Energie rinnovabili : guadagnare con le fonti rinnovabili. Sesta puntata

marzo 19, 2010 | Fare impresa

GUADAGNARE CON LE ENERGIE RINNOVABILI : RIASSUNTO

Bentornati all’appuntamento con il seguito del reportage dedicato alla creazione di impresa nel settore delle energie rinnovabili, riferite alla biomassa. Nelle precedenti puntate abbiamo scoperto che le aziende capaci di sfruttare i residui di origine agricola per produrre energia si chiamano agri-energetiche; abbiamo analizzato un primo quadro generale ed esemplificativo ( riferito al biogas) dell’investimento iniziale per avviare il progetto ed abbiamo dato uno sguardo alla redditività ( incentivi compresi) che esso vi potrà offrire a medio termine.

GUADAGNARE CON LE ENERGIE RINNOVABILI: APRIRE UNA IMPRESA NELLE ENERGIE RINNOVABILI

Ci eravamo lasciati dicendo che avremmo anche affrontato l’iter burocratico per avviare l’attività e quello per ottenere dei contributi a fondo perduto da parte degli enti pubblici. Un iter che varia da regione a regione, lo avevamo già accennato e che rende molto variabile e frammentato il percorso da seguire per ottenere le autorizzazioni a produrre energia da biomassa ed i relativi sostegni finanziari. Per fare impresa, però, si sa, ci vogliono spirito di sacrificio e determinazione ed è soprattutto questa che deve spingervi ad andare avanti, senza scoraggiarsi alle prime difficoltà. Abbiamo esaminato dei bandi emanati da regioni diverse, ed a parte i differenti requisiti e la differente documentazione richiesta, una volta letto il bando e scaricato il modulo di domanda, l’iter diventa molto semplice. Tra l’altro le normative regionali in materia di fonti rinnovabili fanno riferimento a normative nazionali ed europee. Ancora più semplice se già sapete dove volete investire. In Toscana? In Piemonte? In Veneto? In Calabria? Ecc?

APRIRE UNA IMPRESA NELLE ENERGIE RINNOVABILI : DA DOVE COMINCIARE

Non dovete fare altro che visitare il sito ufficiale della vostra regione di interesse e verificare la pubblicazione di bandi a sostegno delle imprese produttrici di energia da biomassa. I bandi autorizzativi e di finanziamento, vengono emessi con una certa frequenza dalle varie regioni. Ci sono regioni che finanziano solo la produzione di energia da biomassa legnosa, da biogas o da biocarburante o biomassa in genere. Dunque occhio al contenuto del bando, se una regione autorizza e finanzia investimenti riferiti alla biomassa legnosa, sarà inutile allevare mucche e suini, viceversa non potrete sognare di coltivare piante da biocarburante nella regione che finanzia solo l’energia da biogas prodotto da reflui di allevamento. Se il bando autorizza impianti da biomassa in genere, sarà l’imprenditore a scegliere su quale segmento investire. L’iter esemplificativo dell’impresa agricola produttrice di biogas, trattato nella seconda puntata del reportage, con costituzione e forma societaria, partita iva ed iscrizione alla Camera di Commercio, può comunque valere per l’impresa agro-energetica in genere, cambia solo la materia prima da utilizzare e le relative autorizzazioni da ottenere. Per l’allevamento, l’iter è sempre regolato da leggi regionali, bisogna però presentare istanza al Comune, che rilascerà l’autorizzazione, dopo un’istruttoria curata dalla Ausl del territorio di appartenenza dell’azienda. In questo iter meglio farsi seguire dai consulenti delle organizzazioni agricole di Categoria, CIA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA. Nel caso l’azienda agricola sia già avviata e voglia diversificare diventando impresa agro-energetica, dovrà affrontare un ulteriore iter autorizzativo. Ottenuta partita Iva, Iscrizione alla Camera di Commercio ed autorizzazione ad allevare o coltivare, si potrà procedere alla presentazione dell’istanza alla Regione, per essere autorizzati a produrre energia da fonti rinnovabili ( in questo reportage biomassa). Il sito della provincia di Parma, offre una interessante panoramica delle autorizzazioni necessarie ad installare impianti di produzione di energia da biomassa. Il rilascio dell’autorizzazione varia anche in base alla potenza dell’impianto, che a sua volta dipende dalle dimensioni del fondo e dalla quantità di prodotti agricoli posseduti. A Parma, impianti con potenza superiore a 50 Mwt sono autorizzati dalla Regione, quelli con potenza minore di 50 W dalla Provincia. Questi impianti sono anche soggetti all’autorizzazione ambientale integrata, cioè un’autorizzazione che permette la messa in funzione di un impianto conforme a determinati requisiti e condizioni fissate dal decreto legislativo 59/05. L’iter autorizzativo di impianti di produzione di energia da biomassa, viene normato, dicevamo, da leggi regionali. La legge regionale viene poi pubblicata in Bur ( il Bollettino ufficiale regionale scaricabile dai siti web delle regioni). Presa conoscenza dei requisiti da possedere, indicati nella legge, l’azienda agricola che richiede l’autorizzazione a costruire e gestire un impianto di produzione di energia da biomassa, presenta istanza alla Giunta Regionale che dovrà avviare l’istruttoria convocando una Conferenza dei Servizi a cui partecipano le amministrazioni pubbliche del territorio interessato. Ottenuto il parere favorevole dalla Conferenza dei servizi, la Giunta Regionale delibera il rilascio di un’autorizzazione unica che consentirà all’azienda agricola la costruzione, l’esercizio e la dismissione dell’impianto.

Rosalba Mancuso

Fonti delle Immagini:

blogscienze.com

ecoo.it

industriaeinnovazione.com

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