Aprire una lavanderia. Terza parte.

maggio 7, 2010 | Fare impresa

Che si tratti di lavanderia tradizionale o self service bisogna seguire alcuni passi burocratici per mettere a punto l’attività. La lavanderia e tintoria, è considerata attività artigiana e l’impresa va iscritta al REA ( Registro Imprese) della Camera di Commercio ed anche all’Albo delle Imprese Artigiane. Si tratta di pratiche che comportano dei costi per pagamenti di bolli, diritti e tasse di concessioni governative, il cui importo viene fissato dalle norme che disciplinano il settore di attività e che comunque non superano il migliaio di euro. La lavanderia è soggetta anche a normative ambientali che vengono recepite in maniera differente dalle Regioni.

APRIRE UNA LAVANDERIA : LE PROCEDURE BUROCRATICHE

Per cui prima di avviare l’impresa è opportuno rivolgersi al comune dove avrà sede l’attività. In generale bisogna presentare all’ente, o meglio, allo Sportello Comunale per le attività produttive, una dichiarazione di inizio attività ad effetto immediato, cioè appena presentata l’istanza si potrà immediatamente iniziare a lavorare, senza attendere eventuali verifiche. Questa istanza può essere presentata anche in via telematica, attraverso una comunicazione unica a cui allegare la dichiarazione della destinazione d’uso dell’immobile, relazione e documentazione sulla tipologia di scarico, dichiarazione di conformità degli impianti installati, nota sulla potenza dei motori elettrici, domanda per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, nel caso siano presenti impianti per la produzione di calore di potenza superiore a 116 Kw. Altra documentazione da allegare è domanda di autorizzazione per le emissioni atmosferiche., prevista per le lavanderie a secco con impianti a ciclo chiuso, sulla base di normative sanitarie. Un quadro completo della procedura burocratica per avviare una lavanderia a secco e ad acqua è reperibile sul sito dello Sportello Unico per le imprese del Comune di La Spezia. La procedura fa riferimento a normative nazionali e regionali, quindi il passo più semplice per conoscere l’iter burocratico di avvio dell’impresa è quello di visitare il sito ufficiale del proprio comune di residenza e se presente, proprio l’area dedicata allo Sportello Imprese. Dunque nessuna licenza per iniziare a lavorare come titolare di una lavanderia, ma solo una denuncia di inizio attività con allegata una certa documentazione. Queste regole valgono anche per la lavanderia self service che si differenzia dalla tradizionale perché i reflui sono considerati scarichi civili, il che comporta una buona riduzione di burocrazia ed altre richieste e presentazioni di documenti cartacei. Da non dimenticare, infatti, la richiesta per il permesso di scarico delle acque nella condotta comunale, valido per entrambe le tipologie di attività.

APRIRE UNA LAVANDERIA : LE ATTREZZATURE  DI LAVORO

Dopo aver messo in piedi l’impresa, bisogna anche sapere di quali attrezzature dotarla e le dimensioni minime della location. Per una lavanderia self service possono bastare anche 40 metri quadri. Una lavanderia tradizionale che ospita al suo interno personale in pianta stabile, spazi per la raccolta degli indumenti da lavare e da consegnare ed offre servizi aggiuntivi, come operazioni di cucitura e sartoria di indumenti danneggiati, impianti per lavaggi a secco e ad acqua, richiede una superficie maggiore, almeno il doppio. Dimensioni che si possono ridurre se si offre il servizio di ritiro e consegna degli indumenti a domicilio. La dotazione minima di una lavanderia self service è composta da due lavatrici da 9,5 kg ciascuna, due lavatrici da 13 o18 kg ed almeno 3, 4 asciugatori. Dotazione che deve essere presente anche in una lavanderia tradizionale. Se si offre anche il lavaggio a secco non bisogna dimenticare anche la relativa lavatrice per il lavaggio a secco che avviene senza acqua e tramite utilizzo di solventi, ecco perché nella procedura di comunicazione di inizio attività la lavanderia ad acqua ed a secco ( i servizi di solito vengono offerti contestualmente) bisogna presentare la richiesta di classificazione per industria insalubre, secondo linee guida prescritte dalle Asl. Si tratta comunque di norme che possono cambiare ed evolversi, e quindi da conoscere in tempo reale tramite richiesta di informazioni agli uffici pubblici preposti, cioè le aziende sanitarie della regione di residenza o di avvio dell’attività. Altri “ attrezzi” indispensabili della lavanderia ad acqua ed a secco sono: essiccatoi; calandre asciuganti; idroestrattori; generatori a gas; banchi da stiro; nastri trasportatori; imbustatrici. L’investimento iniziale di una lavanderia self service, chiaramente, è più contenuto rispetto ad una tradizionale. Secondo alcuni franchisor la spesa iniziale minima è di poco meno di 35 mila euro, contro i 62 mila , ma anche 70 – 80 mila, di una lavanderia tradizionale. Per ridurre i costi fissi, ad esempio degli impianti elettrici, gli operatori del settore consigliano l’uso di attrezzature a gas o sistemi di condensazione. Continua…

Altre fonti dei dati:

http://www.lavaeasciuga.com/business_plan.htm

http://www.cleanlife.it/home.htm

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.lavaeasciuga.com/ess__a_circuito_chiuso.htm

http://www.lavaeasciuga.com/centrifuganti.htm

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