazione e concorrenza selvaggia, che rappresentano le grandi criticità di un service editoriale. In questo contesto si pongono diverse strade: privilegiare la quantità ed applicare tariffe basse o privilegiare la qualità applicando tariffe adatte al servizio offerto. E’ chiaro che se si vuole conquistare il mercato, bisogna scartare proposte per lavori pagati poco o nulla. Il settore dell’editoria è strapieno di soggetti che non vogliono o non sono in grado di pagare la fornitura di contenuti, oltre a quelli che non danno alcun valore all’informazione o a chi la produce. Ma in giro si trovano anche editori che puntano alla creazione di contenuti professionali, cercando figure esperte e con provata esperienza, editori che preferiscono contrattare con il collaboratore o il service tariffe che accontentino entrambe le parti purchè si possa realizzare un servizio di redazione ed aggiornamento affidabile e puntuale. E’ questo il potenziale bacino di clienti a cui si deve rivolgere un service editoriale, ma anche un semplice fornitore di contenuti. Clienti che vanno cercati dallo stesso imprenditore con impegno e costanza. Anche la pubblicità è importante, ma sbandierare in Rete la propria azienda con ridondanti campagne pubblicitarie, non basta. Il mercato è giovane, ma anche un sito ben fatto che elenca i servizi offerti, da solo non può riuscire a fronteggiare la concorrenza selvaggia di cui parlavamo poche righe più su. Il contatto con case editrici di testate cartacee ed on line, va realizzato direttamente, attraverso un duro lavoro di ricerca sul web di tutte le iniziative che potrebbero richiedere o avere la necessità di esternalizzare la fornitura e la creazione di contenuti. Si inizia studiando le varie parti del sito, la grafica, i contenuti, e si verifica nel menu “lavora con noi” o “collabora” se si cercano fornitori di contenuti a titolo oneroso. Se il sito dovesse specificare la richiesta di collaboratori a titolo gratuito, lasciate stare e correte a visitarne subito un altro. Trovata la richiesta adatta al vostro servizio potete inviare un messaggio di presentazione della vostra azienda tramite email o modulo di contatto del sito stesso. Suggeriamo di scartare l’idea della newsletter da inviare ad un gruppo di indirizzi di editori trovati sul web, i filtri antispam bloccherebbero il messaggio che potrebbe venire cestinato assieme a quello di iniziative simili. Contatto singolo o chiamata telefonica in cui si chiede di parlare con il responsabile editoriale e si presenta diplomaticamente il profilo dell’ azienda, è la strategia migliore da seguire per trovare clienti. Proporsi come impresa, piuttosto che come collaboratore , rappresenta anche una maggiore opportunità di lavoro, perché l’azienda ha una partita iva, una forma societaria, un titolare, dei costi di gestione ed uno staff in grado di soddisfare tutte le richieste del cliente. Il service editoriale, infatti, offre anche altri servizi : di comunicazione ed ufficio stampa per aziende, di grafica e web design per progettazione di interi siti web. Il servizio di creazione di contenuti web è spesso offerto anche da web agency, a cui il cliente commissiona la creazione e gestione dell’intero sito. Anche un’agenzia di stampa e comunicazione offre servizi di creazione e fornitura di contenuti. Come si può notare, il service editoriale è compreso in molte altre attività di impresa che spaziano dall’informazione, al marketing, alla comunicazione, al servizio di hosting. Quale tipologia aziendale scegliere? Sicuramente quella che rispecchia di più il servizio che volete offrire e che sapete fare meglio. Non esiste una normativa chiara ed univoca nel mondo della fornitura di contenuti editoriali. La legge per l’editoria 62/2001 impone anche alle testate telematiche la registrazione al Tribunale. Dunque per creare un service editoriale puro, si può cominciare con la creazione di un’agenzia di stampa registrata al Tribunale e dotata di direttore responsabile che deve essere un giornalista iscritto all’Albo. La maggior parte dei service editoriali sono diretti proprio da giornalisti. La testata dovrà avere un editore che può coincidere con il proprietario ed il direttore o essere un’azienda a parte, dotata di personalità giuridica, ( ditta individuale, srl o altra forma societaria). L’editore dell’agenzia di stampa che fornisce contenuti deve iscriversi al Roc ( registro operatori della comunicazione) la normativa in materia è in continua evoluzione, per cui si consiglia di verificarla spesso, accedendo al sito dell’AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tenutaria del registro, dove si possono scaricare i moduli per l’iscrizione.

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APRIRE UN SERVICE EDITORIALE : DOVE PRENDERE IL LAVORO

L’attività di service editoriale può essere svolta in due direzioni: verso le testate o le case editrici e verso le aziende. Nel primo caso i lavori commissionati al service riguarderanno la redazione e l’impaginazione di contenuti necessari ai media per svolgere il servizio di informazione ed alla casa editrice per proporre il prodotto editoriale con grafica, testi, titoli, brochure. Nel secondo caso si creeranno comunicati stampa e redazionali da pubblicare sui media, o altri contenuti, per promuovere l’azienda cliente nell’ambito di campagne di comunicazione. Questa seconda strada è quella che riserva la migliori opportunità di lavoro. In Italia esistono tante piccole e medie imprese che non possono permettersi personale interno da adibire alle mansioni di addetto stampa. Queste aziende sono distribuite uniformemente su tutto il territorio nazionale. Nel contattare queste aziende bisognerà tenere conto dell’area geografica dove operano, della concorrenza, della mentalità degli stessi imprenditori. I service editoriali e le agenzie di comunicazione spopolano nel Nord Italia, specie in Lombardia e nella sua “capitale” Milano. Sono meno diffuse al Sud, anche se da un po’ di tempo, qualche service editoriale investe anche nel Meridione: troviamo qualche agenzia a Foggia, a Catania, ad esempio. Si tratta di aziende gestite da giornalisti, con esperienze e conoscenze anche in ambito di grafica web e programmazione. L’esperienza giornalistica è sovente alla base del service editoriale, ma deve essere arricchita da altre conoscenze: grafica, web design, gestione file audio e video. Conoscenze che vanno acquisite contestualmente al lavoro o prima di fondare l’azienda o con l’ausilio di uno staff addetto ad ogni aspetto della creazione del contenuto. Molto importante è la capacità di convincere il cliente dell’utilità del servizio, spiegandogli i vantaggi che otterrà in termini di visibilità e gli effetti contrari che invece avrebbe se decidesse di ricorrere al fai da te. Indispensabile anche la conoscenza delle lingue straniere. Il web è pieno di portali, anche in altre lingue, conoscerne bene qualcuna, permette di trovare clienti anche nello sconfinato universo dei siti web stranieri.

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/anniemole/85515856/

http://www.flickr.com/photos/chiropractic/2799991221/

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