Mettersi in proprio : lavorare nel settore finanziario. Quarta parte.

aprile 28, 2010 | Fare impresa

E’ un libero-professionista a 360 gradi. Offre consulenza mirata ai clienti su investimenti e risparmio, senza vincoli di sorta con istituti bancari o società finanziarie. E’ il consulente finanziario, professionista recente, il cui ruolo è stato introdotto da una direttiva europea. Un operatore della Finanza che esercita per conto del cliente, facendosi pagare la parcella da quest’ultimo. La differenza, tra il consulente ed il promotore finanziario, l’avevamo già spiegata nella prima parte del nostro reportage dedicato alle professioni della Finanza, ma è bene rispolverare un pò il concetto. Il promotore dipende da una banca o società, agisce in suo nome ed in suo conto, percependo delle provvigioni, il consulente opera solo per conto del cliente. In questa nuova puntata del nostro approfondimento, e dopo aver approfondito il ruolo del promotore finanziario, vogliamo puntare i riflettori, proprio sul ruolo del consulente finanziario, per capire chi è, cosa fa, come si forma e quanto guadagna questo professionista.

DIVENTARE CONSULENTE FINANZIARIO : LA NORMATIVA

Intanto partiamo col dire che prima della regolamentazione europea, il consulente finanziario era confuso con il promotore. Infatti si usa definirlo con l’acronimo CFI ( consulente finanziario indipendente). La consulenza che offre al cliente è una consulenza pura, il cliente continuerà ad operare con la propria banca, ma potrà farsi consigliare in merito alle scelte che vuole operare con l’istituto. Il consulente è una figura molto diffusa nel mondo anglosassone, già da diversi decenni, dove viene chiamato anche consulente finanziario fee only, cioè solo a parcella. In Europa il servizio di consulenza finanziaria viene introdotto grazie alla Direttiva Europea Mifid del 21 aprile 2004, recepita in Italia solo a partire dal 2007. Con questa direttiva si introduce il servizio di consulenza finanziaria in materia di investimenti che consiste nella possibilità di offrire una prestazione professionale indipendente tramite raccomandazioni personalizzate al cliente che ne fa richiesta o ad una società di investimenti che vuole effettuare diverse operazioni finanziarie. L’indipendenza e la trasparenza che caratterizzano questa figura consulenziale, la rendono molto appetibile agli operatori della Finanza, perché permette di agire e scegliere con oculatezza, senza correre il rischio di altri condizionamenti.


DIVENTARE CONSULENTE FINANZIARIO : L’ALBO

Il mondo delle operazioni finanziarie, oggi, è talmente complesso e ricco di opzioni che gli investitori, non sono sempre in grado di scegliere da soli. L’interesse crescente verso il lavoro del consulente finanziario, permette, infatti, interessanti prospettive di guadagno. I criteri di trasparenza, vengono garantiti dall’iscrizione all’Albo, l’iter autorizzativo per esercitare la professione di CFI è, infatti, simile a quello del promotore. Il TUF, all’art. 18 e 18 bis norma l’attività della consulenza finanziaria. Questa può essere esercitata da banche ed imprese di investimento, ma anche da persone fisiche in possesso di determinati requisiti. Il Testo Unico sulla Finanza ( TUF) con tutti gli articoli che disciplinano l’attività della consulenza finanziaria e del consulente è reperibile, con gli ultimi aggiornamenti normativi del 2009, sul sito della Consob. Sulla base della nuova regolamentazione il consulente finanziario deve iscriversi “all’Albo delle persone fisiche consulenti finanziari”, introdotto recentemente dal regolamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre del 2008. L’Albo è gestito da un apposito Organismo ( ne avevamo già parlato nel caso dei promotori) nel rispetto dei principi e delle direttive della Consob. Per iscriversi, bisogna possedere requisiti di onorabilità e di professionalità, come per i promotori. Il titolo di studio minimo richiesto è il diploma di maturità quinquennale. Un diploma di Ragioniere ed una laurea ad indirizzo Economico e bancario, sarebbero ideali. L’iscrizione al’Albo avviene dopo il superamento di una prova valutativa, da cui sono esonerate le categorie professionali in possesso di esperienza nel ramo, così come nel caso dei promotori. Come potete notare, l’iter formativo ed autorizzativo all’esercizio della professione di consulente e promotore, è uguale, ma diverso è il legame che si ha con gli istituti finanziari ed il cliente e la modalità di remunerazione. Al consulente è fatto divieto di trattenere somme del cliente, cioè di raccogliere somme a fini di investimenti. Questo professionista si limita solo a consigliare, non ad effettuare operazioni. Il suo guadagno sarà dato dalle parcelle a carico dei clienti. La consulenza finanziaria può essere esercitata anche da società, come disposto dal TUF, ma in questo caso esiste il limite del capitale sociale minimo da versare e per chi parte da zero, si tratta di un grosso limite. Trattandosi della figura del consulente finanziario ci pare utile e realistico trattare del ruolo libero-professionale in cui questa figura opera che, tra l’altro, consente anche di effettuare, un investimento contenuto per l’avvio dell’attività. Locali uso ufficio con telefono, multifunzione, connessione ad Internet e PC, sala d’aspetto e servizi. Se il professionista dispone di locali messi a disposizione dai genitori, avrà ottenuto un grosso risparmio in termini di costo degli affitti. Dopo essersi iscritti all’Albo, si aprirà partita Iva facendo richiesta all’Agenzia delle Entrate. L’operazione è gratuita.

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Rosalba Mancuso

fonti immagini :

irpiniatiamo.it

impresalavoro.eu

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