Aprire un’erboristeria. Terza parte.

agosto 9, 2010 | Fare impresa

Benvenuti al terzo appuntamento con il reportage dedicato ad avviare un’erboristeria. Nella puntata precedente, abbiamo esaminato i percorsi formativi e burocratici che portano all’apertura del punto vendita. Dicevamo che esistono delle sottigliezze giuridiche che disciplinano in maniera diversa il ruolo del venditore di prodotti erboristici con quello dell’erborista vero e proprio e che ogni comune applica proprie norme interpretative sulla classificazione delle erbe come prodotti alimentari e non alimentari.

APRIRE UNA ERBORISTERIA: L’ATTIVITA’

La sottigliezza a cui facevamo riferimento, ci permette di parlare anche delle modalità di incremento del business di un’erboristeria, perché per vendere, gli imprenditori le studiano proprio tutte. L’attività classica dell’erboristeria, oltre alla preparazione di erbe, miscele e tisane, da parte dell’erborista qualificato, è tradizionalmente abbinata alla vendita di prodotti salutistici preconfezionati, i cosiddetti healt food stores, che se qualificati come prodotti alimentari comportano l’avvio dell’attività commerciale secondo queste procedure: partita Iva, Camera di Commercio e richiesta della licenza al Comune, con dichiarazione del possesso dei requisiti morali e professionali. Il Comune, dopo aver appurato il possesso di questi requisiti, provvederà al rilascio della licenza o autorizzazione. Si può ottenere la licenza di vendita per prodotti alimentari confezionati e cosmetici o direttamente la licenza di vendita per prodotti erboristici confezionati. Se il titolare dell’erboristeria è un farmacista, si può abbinare alla vendita dei prodotti sopracitati, anche quella dei farmaci di banco, consentita con la legge 248/2006 sulle liberalizzazioni che introduce la vendita dei farmaci da banco all’interno di esercizi commerciali dotati di apposito reparto, con la presenza di un farmacista abilitato ed iscritto all’Ordine. L’investimento da sostenere, in quest’ultimo caso, sarà più consistente.

APRIRE UNA ERBORISTERIA : IL NEGOZIO

Ma prima di parlare di quanti soldini si debbono spendere per mettere su un’erboristeria, concentriamoci sulle caratteristiche e sulle dimensioni ideali della location. La superficie minima è di circa 35 metri quadri, con numero medio di occupati pari a 2,. Il negozio deve essere situato in località con bacino di utenza di almeno 20 mila abitanti, quindi bisogna immaginare la cosa in proporzione. Se nella vostra città esistono già due erboristerie ed il bacino di utenti è di 40 mila abitanti, il mercato è già saturo e vi conviene spostare l’idea in un centro vicino senza concorrenti e con numero di residenti pari al bacino minino di utenti indicato. Il negozio deve essere situato in un’area servita da parcheggi e con ampie vie di passaggio. Alcuni, per avere la certezza di realizzare un fatturato, scelgono di aprire all’interno di grandi centri commerciali. I prodotti venduti sono a scopo salutistico, ma anche cosmetico, oltre ad articoli da regalo, come profumi, saponette, sali da bagno, trousse, tutti rigorosamente a base di prodotti naturali. Altre strategie di incremento del fatturato, sono la vendita di alimenti biologici confezionati, ma all’interno dei centri commerciali esistono anche punti vendita di alimenti biologici, che sembrano costituire una categoria merceologica a parte ed in effetti, per non confondere i clienti, nel caso dell’erboristeria diversificare è utile, ma non troppo. Se decidete di farlo, seguite un percorso coerente e cioè vendete prodotti salutistici, cosmetici ed articoli da regalare, realizzati con erbe. Diversificare le categorie merceologiche, infatti, fa crescere anche le dimensioni minime della location, se 35 metri quadri servono per vendere solo prodotti cosmetici, abbinare anche tisane e articoli da regalo, fa raddoppiare la superficie necessaria. Se, prima di avviare l’attività, siete anche diventati erboristi, ed avete voglia di implementare un laboratorio dove creare tisane e miscele di erbe officinali, allora la superficie sarà ancora maggiore.

APRIRE UNA ERBORISTERIA : ALTRE CONSIDERAZIONI

Creare un laboratorio erboristico, assieme alla vendita di prodotti preconfezionati, è un’idea sicuramente più dispendiosa del semplice punto vendita, ma non meno remunerativa. Proporre la vendita del prodotto direttamente al consumatore, riduce i costi di produzione e trasporto del prodotto finito, fidelizza la clientela e permette di sperimentarvi anche come fornitori di altre erboristerie. In questo caso un bel sito web dove si specifica chiaramente la produzione di prodotti erboristici, può rappresentare un buon metodo di vendita on line, cercando clienti tra le varie erboristerie presenti nel territorio nazionale ed internazionale. L’attività a regime, permette introiti di 300 mila euro annui. L’investimento minimo da sostenere per avviare un’erboristeria con le caratteristiche minime descritte, si aggira sui 30 mila euro. Dimensioni più grandi della location, laboratorio annesso, fanno raddoppiare l’investimento che può superare anche i 100 mila euro. Nella puntata successiva, vedremo quali attrezzature sono necessarie per implementare un laboratorio erboristico, in modo da avere una prima idea del piano dei costi e degli investimenti necessari. Seguiteci.

Fonti di alcuni dati:

http://www.galenotech.org/licenza.htm

http://www.medicalbi.com/template/index.php?link=franchising

http://www.edentitycoach.com/2009/07/04/aprire-una-erboristeria-in-franchising-con-l-erborario/

http://www.aprireinfranchising.it/franchising-erboristerie-profumerie

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/globetrotter1937/185331839/

http://www.flickr.com/photos/dinesh_valke/1655002816/

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