Aprire un negozio di piante e fiori. Quarta parte.

Idee per mettersi in proprio : diventare fiorista

August 15, 2010 | Fare impresa

La procedura burocratica per aprire un vivaio, è nettamente diversa da quella del negozio di fiori. Nel primo caso si tratta di impresa agricola, nel secondo, di attività commerciale. Le due attività possono anche coesistere, come già accennato nelle precedenti puntate del nostro reportage. Si inizia con un vivaio e si prosegue rivendendo i prodotti all’interno di un proprio negozio.

APRIRE UN VIVAIO : LE PROCEDURE

Cerchiamo di capire quali sono gli step burocratici necessari per avviare un vivaio e poi un negozio di piante e fiori. Per avviare un ‘attività florovivaistica, è necessario presentare domanda in bollo presso l’Ufficio Fitosanitario della Regione dove ha sede l’attività. Nella domanda devono essere indicate le generalità del proprietario o dei proprietari o del legale rappresentante in caso di società, il luogo in cui sorge il vivaio, il tipo di attività che si intende svolgere. All’istanza vanno allegati la planimetria catastale dell’area in cui sorge il vivaio, l’atto di acquisto del terreno, o se, in affitto, copia del contratto di locazione stipulato. Ottenuta l’autorizzazione fitosanitaria dalla Regione, l’attività si dovrà iscrivere alla Camera di Commercio, come impresa agricola. Se le piante vengono coltivate direttamente dal proprietario non è necessario ottenere l’iscrizione dell’impresa come attività commerciale, iscrizione necessaria se l’attività florovivaistica viene effettuata comprando le piantine e rivendendole. Questa, è una soluzione meno dispendiosa rispetto al vivaio, perché richiede meno impegno e meno esperienza, la coltivazione diretta può rivelarsi però più remunerativa per via dell’abitudine dei clienti di acquistare piante e fiori direttamente dal produttore, al fine di ridurre la spesa.

APRIRE UN NEGOZIO DI PIANTE : LE PROCEDURE

Vendere piante e fiori tramite un negozio e non un vivaio, si configura, invece, come un’attività di vendita al dettaglio o anche all’ingrosso ( se si riforniscono altri negozi). Per il commercio al dettaglio ( sempre a fronte dell’autorizzazione fitosanitaria), bisogna inviare allo sportello attività produttive del comune dove sorge il punto vendita, una dichiarazione di inizio attività, (DIA); il Comune dovrà accertare il possesso dei requisiti morali del titolare del negozio e se autorizza l’attività, entro 30 giorni si dovrà inviare copia della Dia al Registro Imprese. Questa procedura è evitabile se si subentra in attività esistente per cessione, fusione o successione, passaggi che però vanno sempre comunicati al Registro Imprese tenuto dalla Camera di Commercio. L’attività di vendita all’ingrosso è soggetta ad una disciplina più delicata, rispetto alla vendita al dettaglio e viene disciplinata da leggi regionali. Al Registro Imprese, va inviata un’autocertificazione in cui si dichiara il possesso dei requisiti morali e professionali. I primi sono quelli previsti per l’ammissione ai pubblici concorsi, i secondi sono richiesti solo per il commercio nel settore alimentare. Con l’iscrizione al Registro delle Imprese dell’attività di commercio all’ingrosso, non serve inviare comunicazione di inizio attività al Comune. La vendita di piante e fiori può essere esercitata in sede fissa o mobile, come qualsiasi altra attività del commercio. La seconda soluzione permette di confrontarsi meglio con la concorrenza degli ambulanti (spesso abusivi) e di farsi conoscere ed apprezzare da una clientela sempre varia e diversa.

APRIRE UNA VENDITA DI PIANTE E FIORI AMBULANTE

Anche per la vendita mobile di piante e fiori, vanno richieste delle autorizzazioni, le cosiddette licenze di vendita per il commercio ambulante. La vendita ambulante può essere svolta su posteggio o in forma itinerante, in tal caso, la vendita può essere esercitata su tutto il territorio nazionale, nelle fiere e manifestazioni o presso il domicilio del cliente. Come per la vendita in sede fissa, per la vendita itinerante, va presentata una dichiarazione di inizio attività al comune di residenza del titolare o della sede legale della società. Anche questa procedura è soggetta alla disciplina di leggi regionali che è bene consultare accedendo ai siti ufficiali della propria Regione o contattando gli uffici comunali e regionali preposti. Per la vendita su posteggio, l’istanza va presentata al Comune titolare del posteggio. I fioristi in sede mobile si spostano molto, presso fiere, ospedali, cimiteri, zone turistiche, si tratta di un lavoro faticoso, ma che consente di contare su un buon numero di clienti e su una buona visibilità, necessaria per battere la concorrenza in tempo reale e per costruirsi una fama tale da poter avviare un negozio. Per quest’ultimo basta una superficie minima di 50 metri quadri. Non sono necessarie attrezzature particolari, a parte il lavandino ed il banco dove creare le composizioni. Ai fiori veri si possono abbinare anche fiori finti, realizzati usando pezzi di stoffe e tessuti particolari. Si tratta di idee originali, molto richieste dai clienti nei periodi estivi, quando i fiori veri si seccano troppo presto.

Altre fonti dei dati:

http://www.ilcommerciale.com/aprire_un_vivaio.htm

http://it.ewrite.us/come-aprire-un-negozio-di-fiori-44719.html

http://www.comune.arezzo.it/retecivica/URP/URP.nsf/PESDocumentID/21C03490BF985620C1256BD500216AC2?opendocument&FROM=grcltr3

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/lutetia/2450436978/

http://www.flickr.com/photos/10276398@N02/2124742092

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