Aprire un negozio di piante e fiori. Terza parte.

agosto 4, 2010 | Fare impresa

A differenza del negozio di vendita di piante e fiori, che si configura come attività commerciale, il vivaio è classificato come attività agricola. Infatti, con questo termine si definisce un’azienda agricola dove vengono coltivate piante da destinare alla vendita.

AVVIARE UN VIVAIO

Per avviare un vivaio, servono una superficie coltivabile, le piantine, le serre, concimi e macchinari. Per quanto riguarda la formazione basta un diploma di tecnico agrario , oppure si può attingere alle lauree che abbiamo indicato nella scorsa puntata del nostro reportage. Il vantaggio di aprire un vivaio, rispetto ad un semplice negozio di piante e fiori, sta anzitutto nella possibilità di fruire di contributi e finanziamenti europei destinati alle attività agricole, si tratta dei cosiddetti fondi di sviluppo rurale che prevedono incentivi e contributi a fondo perduto per titolari di imprese agricole che non hanno ancora compiuto 40 anni. I finanziamenti in corso, fanno parte del FEASR 2007 -2013 e vengono erogati dalle regioni che è opportuno consultare per ottenere maggiori informazioni sui bandi, sulle scadenze e sull’ammontare dei contributi concessi. Il finanziamento sarà infatti rapportato all’investimento realizzato per mettere su l’attività. Ma dove è possibile trovare le indispensabili attrezzature da lavoro e soprattutto quanto costano? Lo capiremo a poco a poco. Intanto per coltivare piante serve un terreno adatto. Chi ha studiato Agraria o Botanica, lo saprà. Ma vogliamo presentarvi una breve descrizione dei terreni adatti all’attività di florovivaismo. In genere,on il terreno concimato è adatto a tutte le tipologie di piante, escluse quelle acidofile che sono tra le più belle perché generano le specie di fiori più incantevoli e cioè camelie, azalee, rododendri, ortensie, magnolie. Scegliere, dunque, il terreno giusto, permette di ottenere piante e fiori di elevata qualità e facilmente rivendibili. Conoscendoli, si possono anche ricavare tipologie di terra da usare per concimare il terreno su cui coltivare piante e fiori di alta qualità. I terreni poco adatti alla coltivazione di piante e fiori sono quelli calcarei, quelli definiti “ forti”, cioè ricchi di argilla e creta di colore chiaro e quelli “leggeri” ricchi di argilla e creta di colore scuro. Adatte a coltivare piante e fiori sono, invece, la terra di castagno, ricca di residui legnosi ed ideale per azalee, camelie, rododendri; la terra di bosco, ricca di residui organici come foglie, rami secchi ed adatta per coltivare garofani e ciclamini; la terra di foglie che si trova nei pressi dei boschi ed è ricca di foglie morte, cioè di composti organici che la rendono adatta alla coltivazione di qualsiasi tipo di pianta; la terra di sfagno che è composta da una sostanza con questo nome. Si tratta di un tipo di muschio in decomposizione, e dunque, molto concimato, ideale per coltivare orchidee e felci. Infine abbiamo la torba, la terra maggiormente usata dai vivai, composta di argilla e fango, si trova in zone paludose ed è adatta per la coltivazione di piante da interni. Prima di acquistare la superficie terriera, bisogna perciò chiedere tutte le informazioni sulla sua composizione e qualità.

APRIRE UN VIVAIO : I TERRENI

La superficie minima per aprire un vivaio è di 3 mila metri quadri. Le quotazioni al metro quadro dei terreni agricoli sono inferiori rispetto a quelli edificabili e variano da regione a regione, ma con una somma compresa tra 15 e 20 mila euro si possono facilmente acquistare. Questa è la prima voce di spesa. Sul terreno andremo a mettere circa 5300 mila piantine per una spesa di 6 mila euro. Se l’acquisto del terreno diventa una spesa troppo difficile da sostenere si può optare per l’affitto. Anche in questo caso i canoni variano per tipologia di terreno, per destinazione d’uso e per zona. Date un’occhiata a questo link

http://www.subito.it/annunci-sicilia-italia/affitto/terreni-e-rustici/?th=1 vedrete che ci sono terreni che si affittano a 300, 500 euro mensili, altri a 1800, ma si tratta talvolta di dimensioni superiori a quelli di un vivaio. Ideale sarebbe non spendere più di 3 mila euro annui per il canone di locazione della superficie coltivabile. La serra è l’ impianto per la coltivazione di piante, fiori e frutti in ambiente coperto. Si tratta di strutture climatizzate che proteggono le piante dagli agenti atmosferici e dove vengono artificialmente ricreate le condizioni climatiche adatte alla maturazione dei prodotti flororticoli. Esistono ditte specializzate nella produzione ed installazione di serre, una è visionabile a questo link: http://www.auroraserre.it/home.html. I costi variano in base al tipo di serra e per conoscere quelle più adatte al florovivaismo ed i relativi costi, meglio contattare le aziende produttrici. Noi possiamo solo riportare un valore apparso su un forum web e cioè che una serra può costare tra 7 e 10 euro euro al mq . Quindi il costo per una superficie di 3 mila metri quadri si aggirerebbe intorno ai 30 mila euro. Continua.

Fonti dei dati:

http://www.ilcommerciale.com/aprire_un_vivaio.htm

http://www.vivaiogirasole.it/2009/03/19/tipologie-di-terreno-per-florovivaismo/

http://www.vivaioclorofilla.it/html/pianteacidofile.htm

http://www.forumdiagraria.org/orticoltura-f42/il-costo-di-una-serra-e-le-tipologie-t2827.html

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/32179765@N00/2224531172

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:DSC04846_Istanbul_-_Vivaio_a_Ey%C3%BCp_-_Foto_G._Dall%27Orto_30-5-2006.jpg

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