Diventare animatori turistici. Seconda parte

febbraio 24, 2010 | Fare impresa

Verificata la propensione a lavorare in modo continuativo come animatori, conseguita un’adeguata formazione, si potrà passare alla valutazione del vostro progetto di impresa. Ma per iniziare a lavorare, davvero, nel settore, bisogna prima sapere dove opera un animatore. Nella prima parte del nostro reportage avevamo focalizzato l’attenzione sul significato di questa professione, chi è, e cosa fa il soggetto che la esercita, quali sono le aree più importanti della sua attività. Nello specifico bisogna anche sapere che l’animatore opera in diversi modi e luoghi, ci sono molteplici possibilità di fare ed esercitare il mestiere dell’animazione.


DIVENTARE ANIMATORE TURISTICO : DOVE  LAVORARE

Lo si può fare per grandi, piccini, anziani, malati, in diversi luoghi e contesti: strutture ricettive, luoghi turistici, strutture teatrali, palestre, ospedali, case di cura, centri di aggregazione giovanile, parchi di divertimento, all’estero. Tanti sono i luoghi di lavoro dell’animatore. Alcune Regioni hanno persino pensato di istituire l’animatore per centri storici, per aumentarne l’ attrattiva turistica o anche semplicemente per rivitalizzare una determinata area. Ospedali e case di cura accolgono spesso animatori singoli o in gruppi per allietare le giornate dei degenti, sia bambini che anziani. Le opportunità per lavorare non mancano e la clientela nemmeno, che in base alle diverse aree di lavoro, comprende diversi potenziali clienti. Il cliente ideale dell’animatore a domicilio, per feste per bambini, saranno famiglie con un certo reddito; il cliente dell’animatore di ospedali, centri di aggregazione, sarà l’ente pubblico. Proprio le strutture pubbliche possono essere una delle maggiori fonti di guadagno per gli animatori, premettendo sempre, che questo è un lavoro che deve essere principalmente spinto dalla passione. L’impresa di animazione, propriamente detta, potrà stipulare delle convenzioni con enti pubblici, regioni, province e comuni per offrire attività ricreative e di intrattenimento agli ospiti delle loro strutture. Il comparto dell’intrattenimento presso strutture pubbliche è popolato da associazioni di volontariato, cooperative onlus che rappresentano una garanzia di affidabilità per il soggetto pubblico appaltante ed il maggiore competitor dell’impresa di animazione.

DIVENTARE ANIMATORE TURISTICO : QUALE FORMA SOCIETARIA UTILIZZARE?

La forma giuridica prescelta e prediletta dagli operatori dell’animazione nel settore pubblico, è proprio quella della cooperativa sociale onlus. In altri reportage abbiamo trattato e parlato di questa particolare forma giuridica, per cui ci limiteremo solo ad un breve accenno. La cooperativa sociale è consentita per particolari tipi di attività educative o di impresa finalizzata all’inserimento di soggetti svantaggiati. Può assumere, assieme alle associazioni di volontariato, la qualifica di onlus, cioè di organizzazione non lucrativa di utilità sociale che è soggetta a particolari regimi di agevolazione fiscale, ( si pagano importi inferiori per imposte dirette ed indirette). Può ricevere donazioni anche attraverso il beneficio del 5 per mille. Per l’attività di animazione in strutture ricettive e villaggi turistici è preferita la forma giuridica di impresa, o ditta individuale o società, srl, snc, che prevedono, per la costituzione, a parte l’atto costitutivo per la forma societaria, la classica procedura di richiesta di Partita Iva all’Agenzia delle Entrate ( gratuita) e l’iscrizione alla Camera di Commercio ( a pagamento). Oltre a queste formalità, come già detto nella prima parte del nostro reportage, bisognerà seguire la procedura burocratica prevista dalla legge per l’attività di animazione, cioè l’iscrizione all’Istituto di Previdenza dello Spettacolo l’ENPALS, la procedura è gratuita. Esiste ancora un vuoto normativo per cui sembra che ci si debba iscrivere anche all’INPS, oltre alla posizione Inail. Se formate un gruppo di più animatori, la posizione deve essere aperta per ognuno dei componenti. I contributi da versare sono pari al 32,70% per gli animatori iscritti dopo il 1995, una parte sarà versata dallo stesso animatore, una parte dall’azienda che richiede il servizio di animazione. Un’altra importante certificazione richiesta agli operatori dello spettacolo ed anche agli animatori che per legge rientrano nella stessa categoria, è l’agibilità. Si tratta di una certificazione che deve essere richiesta all’ENPALS per la durata dei giorni in cui si terrà lo spettacolo, sia che si tratti di prestazione gratuita, sia che si tratti di remunerata. Serve a garantire la sicurezza degli stessi lavoratori dello spettacolo. Per espletare questa procedura è utile ricevere la consulenza di professionisti esperti, magari contattando le associazioni di categoria di cui abbiamo parlato nella prima parte del nostro reportage. Per utilizzo di diffusione musicale protetta da copyright, bisogna anche prevedere il pagamento dei diritti SIAE. Le imprese operanti nei villaggi turistici, sono quelle che portano il nome di agenzie di animazione. Si tratta di società di dimensioni medio-grandi, in grado di operare a livello nazionale, nell’animazione turistica organizzando anche spettacoli ed eventi sportivi. Sono agenzie che selezionano ogni anno centinaia di figure professionali, necessari ad organizzare gli eventi presso le strutture turistiche clienti. Chi volesse conoscere meglio il settore proponendosi per un’esperienza di animatore può candidarsi alle selezioni di agenzie come questa http://www.clubanimazione.it/index.php.

Link di approfondimento da cui abbiamo tratto alcuni contenuti:

http://www.djvincenzopulpito.it/index.php?page=enpals

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/spursfan_ace/748033123/

http://www.flickr.com/photos/tjetjep/2550220591/

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