Aprire un club privè. Quarta parte

settembre 16, 2010 | Fare impresa

Riprendiamo a parlare della creazione di un club privè, soffermandoci in questo seguito, sulle peculiarità che avevamo citato nella scorsa puntata: location ideale del circolo e vantaggi fiscali. Iniziamo la trattazione con il primo aspetto: la location, o meglio la localizzazione della struttura. Si dice in giro che quella dei club privè sia un’attività in piena espansione, ma è pur vero che ne esistono molti sparsi sul territorio nazionale ed estero.

APRIRE UN CLUB PRIVE’ : LA SEDE

Il segreto del successo di un circolo privat,o sta pertanto nel saper creare servizi innovativi e nel saper scegliere il luogo giusto. Lo scopo principale dell’attività deve essere quello di favorire l’incontro e la socializzazione tra i soci, dunque una location turistica, attrezzata di piscina, potrebbe fare la differenza. Da escludere i piccoli centri urbani, meglio quelli medio-grandi e le zone a forte attrattiva e presenza turistica. Un circolo privato in una zona di mare a cui abbinare servizi di ristorazione e discoteca, oppure piscina, sarebbe l’ideale. Certo, più la zona è gettonata e più i costi salgono, ma per abbatterli vi rimandiamo a quanto detto nella terza parte del nostro reportage. Il circolo privato gode anche di vantaggi fiscali, poiché rientra nello status giuridico dell’Associazione.

APRIRE UN CLUB PRIVE’ : COSTITUIRE UN’ASSOCIAZIONE

Costituire un’associazione, non costa molto, a parte l’atto costitutivo redatto dal notaio, diciamo che per il resto lo si può fare a costo zero. Nella sua specifica natura, il circolo privato si può definire come un’associazione di promozione sociale e le norme relative ai benefici fiscali, sono proprio quelle afferenti a questa particolare tipologia di società. Le Associazioni di Promozione Sociale, ( Aps) in realtà sono associazioni di volontariato e sono soggette agli stessi benefici fiscali delle Onlus. Il circolo privato non è proprio un centro di volontariato, ma un luogo che persegue un obiettivo comune tra i soci. Rientrano nella categoria delle Aps anche i movimenti e le federazioni, ad esempio sindacati e partiti. Questo tipo di associazione può prevedere una remunerazione per i propri soci, pur non avendo fini commerciali e può non porre limiti al numero di associati. Dunque un circolo privato che voglia ampliare il suo “giro” di utenti, deve e può far tesserare un numero illimitato di soci. Rientrando in queste caratteristiche, può beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall’articolo 20 della legge 383/2000. La legge prevede che un Aps possa ricevere donazioni libere e lasciti testamentari non sottoposti a tassazione. Le Aps possono beneficiare di prestiti agevolati, ma per ottenere tutti questi benefici devono essere iscritti in appositi registri che ne attestano la natura associazionistica.

APRIRE UN CLUB PRIVE’ : LE NORMATIVE

Un’altra norma che istituisce le agevolazioni fiscali è la 398/91 che regola la disciplina tributaria per gli enti no-profit e le associazioni sportive dilettantistiche, norme valide anche per i circoli privati. Le somme e le quote associative versate dai soci non sono tassabili. Mentre restano tassabili le quote supplementari che i soci versano per prestazioni di beni e di servizi. Ma anche in questo caso, se il pagamento delle quote supplementari a fronte di cessione di beni e servizi avviene per motivi espressamente indicati dalla legge, si può beneficiare di esenzioni fiscali. L’esenzione dalle imposte per i pagamenti supplettivi degli associati scatta, se questi rientrano nell’attuazione degli scopi istituzionali, dunque pagamenti per serate a tema per favorire la socializzazione e l’incontro ( previste nello statuto), corsi, eventi sportivi, organizzazioni di viaggi. Restano tassabili e considerate attività commerciali le seguenti prestazioni: Cessione di beni nuovi prodotti per la vendita, erogazione acqua, gas, energia elettrica, vapore; gestione fiere ed esposizioni; Servizi portuali ed aeroportuali; Pubblicità commerciale; Telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari. L’esenzione e la definizione di attività non commerciale, riguarda però solo l’imposta sui redditi. Ai fini Iva, tutte le prestazioni effettuate si intendono attività commerciali. Speriamo che con questa trattazione sugli aspetti fiscali e normativi, sia più chiaro come creare un circolo privato. Noi vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo reportage con un nuovo argomento dedicato alla creazione di impresa. Seguiteci…

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.freefoto.com/preview/806-26-8617?ffid=806-26-8617

http://www.flickr.com/photos/79763778@N00/2904398575

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