Avviare un pet shop : Quinta parte.

luglio 21, 2010 | Fare impresa

Dopo una lunga carrellata di informazioni relative all’iter burocratico ed alla formazione da seguire per diventare titolari di un pet shop, passiamo a darvi qualche utile consiglio per mettere a punto, fisicamente, l’attività.

 

APRIRE UN PET SHOP : IL NEGOZIO

Un pet shop, come dice lo stesso nome è, anzitutto, un negozio dove si vendono prodotti per animali. Anche se si decide di partire con un sito web, dei locali per la sede legale, la gestione ed il magazzino, devono pur esistere. Un pet shop di piccole dimensioni ma ben attrezzato di prodotti ed accessori, dovrebbe avere una superficie di almeno 40 metri quadri ( uffici, scaffali di vendita, deposito). L’investimento da sostenere, sarà quello relativo ai locali ( acquisto), all’arredo ed alla fornitura dei prodotti da vendere, oltre alle spese fisse delle utenze ( luce, telefono), eventuale canone di affitto, personale. Un piccolo pet shop richiede la figura di un titolare e di un collaboratore. Se si decide di offrire servizi aggiuntivi come consegna alimenti a domicilio, trasporto animali o pet sitting, si può ricorrere a collaboratori esterni tramite contratto di collaborazione occasionale o contratti a progetto. Attenzione a non abusare di questi strumenti di regolazione dei rapporti di lavoro. Il collaboratore occasionale non può effettuare più di 30 prestazioni in un mese o superare il reddito di 5000 euro annui, il contratto a progetto prevede, invece, un accordo tra titolare e collaboratore basato su un progetto specifico, per un determinato periodo di tempo e per un determinato compenso. Se il pet shop richiede la presenza in pianta stabile del collaboratore, ad orari di negozio, con obblighi e mansioni interne, l’assunzione dovrà avvenire tramite contratto di lavoro dipendente a tempo determinato o indeterminato. Possiamo ben dire, in questa sede, che gli strumenti di lavoro per così dire “flessibili” possono servire all’imprenditore per la fase di star up dell’impresa, quando il lavoro, chiaramente, non potrà essere troppo abbondante, quando si realizzerà una messa a regime , la presenza in pianta stabile di un dipendente, anche per tenere semplicemente aperto il negozio e sostituire il titolare, sarà indispensabile, oppure si dovrà richiedere la collaborazione di professionisti esterni dotati di Partita Iva.

 

APRIRE UN NEGOZIO PER ANIMALI : LA LOCALIZZAZIONE

Il negozio dovrà essere avviato in una città o paese con almeno 40 mila abitanti, alcuni dati suggeriscono anche 20 mila, a patto che la concorrenza in loco non sia esagerata e che si tratti di aree di particolare interesse turistico e commerciale. Prima di individuare la location ideale del pet shop, bisogna studiare il potenziale mercato, conoscere il numero di animali domestici procapite, la distribuzione della concorrenza, e (lo avevamo accennato nella prima puntata), le abitudini dei proprietari nel trattare i propri animali, come la nutrizione , la pulizia e l’assistenza. Le località strategiche di apertura di un pet shop, sono anche le grandi città, scegliendo quartieri dove non esistono concorrenti, ma solo un buon numero di famiglie con animali, ma anche le località turistiche, le cui strutture ricettive si organizzano ormai da tempo nell’accoglienza ai clienti umani ed ai loro amici a 4 zampe. Se nel negozio si decidono di vendere anche parafarmaci, farmaci, oltre a mangimi ed integratori, la dimensione minima della location sale a circa 60 metri quadri. L’investimento minimo per la messa in opera del pet shop si aggira sui 50 mila euro per 100 metri quadri. Per rientrare dall’investimento in tempi ragionevolmente accettabili bisogna considerare anche il ricarico da effettuare sui prodotti che deve aggirarsi almeno intorno al 50 -60% del prezzo di acquisto. Nulla vieta di effettuare sconti e promozioni per fidelizzare la clientela, meglio però, concordare le riduzioni di prezzo con le ditte fornitrici, in modo da rispettare le dovute proporzioni del ricarico.

APRIRE UN NEGOZIO PER ANIMALI: LA GESTIONE DEI SERVIZI

Per i servizi accessori come pet taxi si può pensare a tariffe in abbonamento per un numero predefinito di corse, anche per il pet sitting si può decidere di chiedere al cliente un abbonamento per un tot di periodo di assistenza. Così come per la toelettatura, anche se in questo caso sono preferibili le tariffe a prestazione, un po’ come per le tariffe del parrucchiere per signora. Per ottenere un guadagno è importante preventivare anche il numero minimo di prestazioni da effettuare. Per la consegna a domicilio, ad esempio, non sarebbe remunerativo concordare il recapito di una sola scatola, meglio definire una quantità minima di consegne. Altro modo per creare un pet shop remunerativo è puntare sui servizi più carenti, come l’assistenza a domicilio e il trasporto, molto richiesta dai proprietari anziani di animali. Anche la vendita di prodotti dietetici e di farmaci per specie diverse da cani e gatti, o di mangimi per pesci, sono delle nicchie di mercato da considerare all’interno del proprio pet shop. Per trovare clienti, la migliore forma di pubblicità è rappresentata dal passaparola dei veterinari. E’ utile, pertanto, mettersi in contatto con il veterinario della zona e lasciare nella sala d’aspetto dello suo studio dei volantini pubblicitari che mettano a conoscenza i proprietari dell’esistenza del vostro negozio, sia presente fisicamente, che on line.

Bibliografia:

Corriere.it

http://www.vepafarm.it/franchising/index.php


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