Aprire una agenzia investigativa. Terza parte

maggio 19, 2010 | Fare impresa

APRIRE UNA AGENZIA DI INVESTIGAZIONI : L’ITER BUROCRATICO

Per avviare un’agenzia di investigazioni, bisogna seguire un preciso iter burocratico che ha il suo culmine nel rilascio della licenza da parte della Prefettura. Per ottenerla, bisogna presentare un’istanza in bollo da euro 14,62 a cui si devono allegare certificati di nascita, residenza o meglio autocertificazioni e certificati di iscrizione alla Camera di Commercio, (alla CCIA ci si iscrive dopo aver aperto la partita IVA). Altri importanti documenti da allegare all’istanza sono quelli attestanti il possesso della capacità tecnica previsto dalla legge 773/1931 ovvero il regio decreto del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. I documenti attestanti il possesso di determinati requisiti tecnici o professionali sono, ad esempio, il curriculum vitae o altri documenti attestanti la necessaria esperienza professionale per il corretto svolgimento dell’attività, previsto anche dal DLGS 271/89. L’istanza per il rilascio della licenza Prefettizia può essere presentata solo da chi è cittadino italiano o di paesi dell’Unione Europea, in possesso della capacità di assumere obbligazioni e con la fedina penale pulita, cioè non deve aver riportato condanne penali e simili.

APRIRE UNA AGENZIA DI INVESTIGAZIONI : I DOCUMENTI DA PREPARARE

Altri documenti da allegare alla domanda sono il tariffario dei compensi massimi richiesti, in duplice copia , autocertificazione o certificati del casellario giudiziario. Se l’agenzia di investigazioni avrà la forma giuridica di società, l’istanza dovrà essere sottoscritta dal suo legale rappresentante che dovrà allegare anche della documentazione aggiuntiva come la copia dell’atto costitutivo, del verbale dell’assemblea dei soci ed il numero della partita iva. La domanda così composta, andrà inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’ ufficio della Prefettura della provincia dove ha sede l’attività di investigazioni. Se l’istanza verrà accolta, il titolare dell’agenzia dovrà anche versare all’ente, un deposito cauzionale il cui importo varia in base alle dimensioni dell’impresa ed alla tipologia dei servizi offerti e viene comunicato di volta in volta dalla stessa Prefettura, ai singoli richiedenti. La licenza ed il tariffario dei compensi diventeranno attivi consegnando agli uffici preposti due marche da bollo. La licenza ha validità annuale e va rinnovata presentando apposita istanza (sempre alla Prefettura), almeno 30 giorni prima della scadenza. Tutta la modulistica relativa alla procedura che abbiamo descritto è scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno a fine pagina di questo link: http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/come_fare/sicurezza/Istituti_di_investigazione_privata.html, che spiega nel dettaglio i singoli passaggi dell’iter burocratico necessario ad avviare l’attività. Da quanto descritto emergono altri importanti aspetti relativi alla messa a regime dell’impresa: la forma giuridica, le tariffe, i costi da sostenere per crearla. Riguardo alla forma societaria, l’agenzia investigativa privata non si differenzia molto rispetto alle altre imprese, può avere, infatti, la forma individuale, o forma di società a responsabilità limitata o di società in accomandita semplice, anche se da una nostra ricerca sul web, si registra una netta prevalenza di ditte individuali.

APRIRE UNA AGENZIA DI INVESTIGAZIONI : LE TARIFFE ED I SERVIZI

Per i servizi offerti, l’agenzia deve anche applicare delle tariffe, il loro livello viene richiamato sempre dal codice deontologico di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata. Riguardo ai compensi da applicare si fa riferimento ai criteri di equità legati alla natura dell’attività svolta che deve tenere conto di eventuali spese sostenute nello svolgimento delle prestazioni investigative. Nel codice viene fatto divieto di stabilire con il cliente accordi che prevedano l’erogazione del compenso a risultato ottenuto, anzi a quest’ultimo, in sede di stipula del contratto, vanno illustrate tutte le voci di spesa richieste per erogare l’attività di investigazione. Sappiamo benissimo che detto così, il dato non dice e non aggiunge nulla di nuovo a quanto vorreste realmente sapere sulle tariffe, cioè quanto bisogna chiedere al cliente per ogni singolo servizio di indagine, sia essa privata o aziendale. Noi vi accontentiamo subito, dandovi qualche utilissimo numero. Per un’indagine aziendale di assenteismo della durata di tre giorni, un’agenzia di investigazione privata può chiedere anche 90 euro. Per scoprire dipendenti infedeli, con un ‘indagine di 5 giorni, 200 euro; per sopralluoghi e rilevamenti documentali, con un’indagine di una settimana, 300 euro; acquisizione di prove per procedimenti civili, con durata dell’indagine, sempre di 7 giorni, 150 euro. Per indagini di ambientali riguardanti ad esempio la bonifica della linea telefonica ( per intercettazioni) la tariffa richiesta è di 400 euro. Molte agenzie investigative pubblicano on line, nei lori siti aziendali, il listino delle tariffe, e moduli per calcolare direttamente on line il preventivo del servizio. Potete consultarli voi stessi, per farvi un’idea dei prezzi da applicare per singola tipologia di attività investigativa. Nella stesura del listino bisogna essere molto precisi per evitare di indicare tariffe troppo basse o troppo alte ed anche perché sarà il documento ufficiale che dovrà essere approvato dalla Prefettura. I compensi applicati, infatti, non dovranno sforare i limiti massimi validati dall’ente.

Link di approfondimento:

http://www.aii.it/italiano/Investigatore/Investigazioni.htm

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/38074293@N00/1985889966/

http://www.flickr.com/photos/racchio/516837660/

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