Aprire un’impresa per il trasporto di persone disabili . Terza parte.

marzo 9, 2010 | Fare impresa

Il servizio di trasporto disabili per scopi di assistenza è per lo più legato all’offerta socio-assistenziale di enti pubblici: comuni, province o regioni, mentre il trasporto per motivi di svago o turistici ( senza nulla togliere all’ente pubblico nella scelta di orientarsi anche su questo campo) è più legato ad una richiesta di associazioni di volontariato o dello stesso disabile. Quest’ultimo, chiede un servizio di trasporto, anche quando versa in condizioni di particolare solitudine, per uscire a far la spesa, per commissioni, per andare a fare una passeggiata al parco.

APRIRE UN’IMPRESA PER IL TRASPORTO DI PERSONE DISABILI : GLI INVESTIMENTI DA FARE

L’investimento, in termini di capitale che l’autista per disabili dovrà effettuare sarà quello del possesso dell’auto propria, che generalmente tutti hanno, corredata da particolari requisiti di adattabilità ai disabili. In commercio esistono diversi ausili e dispositivi che inseriti nell’automobile consentono al disabile di poter guidare, ma anche semplicemente di poter salire in auto per essere trasportato. Si tratta di sollevatori, pedane, sedili specifici con dispositivo girevole a 90 gradi, ancoraggi per carrozzine e cinture di sicurezza apposite. Molti di questi ausili sono visionabili al seguente link: www.guidatrasportodisabili.it. Questi ausili vengono forniti dalle concessionarie, assieme al veicolo acquistato, oppure se avete acquistato in precedenza, potete recarvi dalla concessionaria che vi ha venduto il veicolo per chiedere l’allestimento degli accessori necessari al espletare il servizio di trasporto disabili.

APRIRE UN’IMPRESA PER IL TRASPORTO DI PERSONE DISABILI: L’AUTISTA

Il profilo più diffuso, dell’autista per disabili ed anziani, è quello del conducente con auto propria. Nell’ambito di questo servizio bisogna distinguere tre differenti tipologie di attività: il privato munito di auto e patente, che si offre per trasporto occasionale a conoscenti e vicini anziani o diversamente abili, il professionista con partita iva, in possesso di qualifica abilitante, patente ed auto propria, l’autista omonimo messo a disposizione dei soggetti non autosufficienti da imprese o agenzie. Il primo caso, si configura come attività occasionale, che se supera i 5 mila euro annui, prevede l’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’INPS, cioè alla cassa pensionistica messa a disposizione di particolari categorie di lavoratori autonomi e liberi-professionisti.

L’operatore socio-assistenziale abilitato, con patente ed auto propria che decide di offrire il servizio trasporto disabili in maniera continuativa, a pagamento, deve aprire partita IVA, la procedura è gratuita. Trattandosi di una figura professionale non costituita in un ordine, ma solo in elenchi di natura privata, ha obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, non avendo una cassa pensionistica a parte come quella degli Ingegneri, ad esempio.

Se l’operatore autista, svolge attività di trasporto in maniera occasionale e riesce a superare i 5 mila euro annui di reddito, dovrà iscriversi pure alla gestione separata dell’ INPS. L’autista per disabili, non può configurarsi, però, come un lavoratore parasubordinato o collaboratore con contratto a progetto, quindi la migliore forma di svolgimento dell’attività è quella della ditta che prevede la procedura di apertura P:IVA ( gratis), iscrizione alla Camera di Commercio ( pagamento di un diritto annuo), apertura di posizione INPS ( non gestione separata) e INAIL.

APRIRE UN’IMPRESA PER IL TRASPORTO DI PERSONE DISABILI: FORME SOCIETARI POSSIBILI

La forma giuridica, generalmente scelta per offrire questo servizio è quella della ditta individuale. Se, invece, si decide di partire con una soluzione più ampia, e si è in team, si può ideare l’impresa di servizi di trasporto per soggetti non autosufficienti, creando una società, con uffici, sede legale, automezzi propri ( pullmini, automobili) a marchio e loghi della ditta, da affidare a conducenti abilitati dai titoli e dalle patenti che abbiamo elencato nelle scorse puntate del nostro reportage. I costi dell’avvio di un’impresa siffatta, sono maggiori. Intanto si può risparmiare sui costi del personale se il ruolo di autisti viene affidato ai soci titolari dell’azienda. Le forme giuridiche per un’impresa come quella che abbiamo descritto sono a gestione familiare, in nome collettivo, a responsabilità limitata, in accomandita semplice, ma anche società cooperativa sociale, una forma che sta prendendo sempre più piede nel settore delle attività e dei servizi socio assistenziali e che, per l’importanza del ruolo svolto nei confronti dell’assistenza a soggetti deboli e svantaggiati, gode di particolari agevolazioni fiscali. Non esistono tariffe particolari da applicare nello svolgimento del servizio, dipende dalle disponibilità del cliente e dalle proposte dell’impresa. Alcuni clienti benestanti, si offrono di pagare una retta o abbonamento mensile, che si aggira intorno ai 400 euro. Quella dell’abbonamento mensile è la scelta più idonea per organizzare e sincronizzare gli incassi del servizio di trasporto. Il numero minimo di clienti dipende proprio dalle disponibilità di reddito dei medesimi e dal livello di abbonamento fissato. Continua nel prossimo articolo…Link di approfondimento: INPS

Rosalba Mancuso

Fonti delle Immagini:

comune.chiaverano.to.it

oltrelebarriere.net

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