Guadagnare on line : produrre vero valore aggiunto. Prima parte.

maggio 11, 2010 | Finestra sulla Rete

Sino a qualche anno fa, quando Internet doveva ancora arrivare, nelle analisi economiche su nuovi progetti di business, uno dei parametri per capire se un business fosse di successo o comunque interessante, consisteva nel valutare il valore aggiunto che un determinato applicativo, soluzione od elemento produttivo , poteva apportare.

Alla fine degli anni 90, con la diffusione rapida di Internet, spesso, molti analisti, prendevano in considerazione progetti dotati di una forte audience ma con trascurabili risultati, in termini di benefici reali (fatturato, utili).

Business di successo : I progetti Internet ai tempi della prima bolla della New Economy

Il valore dell’aspettativa futura di quei nuovi progetti, al tempo della prima bolla Internet, era tale, da far scordare a tutti le regole basilari dell’economia, della produzione dei beni ed anche del buon senso!

A dicembre del 1999, mi trovai a Milano in riunione con alcuni giovani funzionari di banca, intenti a valutare progetti Internet da finanziare, attraverso l’entrata da parte di alcune banche nel capitale sociale delle nuove start up.

I giovani funzionari, mi dicevano che dovevano spendere circa 200 milioni di euro nel giro di poche settimane, messi a bilancio dalle stesse banche per cui lavoravano e queste somme erano state approvate dai consigli di amministrazione degli istituti di credito per investimenti nel mercato delle società Internet ma essi(gli stessi giovani funzionari, come del resto gli amministratori delle stesse banche), confessavano candidamente che non sapevano da che partire cominciare ad investire (o buttare!) quei soldi nelle settimane successive, in quanto non avevano una reale idea di cosa fosse il settore delle nuove tecnologie e naturalmente di suoi meccanismi.


E..SCOPPIA LA BOLLA INTERNET

La storia dei mesi e degli anni successivi(con la bolla della new economy), ci ha confermato che quei soldi, furono prevalentemente buttati, piu’ che spesi, visto i tipi di investimenti che vennero effettuati ed i risultati conseguenti.

Oggi, cio’ che è rimasto di quelle meteore, è ben poco.

Alcune (ma poche) imprese, grazie agli aiuti finanziari, sono comunque riuscite a superare la fase di start up, individuando dei segmenti interessanti e sono tutt’oggi operative.

Creare business on line di successo : alcuni case history.

La premessa del paragrafo precedente, era finalizzata a capire e ricordare le modalità con cui nacquero molte imprese e come vennero commessi anche molti errori di sotto e sopravvalutazione.

In questa prima parte di presentazione, vogliamo addentrarci nel settore delle nuove tecnologie, raccontando di alcuni modelli di business vincenti che negli ultimi 15 anni, hanno visto nascere e prosperare, spesso con alterne vicende molte imprese.

Molte di queste realtà, nacquero secondo il ‘modello americano’, partendo da piccole sedi o talvolta dei garage o poco piu’.

Altre, partirono come piccoli fornitori di servizi che in futuro poi, approfittando del mercato crescente o di qualche innovativa formula di business (che già dalla settimana prossima andremo a vedere), ottennero una crescita travolgente.

Per altre aziende, sottocapitalizzate e sottoposte a continui investimenti, non riuscirono a reggere ai continui mutamenti e furono assorbite o sparirono.

Troviamo molte storie di tanti capitani coraggiosi che affrontarono un futuro ignoto, dedicando le proprie risorse e la dedizione assoluta a progetti imprenditoriali che talvolta vennero spazzati via da burrasche improvvise o cambiamenti repentini delle correnti.

Arrivederci alla prossima puntata con la storia di quella vecchia e cara new economy e dei suoi protagonisti per poter trarre vantaggio dalle esperienze e dagli errori di molti imprenditori.

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