Avviare un pet shop : prima parte.

giugno 7, 2010 | Fare impresa

Le idee per fare impresa sono davvero tante, dalle più tradizionali alle più innovative. Si possono offrire prodotti e servizi per le persone, ma anche per gli animali. In questa prima puntata del reportage dedicato alla messa in opera di un’attività, parleremo proprio di un settore che si occupa di offrire prodotti e servizi per animali: il pet shop o pet store, o negozio per animali. Anche se il termine sembra molto recente ed innovativo, attività simili esistono già dai primi anni’ 60.

APRIRE UN NEGOZIO PER ANIMALI : IL MODERNO PET SHOP

Tradizionalmente, il pet shop si occupava della vendita di prodotti ( accessori e mangimi per animali), poi con il trascorre del tempo e la crescita della concorrenza, le aziende hanno cercato di innovarsi e diversificare puntando su servizi aggiuntivi non ancora esplorati o proposti dai competitor, come il pet sitting, cioè l’assistenza ad animali domestici durante l’assenza dei padroni, o la toelettatura, o la vendita di prodotti dietetici specifici per animali. In poche parole per sopravvivere in un mercato sempre più saturo ed agguerrito, hanno cercato di specializzarsi. Dunque, il segreto, anzi, i segreti, per avviare un’attività nel settore dei prodotti e dei servizi per animali sono quelli della diversificazione e della specializzazione. Con questa breve premessa su come avviare un’impresa non vogliamo perciò scoraggiarvi, ma mettervi sulla giusta strada per tentare di capire quali sono i servizi più richiesti dal potenziale mercato di riferimento e quelli da lasciar perdere.

APRIRE UN NEGOZIO PER ANIMALI : IL MERCATO

Intanto vediamo come si presenta il mercato, cioè quanti animali domestici sono presenti all’interno dei nuclei familiari, per distribuzione territoriale. Lo scorso anno un articolo apparso sul quotidiano il Messaggero rivelava che gli animali domestici posseduti dalle famiglie erano circa 45 milioni, di cui 150 mila abbandonati ogni anno. Al primo posto , nella classifica degli animali domestici troviamo i pesci ( 16 milioni), seguiti dagli uccelli ( 12 milioni), dai gatti ( 7 milioni e mezzo), dai cani ( 7 milioni) ed in maniera marginale da rettili e altre specie. Le regioni con il maggior tasso di denunce per maltrattamenti di animali , secondo l’articolo, erano il Nord Ovest, seguito dal Centro e poi dalle Isole. Questo dato può indicare una maggiore distribuzione di animali domestici in determinate aree geografiche a cui potrebbe corrispondere una bassa copertura in termini di servizi adatti alla cura ed alla gestione degli animali stessi. Per quanto riguarda i gatti, basta pensare che la regione detentrice del maggior numero di felini è la Lombardia, seguita da Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Valle D’Aosta, Molise e Basilicata. Un altro dato da tenere in considerazione per valutare la redditività dell’impresa è quello delle abitudini locali, cioè della modalità di nutrimenti e di cure che le famiglie proprietarie, riservano ai propri amici a 4 zampe. In aree dove il nutrimento degli animali è realizzato per tradizione con gli avanzi dei cibi consumati dagli umani, mettere su un negozio di vendita per alimenti adatti solo agli animali, sarebbe una scelta non proprio azzeccata. Anzi, dobbiamo sottolineare che questo, attualmente è uno dei servizi meno richiesti dal mercato degli animali domestici a 4 zampe. Se si decide di mantenere il servizio bisogna capire se nel territorio di riferimento le famiglie possiedono altri tipi di animali, come pesci, uccelli, rettili, specializzandosi nella vendita di prodotti e cibi ad hoc.

APRIRE UN NEGOZIO PER ANIMALI : I CAMBIAMENTI NEGLI ULTIMI ANNI

La vendita di mangimi per animali ha subito un duro colpo anche con l’avvento della grande distribuzione organizzata dove spesso si trovano cibi per animali. La vendita di questi alimenti ha anche occupato i segmenti dell’e-commerce, trasformandolo in uno dei competitor più agguerriti del settore. Nei motori di ricerca, basta digitare la semplice keyword “pet shop” , senza nemmeno aggiungere la dicitura “on line” per trovare più di 47 milioni di risultati in tutto il web, di cui 240 mila solo nel web italiano. La novità di un pet shop di ultima generazione deve, dunque, essere per forza rappresentata da diversificazione e specializzazione, cercando di abbinare alla vendita di prodotti ed accessori, anche i servizi. Ad esempio si possono vendere prodotti specifici per la dieta dell’ animale domestico, come gli alimenti biologici, ma anche prodotti antiparassitari che vengono particolarmente richiesti dai padroni di cani e gatti. Alla vendita si possono abbinare anche una serie di servizi, come il pet sitting, già accennato, o il pet taxi per il trasporto di animali domestici (specie a carico di anziani), dal veterinario o presso studi di toelettatura. Un’altra idea molto apprezzata dal mercato è quella della consegna degli alimenti a domicilio, già realizzata dai pet shop on line e da promuovere attraverso la visita a casa di un collaboratore che possa descrivere e rappresentare al meglio le caratteristiche dell’alimento venduto. Continua nella prossima puntata…

Altra fonte dea cui abbiamo tratto alcuni dati:

http://www.aidaa.net/eventi_11.htm

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/andreapacelli/799418107/in/set-72157600882056381/

http://www.flickr.com/photos/gattomimmo/4225783185/

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