Guadagnare on line : produrre vero valore aggiunto. Seconda parte.

giugno 3, 2010 | Finestra sulla Rete

Bentornati nella seconda parte di questo reportage,

nella prima parte, abbiamo fatto un salto nel passato, ripercorrendo i passaggi e la crescita di Internet e facendo riferimento anche ai suoi protagonisti (i tanti pionieri, i molti piccoli imprenditori) che avviarono in quegli anni molte iniziative per produrre sviluppare soluzioni/servizi per un mercato che stava nascendo.

Fare business nella vecchia new economy : le iniziative , i fallimenti ed i successi dei pionieri della Rete.

Ripercorreremo con alcuni esempi, alcuni passaggi e cercheremo anche di interpretare ed analizzare gli errori commessi da molti imprenditori per trarne lezione.

I forti investimenti a fronte di bassi fatturati

Uno degli aspetti che caratterizzo’ molte delle fasi dello sviluppo, già a metà degli novanta, fu l’elevato onere derivante dagli investimenti, del quale si fecero carico i neo imprenditori dell’epoca.

Il costo degli apparati (l’hardware per capirci), aveva prezzi che raggiungevano anche dieci volte quelli attuali!

Di contro, non esisteva un mercato ancora interessante per i nuovi servizi e molte realtà, lavoravano in perdita o con pochi profitti.

Elevato tasso di ammortamento delle attrezzature.

Trattandosi di prodotti tecnologici, in un settore caratterizzato da continue evoluzioni e dinamiche, ogni strumento o apparato, dopo pochi mesi dalla sua operatività, era di fatto già superato da altri.

Questo genero’, una corsa al rinnovo delle infrastrutture e naturalmente rese ancor piu’ precaria la situazione di molte aziende sottocapitalizzate.

Forte concorrenza tra le imprese e la difficoltà a far evidenziare gli elementi di professionalità fra i vari operatori.

In un mercato di servizi ancora da creare, senza regole e per la prima volta teoricamente libero da albi e tariffari ufficiali, l’incapacità di un sistema di imprese nuove a confrontarsi con le regole del libero mercato, portarono alla nascita di molti operatori, di cui molti microimprenditori, che proponevano servizi similari a prezzi che variavano anche dieci, venti volte, l’uno dall’altro.

Cio’, non aiuto’ a far nascere e crescere un mercato con servizi chiari e trasparenti, nelle soluzioni e nei risultati offerti ai clienti.

(problema che sotto molti aspetti esiste anche oggi)

Nascita e crisi delle piccole e medie softwarehouse che producevano gestionali.

Nacquero in quel periodo, decine di migliaia di piccole softwarehouse che producevano applicativi, prevalentemente per la piccola e media impresa.

L’informatizzazione di uffici, scuole , studi professionali, associazioni, porto’ a nuove opportunità che si tramutarono nella nascita e distribuzione di innumerevoli applicativi che variavano per settore, complessità, prezzo ecc..

Alla fine degli anni novanta, comincio’ a delinearsi una prima scrematura e selezione, con la fuoriuscita o l’assorbimento di alcune piccole e medie realtà e la nascita di alcuni colossi del settore.

Nascita e crisi di piattaforme web e piccoli motori di ricerca.

In questo caso, molti piccoli motori di ricerca, tra l’altro funzionali ed utilizzati da molti utenti Internet, con lo scoppio della prima bolla della New Economy, entrarono in crisi.

Da un parte, l’impossibilità a competere con grandi realtà per : mancanza di risorse, modelli di business inadeguati (o meglio ancora da definire!), l’arrivo sulla scena di grandi player , specie dagli Usa.

Dall’altra, lo spazio limitato che un motore di ricerca ed un servizio in lingua italiana poteva ritagliarsi, rispetto ai motori in lingua inglese.

Senza naturalmente scordarci che le aziende della New economy che ebbero successo, ottennero in ogni caso degli aiuti e supporti finanziari, durante il loro percorso.

Cosa quasi impossibile per la maggior parte dei progetti italiani, alcuni dei quali, avevano tra l’altro delle basi e dei fondamentali interessanti.

Ma senza benzina, anche le macchine funzionali ed a basso consumo, si fermano prima o poi!

La fine dei piccoli Providers Internet

La diffusione della Rete, fu supportata dalla nascita di migliaia di piccoli operatori che erogavano servizi di connettività a privati ed aziende, permettendo ai nuovi navigatori di disporre dell’accesso ad Internet con una offerta variabile e variegata, al di fuori di quella dei 3, 4 principali fornitori nazionali.

Un vero e proprio libero mercato, dove piccoli e micro imprenditori potevano competere con grandi e mastodontiche realtà.

Tutto questo fini’ con la connettività gratis, proposta a metà del 1999 e quindi all’insostenibilità del nuovo modello di business che di fatto favoriva solo le grandi aziende.

Appuntamento con la prossima puntata con la quale vedremo invece le soluzioni vincenti e i business che sono riusciti a svilupparsi ed arrivare sino ai nostri giorni.

fonti immagini :

pianetaserra.wordpress.com

italianotizie.it

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