Come aprire un negozio dell’usato. Prima parte.

settembre 20, 2010 | Fare impresa

Gli anni legati allo spaventoso dilagare della crisi economica, hanno drasticamente ridotto i consumi ed i risparmi delle famiglie, che nelle loro spese sono diventate più attente ed oculate puntando a risparmiare su oggetti e beni non di primissima necessità, ma comunque necessari, come i libri di scuola per i figli, elettronica di consumo, abbigliamento. La tendenza al risparmio ha permesso di alimentare il nuovo business di cui ci accingiamo a parlare in questo reportage dedicato a fare impresa: i negozi dell’usato.

APRIRE UN NEGOZIO DELL’USATO : PRESENTAZIONE

Con questo termine, si intendono punti vendita dedicati alla commercializzazione di oggetti precedentemente usati ed in buone condizioni, come abiti, libri, elettronica, oggettistica per la casa. Non sempre i punti vendita, trattano tutti insieme questo tipo di prodotti, spesso lo fanno separatamente specializzandosi in particolari settori, quali l’abbigliamento o i libri di testo. Questi due particolari settori, stanno alimentando, da qualche anno, i cosiddetti mercatini dell’usato, postazioni spesso mobili che i commercianti allestiscono nei mercati più noti di alcune aree metropolitane, notissimi sono, infatti, i mercatini di Porta Portese, a Roma. Noi vogliamo, invece, puntare alla disamina di punti vendita sia fissi che mobili, in grado di trattare anche la vendita di altri oggetti usati, come, appunto, l’elettronica di consumo o oggettistica per la casa. Nulla vieta al commerciante o aspirante tale, di allestire un negozio che si potrebbe configurare come un vero e proprio centro commerciale di vendita di cose usate. Sarebbe un’idea pensata molto alla grande, ma non da disdegnare, per la possibilità di creare un marchio unico in grado di fidelizzare il maggior numero possibile di clienti.

APRIRE UN NEGOZIO DELL’USATO : I VARI SETTORI

Il settore dell’abbigliamento usato, è quello che ha riscosso il maggior interesse dei consumatori, grazie anche alla tendenza vintage, cioè all’abitudine ormai consolidata di vendere capi di ottima fattura già usati o indossati in anni precedenti. Il mercato dell’usato, alimenta tante tipologie e possibilità di vendita, ovvero la commercializzazione tradizionale, in sede fissa o mobile e la vendita on line, tramite piattaforme di e-commerce personalizzate e la vendita on line tramite piattaforme di intermediazione commerciale, la più nota, lo saprete, è Ebay. Per evitare di accanirci mettendo assieme concetti tra loro, comunque, molto diversi, inizieremo ad esaminare la creazione di un negozio di oggetti usati, dal punto di vista tradizionale, per dedicare, nel corso della nostra trattazione a puntate, uno specifico articolo alla vendita on line di oggetti usati. Prima di pensare ad aprire tale negozio, bisogna rendersi conto della situazione del mercato e della distribuzione della concorrenza.

APRIRE UN NEGOZIO DI OGGETTI USATI : IL MERCATO

Sul primo punto, possiamo dire con assoluta certezza che il mercato c’è, esiste, non si trova persona benestante o meno che non sia allettata dall’idea di comprare un oggetto usato tenuto in buone condizioni e con un’elevata qualità, pagandolo ad un prezzo inferiore rispetto al corrispondente oggetto nuovo. La vendita di oggetti usati può essere abbinata anche all’attività artigianale di riparazione della stessa merce non più nuova, pensiamo al caso dell’abbigliamento, si riciclano vestiti usati per ripararli , rammendarli o reinventarli e reimmetterli nei circuiti di vendita al pubblico. Nella creazione di un negozio di oggetti usati, specie se ci si deve confrontare con una concorrenza elevata, bisognerà pensare a diversificare la merce abbinando servizi innovativi e dunque se il vicino vende libri usati, l’altro venderà vestiti o elettronica, se i settori sono entrambi saturi si offrirà anche un servizio di riparazione della merce o si creerà un punto vendita multifunzionale dove esistono appositi reparti adibiti a determinate categorie di prodotti usati. Intanto cerchiamo di scoprire come stanno le cose, proprio dal punto di vista della concorrenza. Le ricerche sulla chiave “ negozi oggetti usati” solo in lingua italiana, restituiscono oltre 12 milioni di risultati. Mentre la voce “mercatino dell’usato”, restituisce risultati meno spaventosi e cioè 329 mila. Con questo termine si intendono dei luoghi dove gli utenti possono conferire oggetti che non usano più per permetterne l’acquisto a consumatori interessati. Nelle vetrine di questi negozi si trova di tutto, dall’orsetto di peluche, all’orologio da parete, al mappamondo, al mobile da salotto. Passando al settore dei mercatini di libri scolastici usati, il web restituisce circa 72 mila risultati. La chiave “mercatino vestiti usati” restituisce, invece, poco più di 25 mila risultati; mentre cambiando la parola “vestiti”, con “abiti”, saliamo a 88 mila risultati. I mercatini che si occupano di vendere l’usato nel settore dell’elettronica, sono, invece, 384 mila. Insomma l’usato vende e si vede. Grazie ai suggerimenti dei motori di ricerca che ci dicono in anticipo cosa cercano gli utenti, appaiono nel menu di ricerca anche le voci “ mercatino usato Bologna, Roma, Torino, Legnano, Milano, Rimini, Cesena, Genova, Verona. Significa che i mercatini dell’usato sono maggiormente ricercati in queste città. Le ricerche specifiche per città restituiscono tra 200 e 400 mila risultati. Continua…

Fonti Immagine:

http://www.flickr.com/photos/dani3l3/2304089509/

http://www.flickr.com/photos/elisabetta_81/2345472972/

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