Aprire una atelier. Prima parte.

giugno 29, 2010 | Fare impresa

Siete estrosi, creativi e sognate di avviare un ‘attività artigianale? Allora questo è il reportage che fa per voi, perché stiamo per parlare e raccontare di come è possibile aprire un atelier. Letteralmente, con tale espressione, si intende un negozio legato alla creazione sartoriale ed alla vendita di abiti. Ma l’apertura del negozio vero e proprio è solo la punta dell’iceberg di un percorso professionale ed imprenditoriale che prevede tanta gavetta, spirito di sacrificio, ma soprattutto talento e tanta passione. Un atelier si configura come attività artigianale (creazioni di sartoria) e distribuzione e vendita dei capi realizzati.

APRIRE UN ATELIER : PRESENTAZIONE DEL SETTORE

All’interno di un atelier è possibile realizzare capi di qualsiasi genere, dall’alta moda, all’abbigliamento sportivo, alle taglie comode. Il segreto per “sfondare” in quest’attività è saper individuare il segmento sartoriale più richiesto, effettuando una preventiva analisi del mercato e della concorrenza. Da sempre si sente parlare di “Made in Italy”, un marchio che richiama affidabilità e qualità, ma che negli anni, a causa della crisi dei consumi, della concorrenza orientale e delle contraffazioni, ha fatto registrare un calo, se non addirittura un crollo. Nonostante tutto, il settore delle creazioni sartoriali è riuscito a reggere il colpo, specie per quanto riguarda l’alta moda e gli accessori di lusso, ma l’80% del fatturato deriva dalle esportazioni.

APRIRE UN ATELIER : IL MERCATO

Per un piccolo imprenditore che decide di lanciarsi nell’apertura di un atelier, pensare così in grande sembra un po’ azzardato, ma non è detto che con il tempo e la giusta dose di intuizione non si possa sfondare anche all’estero.Dopopotutto oggi , grazie alla Rete, il mercato è diventato globale e con un semplice sito web ben indicizzato o una vendita su E-bay anche un bravo sarto può riuscire a piazzare le sue creazioni all’estero. Il mercato orientale ( specie cinese) è stato quello che ha reso la vita dura al Made in Italy, ma paradossalmente è anche quello più ghiotto di prodotti realmente fatti in Italia. Gli orientali amano il lusso e la qualità delle creazioni sartoriali italiane. Un altro mercato da tenere in considerazione è quello degli Emirati Arabi, con in testa Dubai, dove il lusso ormai è di casa. Dunque una prima idea di dove puntare per lanciarsi all’estero, l’abbiamo già data. Una seconda potrebbe essere quella di creare un classico negozio di abbigliamento a prezzo outlet, con vendita di prodotti di abbigliamento in serie di note marche per conquistare un buon numero di clienti a cui proporre anche delle creazioni sartoriali in proprio.

CREARE UN ATELIER : IDEE PER LANCIARE LA PROPRIA ATTIVITA’

La terza idea è quella di creare un atelier che funzioni come il classico laboratorio della sarta, dove i clienti consegnano capi non più usati e che magari butterebbero via, per ricreare modelli alla moda ed originali. Questa idea si chiama ecoatelier, un modo per tutelare l’ambiente ed evitare lo scorretto smaltimento di abiti in luoghi non adatti. La quarta è quella di specializzarsi nella creazione di abiti da sposa e da cerimonia, da sempre ammirati e comprati dalle future mogli, e proporli a negozi d’alta moda per la vendita al dettaglio. Una quinta è specializzarsi nella creazione di abiti e taglie su misura che non vengono realizzati facilmente nella produzione in serie. Una sesta, ed ultima idea ( per ora) è creare abiti per i Carnevale da vendere o noleggiare o costumi di scena per rappresentazioni teatrali. Le idee appena descritte possono essere abbinate all’interno della stessa attività. Di tutte queste, ci sentiamo di consigliare le più specialistiche, innovative e di nicchia ( eco atelier, alta moda per il mercato estero, taglie personalizzate, abiti di Carnevale). Se poi riuscirete ad avere successo potreste diventare anche uno stilista ( disegnatore di moda) che firma anche borse ed accessori. Sia il sarto che lo stilista devono, oltre al talento, seguire appositi corsi di formazione, ma prima di parlare di iter formativi, vogliamo concludere con l’analisi della concorrenza, che permette di avere una prima panoramica dei settori dove è più facile trovare spazi di mercato. Su Internet, alla voce “atelier” appaiono circa 1.600.000 risultati, si tratta di negozi che vendono per lo più abiti da sposa e da cerimonia ( settore saturo…?). La voce “creazioni sartoriali” restituisce, invece, appena 223 mila risultati. Si realizzano abiti da sposa e da cerimonia, ma anche abiti di altro tipo, rigorosamente su misura, offrendo anche un servizio di riparazione o modifiche vestiti. I “prodotti” vengono venduti all’ingrosso e al dettaglio. Cambiando la denominazione in “laboratorio sartoriale” saltano fuori 102 mila risultati dove si trovano negozi simili ai precedenti, ma anche laboratori che realizzano abiti sportivi su misura e costumi di scena da usare per rappresentazioni ed eventi. Per quest’ultima topologia di prodotto, abbiamo cercato anche “ sartoria teatrale” che restituisce circa 112 mila risultati dove vengono venduti e noleggiati anche abiti di Carnevale. Segue nella prossima puntata….

Bibliografia:

Il Sole 24 Ore

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/30208099@N00/954829256/

http://www.flickr.com/photos/75502371@N00/417413882

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