Aprire un’impresa per il trasporto di persone disabili . Seconda parte.

marzo 1, 2010 | Fare impresa

Conoscere anche le regole delle leggi sul volontariato, in corsi e seminari gratuiti, permette di apprendere modalità di comportamento utili alla relazione con il soggetto disabile. Empatia, capacità di ascolto, grande senso di comprensione, capacità di sentire e vedere l’altro come persona con le stesse caratteristiche di sé, sono requisiti da tenere molto in considerazione se si vuole intraprendere un’attività, come quella dell’accompagnatore turistico per disabili. Nel corso della prima parte del nostro reportage, avevamo iniziato, parlando del servizio di autista per disabili, quindi potremmo anche coniare il termine di “ accompagnatore automobilistico per disabili”, tenendo bene a mente che tutti i percorsi di formazione, precedentemente citati, vanno bene per iniziare a pensare ad una simile attività di impresa.

APRIRE UNA IMPRESA PER IL TRASPORTO DI DISABILI : ALCUNI INDIRIZZI

Ulteriori informazioni possono essere reperite presso le associazioni di categoria, cioè quelle che rappresentano gli operatori socio assistenziali. Citiamo, in questa sede, Asnoss, www.associazione.asnoss.name , associazione nazionale degli operatori sociosanitari ed assistenziali, presente da 10 anni. Presso l’Associazione è tenuto anche l’Albo o elenco, della categoria omonima, a cui l’operatore può iscriversi. E’ un albo di natura o diritto privato, cioè non previsto dalla legge, come succede negli Albi tenuti dagli Ordini Professionali, che sono albi pubblici. Gli albi di diritto privato sono elenchi liberamente istituiti dalle associazioni di categoria. La presenza di un operatore presso un elenco tenuto da un’associazione di categoria, rappresenta non solo una forma di pubblicità, ma una garanzia di professionalità ed affidabilità per il cliente. Altra associazione di categoria, è il Migep, www.migep.it, il Coordinamento Collegiato che annovera l’Associazione delle professioni infermieristiche e tecniche. Non bisogna pensare, infatti, che gestire un servizio di trasporto per disabile, sia solo legato alla conduzione del cliente, in giro, dentro un’auto, il soggetto potrebbe dover assumere dei farmaci ad ore determinate, potrebbe avere seri e gravi problemi di deambulazione, che necessitano di interventi di assistenza nelle posture, per farlo uscire dall’auto, dovrete, dunque, ragionare, pensare, come autisti, accompagnatori, operatori socio assistenziali e come infermieri. Il servizio di trasporto per disabili è gestito dai Comuni, gli autisti dell’ente, sono operatori socio assistenziali qualificati, dunque la formazione che vi abbiamo elencato nella prima parte del nostro reportage, potrebbe servirvi anche per lavorare come dipendenti presso un comune. L’ente ha a disposizione una flotta di automezzi,. Necessario , perciò, anche saper guidare un pullman, conseguendo la patente D, che serve per guidare gli autoveicoli per il trasporto di persone, con più di 9 posti ( conducente compreso). La D abilita alla guida di bus intestati a ditte, parrocchie, associazioni, o immatricolati per conto proprio, se si guidano bus di linea, o mezzi intestati a terzi, come nel noleggio con conducente, assieme alla patente D, bisogna possedere anche la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), ha validità quinquennale e va rinnovata tramite corso di formazione con esame finale. Per convenzione, le CQC fino ad oggi emesse, scadranno nel settembre 2013. Anche per autisti e conducenti esistono associazioni di categoria, da consultare per maggiori informazioni. Uno è il Siar, Sindacato Italiano Autisti di Rappresentanza www.s-i-a-r.it.

APRIRE UNA IMPRESA PER IL TRASPORTO DI DISABILI: CHI SONI CLIENTI

Come dicevamo, il servizio di trasporto disabili viene offerto dai comuni.

Il crescente ricorso alle esternalizzazioni, però, fa sì che gli enti locali, affidino il servizio in appalto o tramite convenzioni, a società esterne. Pertanto i clienti della vostra azienda, potrebbero essere, non solo i singoli cittadini diversamente abili, ma anche i Comuni. Per sua natura questo servizio, di tipologia socio-assistenziale, può essere svolto nell’ambito di comuni limitrofi e della Asl, in caso di comprovata necessità, anche in ambiti territoriali diversi. Il trasporto per disabili, in convenzione con il Comune, serve per consentire lo spostamento di soggetti interessati che non sono in grado di fruire dei normali mezzi pubblici per raggiungere centri di cura, di riabilitazione, educativi o di formazione. La convenzione, tra l’azienda ed il comune, può essere stipulata per diverse tipologie di trasporto: continuativi, occasionali e saltuari. I primi vengono effettuali più volte nell’arco della giornata o della settimana; i secondi vengono effettuati una sola volta o per periodi inferiori ad un mese; gli ultimi si svolgono in maniera non definibile o programmabile nel tempo. Il servizio di trasporto in questione, dunque, da ciò che emerge nelle nostre due puntate del reportage, si divide in due importanti macroaree: quella a scopo turistico, per svago e quella per trasporto presso centri di assistenza. In entrambi i casi, rappresenta un importante servizio socio-assistenziale. Continua nella prossima puntata.

Link di approfondimento, da cui abbiamo tratto alcuni contenuti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_di_qualificazione_del_conducente

www.comune.cento.fe.it

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/carlotardani/3815431640/

http://www.flickr.com/photos/loungerie/1418735994/in/photostream/

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