Crisi aziendale : no all’accanimento terapeutico !

gennaio 28, 2010 | Fare impresa

Chiudere con il passato e ‘programmare’ il futuro.

Abbiamo sempre parlato di come superare le difficolta’ ed i momenti di ‘passaggio’ che talvolta, se non gestiti bene, possono portare a difficolta’ serie.

Oggi invece, parliamo di quando in una determinata esperienza imprenditoriale sta volgendo al termine : per la crisi del suo settore commerciale, perche’ sono venuti a mancare alcuni presupposti, per l’uscita di alcuni soci, per una situazione congiunturale che ha compromesso i fondamentali, ecc..

Aziende in crisi : la gestione della fase terminale.

Abbiamo oggi preso a prestito dei termini tipicamente medici, non tanto per drammatizzare l’argomento, bensi’ per avviare una similitudine di pensieri ed azioni.

Quando ci rendiamo conto che assolutissimamente non ci sono ulteriori possibilita’ di soluzioni a determinate crisi aziendali, la prima cosa da fare e’ prenderne atto.

Successivamente e contestualmente, fare un piano di dismissione dell’attivita’.

Nella gestione delle situazioni di crisi aziendale , esistono molte similitudini con le crisi nella vita ‘privata’: gestire bene i ‘passaggi’ e passare alla fase successiva e’ la cosa piu’ importante.

La fase di chiusura di un’azienda : Uscirne bene

Questo, quello che occorrerebbe fare per portare a termine la vita dell’impresa e gestire tutte le fasi : dalla liquidazione delle competenze, alla dismissione dei beni ecc..

Nella realta’, non accade sempre cosi’.


Aziende in crisi irreversibile : gli errori piu’ comuni.

L’osservazione dei grandi gruppi nazionali che entrano in situazioni di crisi grave e non solo (molte micro realta’ fanno anche di peggio) ed i tentativi inutili di tenere ‘in vita’ imprese che ormai il il mercato ha ‘condannato’, ci porta a prendere atto che uno dei piu’ macroscopici errori e’ il gestire male la fase ‘terminale’ di una azienda.

Troppo spesso, quando il crollo delle vendite e l’impossibilita’ di cambiare il core business nella piccola impresa, porta gli imprenditori nel panico e nello sconforto.

Purtroppo, molte volte, l’evidente situazione irreversibile non viene presa in considerazione e questa fase viene gestita di conseguenza molto male.

Il piccolo imprenditore che ha costruito e sviluppato la sua ‘creatura’, non e’ disposto a credere( come avviene anche quando un nostro caro congiunto e’ malato irrimediabilmente) che sia giunto il momento della fine.

Ed ecco che per ‘tamponare’ buchi (e spesso voragini), l’imprenditore e/o i soci si lanciano ad una corsa, nel tentativo di ‘prendere tempo’ che si traduce di fatto nel ‘bruciare’ le poche risorse finanziarie rimaste (che potrebbero essere utilizzate per gestire meglio la fase di liquidazione).

Vita di una azienda : l’inizio e la fine del processo produttivo.

Quando un’azienda termina la sua mission ed ‘esce’ dal mercato, accanirsi serve a poco.

Se osserviamo la ‘fase finale’ di molte aziende, ci rendiamo conto che la mancanza di consapevolezza nell’analizzare i fatti, porta troppe volte a ‘distruggere’ risorse e spesso anche a ‘compromettere’ situazioni personali.

La vita continua ed anche la vita imprenditoriale continua il suo percorso

Imparare a vivere la vita aziendale in maniera consapevole, gestendo ogni fase con arguzia e attenzione ma avere la ‘visione’ strategica e prendere atto che spesso per cause repentine e non imputabili alla corretta gestione imprenditoriale (i sensi di colpa di tanti piccoli e medi imprenditori fanno purtroppo la loro parte nel non riuscire a ‘vedere’ le cose come sono), l’attuale situazione e’ compromessa.

Il futuro ci aspetta : pronti per nuove sfide

Occorre pertanto guardare verso nuove idee, segmenti o ‘fermarsi’ un attimo (spesso e’ necessario trovare un po’ di tempo per noi stessi) per poter prendere decisioni importanti, non solo per le azioni presenti, ancora rivolte al passato ma per programmare la nostra attivita’ di imprenditori verso il futuro e verso nuove sfide.

Buon lavoro

Andrea Figoli

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