Avviare un laboratorio artigianale. Seconda parte

settembre 27, 2010 | Fare impresa

Riprendiamo a parlare di come realizzare un laboratorio artigianale di oggettistica, anzi di come realizzarlo in maniera concreta e reale. Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando, ci rifaremo a dei casi tipici. Nella prima parte, abbiamo detto che gli elementi indispensabili per iniziare a mettere su l’attività sono il talento e la passione, abbinati ad un idoneo percorso di formazione per imparare a lavorare i materiali da usare nella creazione degli oggetti.

APRIRE UN LABORATORIO ARTIGIANO : COME INIZIARE

In realtà la formazione non è indispensabile per avviare un laboratorio artigianale, “burocraticamente” parlando è indispensabile l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane, per ottenere la qualifica omonima e nel mondo sono tantissimi gli Artigiani che hanno imparato il mestiere della lavorazione artigianale da semplici autodidatti. E’ il caso della storia raccontata nel sito MarcellinaAr, che espone i lavori delle creazioni artigianali di Marcellina Milani, artigiana autodidatta della provincia di Grosseto che esercita l’attività nella splendida cornice paesaggistica dell’Isola del Giglio. Il laboratorio artigianale MarcellinaArt www.marcellinaart.it lavora pezzi unici in perfetto stile Made in Italy, ricavati da vetro riciclato da oggetti rotti o danneggiati, dalla terracotta, da pietre naturali come l’ametista. Dal recupero del vetro, Marcellina Milani ricava centrotavola, lampadari, oggetti vari come posacenere, ciotole, portacandele. Dal vetro si ricavano anche mosaici, dal cotto piatti e vasellame., dall’ametista e dall’agata si ricavano gioielli e preziosi come anelli, bracciali, collane. Il laboratorio esegue lavori anche su ordinazione e sfrutta la potenza del web e farsi conoscere ad un vasto pubblico di clienti. Noi per primi abbiamo visitato il sito della creatrice Marcellina, durante il lavoro di documentazione e ricerca propedeutico alla realizzazione del nostro reportage e ne siamo rimasti talmente colpiti che abbiamo chiesto alla titolare di autorizzarci a citare il suo sito nel nostro articolo. Lo abbiamo fatto pensando che un esempio concreto potesse rendere più chiari i contorni che portano alla creazione di un progetto di impresa in questo settore.

APRIRE UN LABORATORIO ARTIGIANO : VENDERE I PROPRI PRODOTTI

Quindi, un laboratorio artigianale, per vendere, può avere molte strade: negozio aperto al pubblico, quindi il laboratorio sarà, al tempo stesso, produttore e venditore all’ingrosso o al dettaglio e il web. Questo può essere o un proprio sito o, almeno all’inizio, una piattaforma di intermediazione commerciale come Ebay. La prassi burocratica per qualificare il laboratorio artigianale sarà il percorso previsto per qualsiasi tipo di attività di impresa: Partita Iva, iscrizione al Registro Imprese, presso la Camera di Commercio, Iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane, dichiarazione per l’esercizio del Commercio all’Ingrosso, Dichiarazione Inizio attività da presentare allo Sportello Attività Produttive del Comune. L’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane, permette all’impresa Artigiana di aprire la propria posizione previdenziale presso l’Inps. Quella dei contributi, Inps è forse la voce di costo più onerosa delle imprese artigiane. Si tratta di una spesa ( obbligatoria) di circa 239 euro al mese per redditi minimi di 14 mila euro. Se il reddito dovesse salire, ad esempio, a 70 mila euro e fino a poco più di 92 mila, la spesa mensile per i contributi artigiani sarebbe di 1200 euro. L’investimento per mettere su un laboratorio artigianale varia moltissimo da caso a caso e dipende dai materiali usati, dal tipo di lavorazione necessaria a forgiare i prodotti. In caso di materiali da modellare e decorare a mano, l’investimento sarà davvero irrisorio a parte qualche utensile. Irrisorio è anche nel caso di realizzazione a mano di ricami e corredi. I costi salgono quando la lavorazione artigianale diventa anche semi industriale e cioè quando per ricavare oggetti e bomboniere, la materia prima deve essere tagliata tramite lame e forgiata tramite forni ad elevata temperatura. E’ il caso della lavorazione della ceramica, del marmo e dei cristalli che richiedono l’utilizzo di forni ad altissime temperature e di macchine tagliatrici. In queste situazioni, l’investimento, compreso di locali ed attrezzi, può aggirarsi anche intorno ai 150 mila euro. Un artigiano munito di passione e buona volontà può iniziare a lavorare i suoi oggetti anche da casa, se si tratta di oggetti modellabili e mano e senza particolari esigenze di utilizzo di macchinari Succede per la bijotteria o i gioielli in perle o pietre preziose con cui si possono creare anelli, orecchini, bracciali. In questo caso il costo da sopportare per l’investimento sarà quello della materia prima: le perline, i fil di ferro, le pietre preziose da usare per la creazione dei gioielli. Seguiteci per saperne di più.

Altre fonti dei dati:

http://www.collevilca.it/vilca/cristallo.htm

www.oldstarnet.unioncamere.it

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://picasaweb.google.com/lh/photo/BpAGK2fddTdBTYBGct8bMw

http://www.flickr.com/photos/8544904@N07/3331593455

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