Mettersi in proprio : lavorare nel settore finanziario. Prima parte.

aprile 6, 2010 | Fare impresa

La recente crisi economica globale, provocata secondo gli esperti, da una gestione irresponsabile degli investimenti bancari ha fatto lievitare moltissimo l’indice di sfiducia di risparmiatori ed investitori nei confronti delle banche stesse. Scandali italiani ed internazionali, come il fallimento di importanti banche USA, hanno convinto i cittadini a prendere le distanze da un certo tipo di investimenti e ad affidarsi ad operazioni sicure, magari suggerite da professionisti esperti o meglio, da esperti di fiducia. La premessa sopraddetta, ci permette di entrare nel vivo di un nuovo argomento dedicato ad un’ennesima opportunità imprenditoriale che riguarda i professionisti che ruotando attorno ai servizi offerti dalle banche: i promotori finanziari.

Diventare promotore finanziario: le varie figure professionali.

Per la verità, il mondo della Finanza, annovera figure molto variegate tra loro, che esamineremo, passo dopo passo, attraverso singoli approfondimenti. Chi opera con le banche può essere un dipendente, ma anche un libero professionista. In questa categoria troviamo promotori finanziari, consulenti finanziari, family banker, ovvero la moderna evoluzione dello stesso promotore finanziario, figura professionale lanciata da un notissimo gruppo bancario. Seguono i mediatori creditizi o società finanziarie, organizzati sotto forma di impresa per aiutare i clienti a scegliere il mutuo o il finanziamento più adatto alle loro esigenze. Tutti professionisti della finanza ma con ruoli e compiti diversi che iniziamo a spiegarvi in questo reportage iniziale. Il promotore finanziario è un operatore, spesso libero professionista, dunque imprenditore di se stesso, legato da un rapporto, cioè da un mandato esclusivo, nei confronti di una sola banca o di un solo gruppo bancario.

Diventare promotore finanziario: come opera.

Opera anche al di fuori degli edifici fisici della banca stessa e può incontrare a domicilio i clienti. Viene remunerato tramite provvigioni pagate dalla banca mandante. Il suo lavoro consiste nel consigliare al cliente i prodotti finanziari della banca. In questa operazione deve rispettare un preciso codice deontologico per evitare di incappare nel cosiddetto “conflitto di interessi”, cioè di consigliare al cliente il maggior numero di prodotti possibili solo per guadagnare più provvigioni dalla banca, senza tenere conto delle esigenze del cliente. Può proporre investimenti e finanziamenti. La moderna evoluzione di questa figura è rappresentata dal family banker, cioè un promotore dei servizi bancari offerti da un solo gruppo bancario. Quest’ultima figura opera sempre come agente di una sola banca, si reca al domicilio dei clienti della stessa, procaccia potenziali risparmiatori interessati a diventare clienti della banca, propone l’apertura di c/c, percependo sempre una provvigione dalla banca. La differenza che possiamo ravvisare tra il promotore finanziario di prima generazione ed il family banker è che il primo lavora più con proposte di investimento e finanziamento, mentre il secondo con tutti i prodotti offerti dalla banca, a partire dalla caccia a nuovi clienti, aperture di c/c, rilascio carta di credito, cioè operazioni che prima venivano svolte allo sportello della filiale e che adesso si possono svolgere a casa. Lo slogan lanciato dalla nota banca per segnare la nascita del family banker è, infatti, quella del professionista che “porta la banca a casa tua”. Nella sostanza le due figure (promotore finanziario e family banker), spesso, coincidono. Altra interessante figura libero-professionale, introdotta, di recente, dalla direttiva europea Mifid, è quella del consulente finanziario.

Diventare consulente finanziario: cosa vende e come viene remunerato.

Come il promotore, consiglia i prodotti finanziari ( investimenti e finanziamenti) più adatti alle esigenze del cliente, ma non è legato da alcun vincolo o mandato nei confronti di una banca, può proporre i prodotti finanziari ed anche assicurativi, di più banche, seguendo solo la distinzione tra quelli che lui stesso considera più affidabili tra una banca e l’altra e sempre con l’occhio attento a ciò che il cliente vuole, ma, soprattutto, chiede: alto rendimento, sicurezza ed affidabilità del prodotto finanziario. La remunerazione del consulente finanziario dipende dal cliente e non dalla banca. Il consulente finanziario, come qualsiasi altro libero professionista ( avvocato, commercialista, architetto, ecc.) presenta una parcella al cliente che avrà l’onere del saldo. Il promotore finanziario si può configurare come un agente, un rappresentante della banca, infatti si definisce anche “agente in attività finanziaria”, mentre il consulente come un libero-professionista. Entrambi sono imprenditori di se stessi. Nessuno gli garantirà uno stipendio o un fisso mensile, ma il reddito sarà costruito con il loro incessante e sistematico lavoro, con la pazienza, lo spirito di sacrificio, la capacità di fidelizzare i clienti, di trovarli, di operare con serietà e professionalità. Niente gli verrà regalato e soprattutto nessun risultato arriverà “tutto e subito”. La scelta di operare come promotore o come consulente finanziario dipende essenzialmente da tre elementi: il numero di banche presenti nel territorio, la presenza di un discreto bacino di utenti e la propensione a spendere per il pagamento di una parcella, da parte dei potenziali clienti ( propensione legata al reddito posseduto). Se questi tre elementi coincidono, si può optare per la professione di consulente finanziario, se qualcuno di questi elementi varia, specie la propensione a pagare la parcella, perché il potenziale bacino di utenti è a basso reddito, meglio scegliere la figura di promotore finanziario o di mediatore creditizio, cioè di intermediario del credito a lungo, medio o breve termine intraprendendo la creazione di una società finanziaria, magari specializzandosi in credito al consumo, in zone dove molte famiglie per arrivare a fine mese e gestire acquisti importanti ed essenziali, sono per forza costretti a farsi finanziare. Quello del passaggio al digitale terrestre, ad esempio, porterà tante famiglie a spendere per l’acquisto di nuovi televisori, questi acquisti, saranno spesso gestiti dai punti vendita tramite prestiti erogati tramite società finanziarie. Questo potrebbe essere un periodo ottimo per creare una finanziaria. Ma prima di crearla, spieghiamo meglio di cosa di tratta, per coerenza con la descrizione fatta delle precedenti figure professionali.

Appuntamento alla prossima puntata

Rosalba Mancuso

Fonti immagini :

www.finanzalive.com

lariserva.forumcommunity.net

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