Diventare animatori turistici. Prima parte

febbraio 17, 2010 | Fare impresa

“Il tempo libero è il bene più prezioso che un uomo possa possedere”. Lo diceva Socrate 2000 anni fa e lo riporta con orgoglio anche il sito dell’Associazione Nazionale Animatori

http://www.associazionenazionaleanimatori.it organizzazione di categoria che tutela i professionisti del divertimento e delle attività legate, appunto, al tempo libero. L’animazione è un settore che non conosce crisi, ma che dalla maggior parte dei cerca-lavoro viene visto come un’attività temporanea, di passaggio, in attesa di un lavoro sicuro. Ogni anno le aziende di animazione turistica e le strutture omonime , nei periodi clou dell’anno, festività e periodo estivo, reclutano 30 mila animatori. Si tratta, dunque, di una vera e propria attività lavorativa che consiste nel presentare spettacoli, nell’animare le serate, con canti, giochi, musica, per gli ospiti della struttura, adulti e piccini. L’animazione significa, infatti, animare, rendere viva, divertente, una particolare serata, un determinato evento, far sorridere l’interlocutore, allietare il suo tempo libero. L’animazione è per sua natura, un’attività dai mille volti, dalle tante sfaccettature, è anche un servizio, una prestazione professionale che può svolgersi in diverse modalità. Esistono, infatti, diversi tipi di animazione: animazione turistica, che si svolge presso strutture ricettive; animazione a domicilio, presso l’abitazione del cliente; animazione presso case di cura per anziani e ospedali. Protagonisti dell’animazione possono essere soggetti appartenenti alle diverse fasce di età: giovani, adulti, anziani e bambini. Proprio l’infanzia, costituisce il core business di tante agenzie di animazione, come spesso si definiscono le strutture aziendali operanti nel settore. Ai bambini, in occasione del loro compleanno, vengono offerti spettacoli musicali, conditi da clown e giocolieri, sia a domicilio che nel ristorante scelto da mamma e papà per festeggiare l’evento. Gli eccessivi impegni professionali che coinvolgono, oggi, come oggi, i genitori, hanno fatto accrescere anche l’esigenza di avere a disposizione, presso le strutture ricettive dove trascorrere il tempo libero, un servizio di intrattenimento per bambini, per poter permettere ai “grandi” di godere, in libertà, di un momento di relax fuori casa. Il mercato, dunque, si è ampliato e con esso le opportunità di fare impresa, nel campo dell’animazione, che deve, perciò essere visto come un vero e proprio lavoro. Un lavoro che rispetto ad altri mestieri più convenzionali, riserva la possibilità di far sorridere e divertire il prossimo, di regalare un sorriso, forse, anzi di sicuro, una delle più grandi soddisfazioni che la vita può regalare ad ognuno di noi. Per diventare animatore, non esiste e non è richiesta una formazione specifica, che comunque si può acquisire con i corsi di formazione messi a punto dalle associazioni di categoria o dalle Università.

DIVENTARE ANIMATORE TURISTICO : COME INIZIARE

Molti corsi di formazione vengono organizzati da regioni e province e sono finanziati dal Fondo Sociale Europeo. Corsi di animazione, altamente professionalizzanti esistono anche all’estero, in Francia ed in Spagna ad esempio. L’università “Tor Vergata” a Roma, con la collaborazione di ANA, l’Associazione Nazionale Animatori, di cui abbiamo parlato nell’introduzione, ha istituito il primo corso universitario di “animatore delle attività motorie e del tempo libero”. Sempre a Roma si trova l’Istituto Superiore Europeo di Animazione e Comunicazione che offre corsi per conseguire ben 26 specializzazioni che vanno dall’animazione per l’infanzia, all’animazione teatrale, all’apprendimento delle tecniche di animazione e delle competenze per diventare imprenditore dell’animazione. Altri corsi di formazione vengono offerti da Aiatel, Associazione Italiana Animatori Tempo Libero a cui fa capo la Scuola Nazionale Animatori. Anche gli animatori devono rispettare un preciso codice deontologico messo a punto dalle organizzazioni di categoria e possono registrarsi al Registro Nazionale Degli Animatori, predisposto sempre dalle stesse organizzazioni. Una forma di pubblicità per l’operatore stesso ed anche per la tutela dei fruitori. Possono iscriversi al Registro, gli animatori che possiedono due differenti qualifiche: animatore professionale polivalente, cioè che svolge attività di animazione per diversi settori; ed animatore professionale di settore, colui cioè che svolge attività di animazione per anziani, comunità, settore turistico. I requisiti per l’iscrizione al Registro per entrambi i profili, sono il possesso di un diploma di scuola media superiore ed un corso formativo di almeno 800 ore, o certificazione di un Ente pubblico che attesti l’operatività per almeno 1000 ore, per il primo profilo, ed un corso di formazione di 300 ore o un attestato di un Ente Pubblico che attesti l’operatività del soggetto per almeno 500 ore, per il secondo profilo. Proprio l’ampio spettro di attività e settori che possono interessare il servizio di animazione e l’animatore stesso, fanno rientrare questa figura in diverse fattispecie legislative che adesso enunceremo. L’animatore che opera nel settore turistico è una figura professionale disciplinata dalla legge 217/1983, detta legge quadro sul turismo, che descrive l’animatore come colui che per professione organizza il tempo libero di gruppi di turisti con attività ricreative, sportive e culturali. L’età di questo professionista è generalmente bassa, compresa tra 18 e 30 anni. L’animatore turistico per eccellenza è quello che intrattiene gli ospiti dei villaggi turistici, in località balneari, ma può operare anche presso strutture montane, navi da crociera, altre strutture ricettive come alberghi, hotel. In base alla propria formazione l’animatore può organizzare giochi, attività sportive, corsi di yoga, dunque una figura polivalente, che da sola si configura come un libero-professionista, che può anche lavorare come dipendente a tempo determinato della stessa struttura turistica o essere reclutato da agenzia, cioè aziende di animazione. Per creare uno staff di animazione, infatti, una sola figura non basta, serve il comico, il costumista, lo sportivo, il DJ, l’organizzazione di tutte queste attività ai servizio dei clienti, viene organizzata da un animatore con esperienza, che viene definito capo animatore. Come potrete notare, le premesse per creare una società, un’azienda composta da diversi addetti e profili professionali, ci sono tutte.

L’animatore turistico ed in genere l’attività di animazione, dal 1993, con la legge n 203 è stata inserita tra le professioni dello spettacolo e prevede l’iscrizione ed il versamento dei contributi all’Enpals, l’Ente di previdenza dei lavoratori dello spettacolo. L’animatore è molto di più che un uomo di spettacolo, è un intrattenitore che deve saper catturare l’attenzione del pubblico. Oltre alla formazione servono anche tanta vitalità, verve, voglia di far divertire e divertirsi, serve, insomma, essere una persona brillante. Proprio queste qualità hanno fatto diventare personaggio di successo, colui che ha iniziato la sua carriera come animatore nei villaggi turistici: Rosario Fiorello. Altri aspetti per lavorare e creare impresa in questo campo, nel seguito del nostro reportage.

Link di approfondimento da cui abbiamo tratto alcuni contenuti:

http://www.associazionenazionaleanimatori.it/formazione.aspx

http://www.aiatel.com/registro.htm

http://www.lavorareturismo.it/figure-professionali/il-lavoro-di-animatore-turistico

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fiorello_byRobertoVicario.JPG

http://www.materialidiviaggio.com/quintana.htm

http://www.flickr.com/photos/heatheronhertravels/2802790827/

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