Avviare un service editoriale. Seconda parte

febbraio 2, 2010 | Fare impresa

Prosegue il nostro viaggio nel mondo delle imprese che forniscono servizi editoriali, specie contenuti. Nella prima parte del nostro approfondimento avevano puntato l’attenzione sulle immense opportunità editoriali che il web ha schiuso ha milioni di utenti di tutto il mondo, per via della presenza di altrettanti milioni di siti web che ogni giorno producono e pubblicano contenuti.

APRIRE UN  SERVICE  EDITORIALE : IL MERCATO

I campi di azione di un service editoriale sono pertanto riassumili in due grandi marcrocategorie: editori di prodotti cartacei e siti web; ed aziende appartenenti alle più svariate categorie merceologiche. Queste categorie rappresentano il target di clienti di un service editoriale. Per conquistare questo target i sistemi di contatto sono molti diversi. Nel caso degli editori professionali un buon database di nomi, indirizzi e recapiti è rappresentato dall’Agenda del Giornalista, una raccolta in volumi cartacei, con uscite semestrali, edita dal Centro di Documentazione Giornalistica. Il costo è di circa 115 euro, le uscite sono suddivise in due volumi, con uscita a gennaio e luglio di ogni anno. A dicembre sarà inoltre lanciata l’iniziativa dell’Agenda del giornalista digitale, che permetterà di consultare on line oltre 200 mila riferimenti di editori ed addetti alla comunicazione. Con questo database si potrà iniziare a pianificare l’attività del service editoriale, contattando via telefono o via email i responsabili delle varie testate presenti sul territorio nazionale. E’ ovvio che se si vuole operare in ambito internazionale è necessaria la perfetta conoscenza di almeno una lingua straniera, come l’inglese che è la più diffusa a livello planetario. Il web permette di trovare anche i riferimenti di editoria e testate estere naturalmente. Molto spesso questi riferimenti sono visibili in Rete gratuitamente. La seconda categoria di potenziali clienti è rappresentata dalle aziende che necessitano di avere contenuti da pubblicare sulla stampa, affidando in esterno la gestione delle proprie campagne di comunicazione e la redazione dei relativi comunicati stampa. La ricerca delle aziende a cui offrire un servizio di comunicazione può essere effettuata per categorie. La scelta di una categoria di aziende dipende dal settore in cui si sceglie di operare e dalle esperienze editoriali maturate. Se l’esperienza editoriale del titolare del service , che spesso, è un giornalista, è più centrata sulla realizzazione di articoli sportivi, si potranno contattare le piccole e medie società sportive locali a cui offrire la gestione di campagne di stampa. Oppure la scelta può puntare sull’analisi di mercato di una determinata categoria merceologica, come le aziende agricole produttrici di prodotti tipici, ad esempio. Le piccole realtà, hanno spesso un estremo bisogno di farsi conoscere, ma non hanno i mezzi per affidarsi in toto a personale interno. Si possono offrire servizi editoriali a singole imprese o gruppi di imprese. Per contattare gruppi di imprese è utile rivolgersi ad associazioni di categoria che dispongono al loro interno dei riferimenti dei soci iscritti ed aderenti. I servizi offerti a gruppi di imprese comprendono la realizzazione di notiziari che possono essere utili agli imprenditori di un determinato settore per conoscere gli andamenti di mercato nazionali ed esteri. I notiziari da realizzare per gruppi di imprese possono essere di settore, di prodotto e di mercato. Il service editoriale dovrà pertanto monitorare le fonti di informazione (stampa e web) attinenti alle imprese clienti per controllare l’andamento di un determinato settore merceologico, di un determinato prodotto o di un determinato mercato di riferimento dove poter esportare. I servizi per singole imprese potranno riguardare la stesura e la diffusione di comunicati stampa e la rassegna stampa per controllare le uscite delle notizie riguardanti l’azienda cliente, sia di quelle vere che di quelle false. In Inghilterra stanno nascendo proprio delle società che si occupano di scandagliare la stampa cartacea ed on line alla ricerca di notizie false in danno all’azienda, da smentire. Con il web divulgare notizie fasulle è diventato molto più semplice, rispetto alla carta stampata.

APRIRE UN SERVICE EDITORIALE : TROVARE I CLIENTI

Scoglio molto importante da superare, per un imprenditore di servizi editoriali, è convincere il cliente a fruire del servizio. Strappare un contratto, dopo un primo approccio, è molto difficile, perché ancora oggi è molto radicata la convinzione che i flussi informativi debbano essere gratuiti. Il comunicatore o fornitore di contenuti dovrà perciò possedere ottime capacità di persuasione e spiegare la differenza tra servizi di informazione generalista e servizi di comunicazione specializzata per aziende. Al cliente dovrà essere spiegato il vantaggio che otterrà in termini di visibilità e di promozione della sua azienda e del suo prodotto. Ottime doti di persuasione e capacità di scrittura, sono elementi indispensabili per il decollo dell’attività di un service editoriale. All’inizio, per promuoversi, bisognerà anche accettare il compromesso di offrire il servizio in prova gratuita per qualche settimana, in modo da far abituare il cliente all’utilità del servizio stesso. I titolari di service editoriali, specie sotto forma di agenzie di stampa e comunicazione, sono generalmente donne, laureate tra i 30 , 35 anni. Ma anche gli uomini cominciano ad operare con successo in questo settore. Anzi, negli ultimi anni, i due sessi hanno raggiunto gli stessi numeri in capo alla gestione di questo tipo di imprese.

APRIRE UN SERVICE EDITORIALE : IDEE PER LAVORARE

Il service editoriale nel campo dei contenuti può anche diversificare la sua attività, usando quel pizzico di ingegno che non guasta mai nella vita di un’impresa. Alcuni fornitori di contenuti si propongono anche come scrittori di curriculum, lettere, relazioni aziendali e congressuali. Fornisce questo tipo di servizio il sito www.bellacopia.com , servizio on line di stesura e revisione testi. Le tariffe applicate sono pubblicate sul sito stesso e variano in base al testo da redigere o revisionare. Per relazioni congressuali, articoli e comunicati stampa, la tariffa è di 50,00 euro a cartella. I costi per avviare un service editoriale sono davvero irrisori. Agli inizi si può lavorare da casa, aprendo un sito web professionale con la descrizione dei servizi offerti. Il personale necessario per svolgerli è di due persone. Quando i clienti ed i contratti aumenteranno si potrà pensare al reclutamento di ulteriore personale e collaboratori. Qualora si voglia avviare una sede con locali in affitto, i costi di avvio dell’impresa ( escluso l’affitto a partire dal secondo mese) non supereranno i 25 mila euro. Una stanza con pc, telefono, connessione Adsl, stampante multifunzione, scrivania e poltrona, possono bastare. Questa piccola impresa di servizi può essere facilmente finanziata con le agevolazioni per il lavoro autonomo che eroga contributi per ditte individuali per investimenti non superiori ai 25.823 euro. Ulteriori info su questa particolare agevolazione sono reperibili a questo link: http://www.autoimpiego.invitalia.it/lavaut.asp . Per quanto attiene alla procedura burocratica per avviare l’attività, è preferibile che almeno uno dei soci dell’azienda sia giornalista iscritto all’Albo dei Giornalisti professionisti o pubblicisti. La legge che disciplina l’accesso alla professione giornalistica è la n. 69 del 3 febbraio 1963. Attualmente sono in discussione proposte di riforma per l’accesso alla professione giornalistica che è bene monitorare consultando spesso il sito ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti. Se l’impresa, lo abbiamo già accennato nella scorsa puntata, comprende anche una testata giornalistica, va registrata al Tribunale, indicando il nome del proprietario, dell’editore e del direttore responsabile che deve essere un giornalista iscritto all’Albo. Il settore di impresa è alimentato anche da figure editoriali nate con l’avvento del web come il web writer, il web content, web marketer, queste figure operano nella redazione e gestione dei contenuti web e nella comunicazione on line , si sono formate da autodidatte, con studi universitari e master o anche presso web agency che a loro volta si sono specializzate nella creazione di portali on line, ricchi non solo do grafica, ma anche di contenuti. Non tutte queste figure sono giornalisti, se il sito web dell’impresa produce, e pubblica con regolarità, contenuti, si fa riferimento alla normativa sulla stampa, se offre un servizio di comunicazione o fornitura di contenuti da pubblicare su altri siti web o servizio di stesura e revisione di testi, quindi sito web strutturato come portale aziendale con citazione dei servizi e delle tariffe si fa deve fare comunque riferimento alla classica procedura burocratica necessaria per avviare un’impresa: apertura della partita iva ed iscrizione della ditta alla camera di commercio. Recentemente è stata prevista l’iscrizione al Roc, Registro operatori della Comunicazione, anche per i fornitori di contenuti ed i fornitori di servizi di comunicazione elettronica. Per cui l’impresa di service editoriale dovrà prevedere P.IVA, Iscrizione alla Camera di Commercio ed iscrizione al Roc. Ci siamo nuovamente soffermati sull’aspetto burocratico perché, le norme si evolvono costantemente e possono confondere chi si avvicina per la prima volta all’idea di avviare un’impresa di questo tipo. Ulteriori approfondimenti su questo interessante segmento imprenditoriale sono reperibili sul portale Osservatorio Donna, da cui abbiamo tratto alcuni contenuti. A noi non resta altro da dire per il momento, se non ricordarvi di leggere il seguito del reportage che presenterà la testimonianza di un’azienda del settore.

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/zipckr/3772880815/

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:MinimeSC.jpg

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