Aprire un’erboristeria. Seconda parte.

agosto 2, 2010 | Fare impresa



Anche la distribuzione delle erboristerie che vendono on line, si presenta piuttosto omogenea sul territorio nazionale e sulle piattaforme web. Di solito si tratta di erboristerie che vendono prodotti attraverso un negozio aperto al pubblico e che usano la modalità di vendita on line per ampliare il giro d’affari o per evitare gli spostamenti di una clientela già fidelizzata. Appresa una breve panoramica sulla distribuzione della concorrenza, passiamo ad esaminare i requisiti che bisogna possedere per avviare il negozio erboristico vero e proprio.

APRIRE UN’ERBORISTERIA : LE NORMATIVE

Nella prima parte del nostro reportage dicevamo che titolare dell’erboristeria può essere l’erborista. Venditori di erbe non si nasce, dunque, ma si diventa. Attualmente le normative disciplinano chiaramente la formazione posseduta da chi vuole diventare erborista. Quest’ultimo è colui che si occupa di preparare, miscelare e vendere al dettaglio prodotti a base di erbe. Può essere titolare di un’erboristeria, ma anche dipendente. Il titolo di studio per diventare erborista è la laurea in Tecniche Erboristiche. Questo corso di laurea, di durata triennale, viene attivato presso le facoltà di Farmacia delle Università. E’ probabile che possiate frequentarlo anche presso l’Ateneo della vostra provincia di residenza. Indispensabile è anche l’aggiornamento professionale, offerto dalle principali associazioni di categoria. In questo articolo ricordiamo la Fei. Federazione Erboristi Italiani, aderente a Confcommercio; l’Unerbe, Unione Nazionale Erboristi, aderente a Confesercenti; Anfe, Associazione Nazionale Farmacisti Erboristi; Associazione Tecnici Erboristi; FnFe, Federazione Nazionale Farmacisti Erboristi Parafarmacia. Associandosi ad una di queste realtà, si potrà ottenere assistenza ed informazione sull’attività dell’erborista che può prestare la sua opera non solo all’interno di un’erboristeria, ma anche nelle farmacie e parafarmacie. Le organizzazioni di categoria, nei loro siti, fanno notare che ancora oggi non esiste una definizione univoca di erborista e di prodotto erboristico, situazione che ha portato a diverse interpretazioni e norme locali che disciplinano l’apertura dell’attività di erboristeria. Intanto, bisogna prestare molta attenzione al ruolo dell’erborista che raggruppa diverse funzioni simili al farmacista o a quelli degli operatori della parafarmacia. L’erborista può miscelare e vendere prodotti erboristici cioè erbe officinali, non farmaci. Ecco perché gli aderenti alla categoria chiedono una maggiore definizione del ruolo, delle competenze e delle esperienze dell’erborista. Alcuni hanno, perciò, scelto di laurearsi anche in Farmacia, iscrivendosi all’apposito Ordine, per gestire l’attività con competenze farmaceutiche magari avviando una parafarmacia dove si possono vendere medicinali e prodotti erboristici.

APRIRE UN’ERBORISTERIA : COSA FARE

I passaggi burocratici che disciplinano l’apertura del negozio di vendita al dettaglio di prodotti erboristici ( questa è la definizione di erboristeria), variano da comune a comune ed è bene informarsi di persona con i competenti uffici comunali del proprio paese di residenza. Le norme stabiliscono che chi produce e miscela erbe officinali debba possedere una laurea apposita ( non solo in Tecniche Erboristiche, ma anche Farmacia; Chimica, Tecnologia Farmaceutica, o diploma di specializzazione in Scienza e Tecnica delle Piante Officinali, quest’ultimo conseguibile presso le facoltà universitarie di Agraria). Se ci si occupa di vendere prodotti erboristici già confezionati, l’attività rientra nella vendita al dettaglio e bisogna seguire le procedure previste per il commercio al dettaglio. Prima della Riforma del Commercio bisognava iscriversi al Rec, poi abolito e sostituito da apposito corso di formazione da seguire presso la Camera di Commercio per l’attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande. Dopo l’apertura della partita Iva e per l’iscrizione al Registro delle Imprese, bisogna presentare una dichiarazione che attesti il possesso dei requisiti morali ( quelli previsti per i pubblici concorsi), se i prodotti erboristici venduti vengono considerati non alimentari. Se, al contrario, vengono considerati prodotti alimentari, per avviare l’erboristeria bisogna possedere anche i requisiti professionali previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo 114/98, ovvero aver frequentato un corso regionale abilitante nel settore alimentare o aver svolto per due anni attività di vendita all’ingrosso o al dettaglio di prodotti alimentari, in proprio, in qualità di dipendente o coadiutore familiare. Molte erboristerie, per ampliare il fatturato, hanno abbinato anche la vendita di integratori alimentari naturali, ( cioè a base di erbe) o di alimenti, come il miele, per cui devono attenersi alle procedure previste per la vendita di prodotti alimentari al dettaglio. Esistono anche altri tipi di integratori alimentari, ma si tratta di farmaci, senza obbligo di ricetta, cioè farmaci da banco, che vanno venduti solo nelle farmacie o parafarmacie. Segue…

Fonti dei dati:

http://www.professioni.info/POVOL/1366.htm

http://www.galenotech.org/erborist/guida.htm

http://www.gazzettadellavoro.com/come-aprire-unerboristeria/13873/

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/barbarina/241308217/

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Honey_(Italian-miele)_in_a_jar.jpg

Articoli correlati:

Altri articoli :