Aprire una atelier. Terza parte.

luglio 14, 2010 | Fare impresa

Ulteriori informazioni per avviare una sartoria o per conoscere le date di corsi di aggiornamento, sono reperibili sul sito delle principali associazioni di categoria. Moda e sartoria sono delle attività creative e manuali, dunque artigianali. Le principali associazioni di settore sono l’Associazione Nazionale Sarti, istituita presso Confartigianato; AGS, Associazione Giovani Sarti http://blog.libero.it/maestrisarti/commenti.php?msgid=4857570, Asim, Associazione Sartoriale Interregionale Mediterranea. E per gli stilisti , la Camera Nazionale della Moda Italiana che fa riferimento ai principali marchi e nomi del Made in Italy. Il contatto con queste associazioni di categoria permette anche di conoscere eventuali opportunità di stage offerti da aziende aderenti. Dopo essersi formati, si può pensare davvero a realizzare il sogno della vita, ovvero aprire un laboratorio sartoriale in proprio.

Aprire un atelier : aprire un proprio laboratorio di sartoria


Che si tratti di negozio dove vendere i propri abiti, di ingrosso, di laboratorio di taglio e cucito e creazione moda, i passi burocratici per avviare l’attività, sono pressoché simili. Dopo la partita iva ( gratuita) ci si iscrive al Registro Imprese della Camera di Commercio. L’attività di sartoria è considerata attività artigiana, per cui bisogna iscriversi anche all’Albo delle Imprese Artigiane, tenuto sempre dalla Camera di Commercio. Se si vende all’ingrosso, bisogna anche presentare alla CCIAA, un modello di dichiarazione per il commercio all’ingrosso. In tanti, specie agli inizi, creano il proprio laboratorio sartoriale a casa, cucendo vestiti su richiesta di clienti privati.

Aprire un atelier : le attrezzature

Ma l’attività artigianale non può essere svolta da casa, o comunque in un appartamento privato. La stanza in questione deve avere la destinazione d’uso per attività commerciale o artigiana. Per partire non servono grandi dimensioni, bastano anche 30 – 40 metri quadri ed almeno 5 mila euro ( se si lavora in un immobile di proprietà). Le attrezzature indispensabili al lavoro sono i tessuti e le macchine da cucire di ultima generazione. I prezzi di questi apparecchi, sono oggi abbastanza accessibili, non si superano i 600 euro. Per cominciare si può essere in due, la titolare ed un collaboratore o socio, con almeno due postazioni di taglio e cucito. La forma giuridica dell’attività spazia dalla ditta individuale, all’impresa a gestione familiare. Molte sartorie italiane, vantano una lunga tradizione familiare, venendo trasmesse da padri ( o madri) in figli.

Aprire un atelier : dove trovare i finanziamenti

Il laboratorio sartoriale è una di quelle attività che può essere avviata con contributi statali e per questo le forme giuridiche adatte ad ottenere finanziamenti e fidi bancari sono l’impresa individuale o la società di persone, come la snc. L’agenzia nazionale Invitalia, ex Sviluppo Italia finanzia progetti di impresa e di lavoro in proprio. Un laboratorio sartoriale in forma di ditta individuale può essere finanziato con un contributo massimo di 25.823 euro. Una società di persone, con 129 mila euro. La sartoria non è l’attività ideale per un franchising, ma può esserlo l’atelier in senso stretto, ovvero il negozio in cui si vendono abiti di grandi firme e marchi. Le due cose possono tranquillamente coincidere. Ci si affilia ad un marchio conosciuto per avviare un atelier di abiti da sposa e cerimonia, che possono essere sistemati e risistemati a misura del cliente, nella sartoria interna al negozio. Questa, è la soluzione che permette di trovare da subito clienti, perché attratti da marchi noti e di fama. Tra un abito e l’altro, il titolare dell’atelier, può far conoscere anche le proprie creazioni, offrendo, nel frattempo, anche il servizio di creazione di abiti originali ed esclusivi su misura. Per un negozio siffatto, la dimensione ideale è di circa 100 metri quadri da abbinare ad almeno due vetrine. L’ubicazione ideale è nel centro storico, vie popolate da negozi e locali adatti allo shopping, centri commerciali di prestigio. In questo caso è chiaro che l’investimento sarà più elevato, ma elevato sarà anche il ritorno economico dell’attività. Un buon modo per farsi conoscere è anche quello di partecipare alle principali fiere di settore. Una di queste è ad esempio la Fiera Moda in, che si tiene ogni anno a Milano. L’edizione Autunno/Inverno 2011-2012 si svolgerà i prossimi 8-10 settembre. Per conoscere tutte le fiere del settore moda e abbigliamento, si può anche consultare il sito del club PMI, che presenta una directory completa. Per chi vuole partire inizialmente dalla sartoria, non è necessario investire in tessuti, perché i tessuti per realizzare un abito su misura vengono generalmente forniti dal cliente. Il costo di un abito di lusso, su misura, specie da sposa o da cerimonia, si aggira da un minimo di 700 ad un massimo di 2000 euro. Il guadagno minimo del primo anno, per coprire le spese dell’investimento ed avere un utile, deve essere di almeno di 25 mila euro netti, se si lavora da soli. Dunque per gli abiti da cerimonia, il numero ideale di clienti nel primo anno, sarà tra 15 e 20.

Fonte dei dati per il franchising:

http://www.marinamansanta.com/franchising_requisiti.html

Rosalba Mancuso

Fonti delle Immagini:

http://www.flickr.com/photos/scalleja/103034995/

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:VW_Golf_Gen2_19E_1983-1992_special_edition_MODA_1990_sidebackright_2008-07-26_A.jpg

http://www.flickr.com/photos/minorast/1983623666/

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