Aprire un club privè. Seconda parte

agosto 23, 2010 | Fare impresa

Riprendiamo a parlare di come aprire un club privè proseguendo da dove eravamo rimasti e cioè dall’analisi del mercato e della concorrenza. Come avrete potuto notare, leggendo la prima parte dell’articolo, il settore presenta la stessa distribuzione nazionale. Le attività di questo tipo superano ovunque le 100 mila unità. Ma tutto questo non deve scoraggiarvi, perché i servizi da offrire attraverso un club privato sono davvero tanti.

APRIRE UN CLUB PRIVE’ : LE ATTIVITA’

Spesso il club privè, viene identificato anche con l’espressione night club o locale notturno, ma con un po’ di buona volontà e creatività si può realizzare un’attività che può anche essere diurna o legata a diverse iniziative lungo tutto il corso della giornata. Spazio, dunque, al cabaret, alla proiezione di pellicole cinematografiche, alla gastronomia, insomma a tutto quello che può costituire un’attività di ritrovo e socializzazione per i soci. Non esiste una formazione particolare per diventare titolari di un club privè, ma bisogna semplicemente conoscere le disposizioni burocratiche che portano all’avvio di questo tipo di attività. Intanto, come abbiamo accennato nella prima parte del reportage, il circolo privato non è considerato attività di impresa , ma associazione e come tale non deve avere fini di lucro. Se al club e questo lo diciamo per ampliare e meglio specificare quanto detto nel primo articolo di presentazione dell’argomento, si decide di abbinare attività di somministrazione di alimenti e bevande, sussiste l’obbligo di apertura della partita iva, iscrizione alla Camera di Commercio ed autorizzazione sanitaria. Sussiste l’obbligo di richiedere la licenza se si ospitano all’interno dei locali impianti per giochi come videopoker. A tal proposito vi rimandiamo alla procedura descritta parlando dell’avvio di un’agenzia di scommesse sportive. I clienti del circolo saranno i soci, che possono accedere al suo interno dopo aver sottoscritto una tessera ed averla esibita prima dell’ingresso. Se non si rispetta questa procedura, si incorre in pesanti sanzioni, rischiando la chiusura del locale. Un circolo privato non è sottoposto a vincoli di orari, ma è , invece, sottoposto a frequenti e periodici controlli per evitare che al suo interno si pratichino attività illecite o si svolga esercizio di impresa senza le opportune autorizzazioni. Se si vuole evitare di ricorrere alla richiesta di licenze per esercitare all’interno del circolo attività e servizi di impresa, ci si può affiliare ad altri circoli più grandi pagando una quota per il tesseramento annuo di circa 1000 euro.

APRIRE UN CLUB PRIVE’ : COME E’ ORGANIZZATO

La forma giuridica del club privè, lo avrete già capito, è quella dell’associazione che viene costituita sempre davanti al notaio, tramite atto costitutivo o statuto in cui sono indicati i principi di autoregolamentazione dell’attività. Gli organi dell’associazione sono il Presidente; ovvero il legale rappresentante dell’associazione, il Consiglio che lo elegge e l’Assemblea, rappresentata da tutti i soci del circolo. Un ‘associazione di circolo privato ha l’obbligo, da circa 12 anni, di redigere un rendiconto economico in cui vengono indicare le entrate e le uscite. Le caratteristiche per creare un club privato di successo sono una buona posizione ed una buona disposizione degli arredi e degli spazi interni che debbono agevolare i momenti di relax e di socializzazione tra i soci. Un’altra strategia per aumentare la buona riuscita del club è quella di organizzare serate a tema ospitando persone ( sempre soci) accomunate dagli stessi interessi e dunque serate da ballo, serate per favorire gli incontri tra single e via dicendo. L’investimento per aprire un club privè sta tutto negli immobili ( meglio se già ristrutturati ed in buone condizioni) e negli arredi. Lo spazio dovrebbe essere medio-grande, ma per avere un’idea più chiara è consigliabile consultare i regolamenti comunali e sanitari che prevedono le superfici minime da disporre per gli spazi da adibire a sala giochi o a bar e ristorante. Basta rivolgersi all’ausl o al comune dove si intende aprire l’attività. In sintesi possiamo dire che la superficie minima dovrebbe essere di almeno 200 metri quadri. L’affitto dei locali ha un costo variabile in base alla zona in cui sarà ubicato il circolo: si possono pagare dai 1000 ai 3 mila euro al mese o anche 3500, dipende dalle condizioni e dallo stato dell’immobile. Anche per l’arredo l’investimento è piuttosto consistente, tra tavoli, arredo bar, posti a sedere, divani, (i posti devono almeno prevedere l’accoglienza di 100 soci), si va da 50 mila euro a salire. La spesa dell’arredo non va sottovalutata perché deve essere ispirata al buon gusto ed alla raffinatezza tipiche dello spirito di un circolo privato. Segue…

Fonte di alcuni dati:

http://www.ilcommerciale.com/aprire_un_circolo_privato.htm

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://oceancity.shownbyphotos.com/20060814-west-oc-0218-800.jpg-large.html

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pan_American_Night_Club.jpg

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