Aprire un negozio dell’usato. Seconda parte.

ottobre 4, 2010 | Fare impresa

Il business dei negozi che vendono merce usata, sembra essere in continua crescita. Lo scorso anno, i “mercatini dell’usato” contavano 2 mila unità, ma come abbiamo avuto modo di notare, nella prima parte del nostro reportage, le voci relative al settore, via web restituiscono centinaia di migliaia di risultati.

UN NEGOZIO DI PRODOTTI USATI: LA FORMAZIONE

I requisiti personali per vendere merce usata, sono anzitutto la passione per il commercio, ovvero una spiccata attitudine alla vendita, buone doti relazionali e capacità comunicative, oltre alla voglia ed alla pazienza di svolgere un lavoro che impegna almeno 8 ore al giorno da lunedì a sabato e forse anche le domeniche dei periodi festivi, in cui si effettuano vendite straordinarie. Per lavorare nella vendita di prodotti usati, non serve una formazione particolare, basta un diploma di scuola superiore. Molte aziende, offrono stage e tirocini per coloro che vengono assunti come apprendisti nel settore del commercio e della vendita al dettaglio. Quella del commerciante, infatti, è una formazione che inizia sul campo e fin dalla più giovane età, ma in ogni caso, se ritenete di possedere i requisiti di cui abbiamo appena parlato, potete avviare l’attività senza pensare al dato anagrafico. Un discorso a parte merita la formazione per vendere oggetti usati in Rete. Allo stato attuale questo tipo di formazione è ormai quasi obbligatoria, ma ce ne occuperemo più avanti, nel corso di una puntata dedicata proprio all’e-commerce di prodotti usati. Intanto cominceremo a focalizzare l’attenzione sulla procedura burocratica e sugli investimenti necessari ad avviare un punto vendita di oggetti usati in forma tradizionale. L’attività, non richiede grossi investimenti, si tratta, infatti, di una modalità di commercio in conto vendita, in cui il titolare si impegna a vendere prodotti usati per conto del proprietario.

APRIRE UN NEGOZIO DELL’USATO : L’ATTIVITA’

Più che come attività commerciale, il negozio di merce usata si identifica con l’intermediazione per conto terzi, quindi si tratta in realtà di un’agenzia d’affari. Le agenzie di questo tipo, assumono la trattazione di affari altrui tramite un contratto di mandato. Nel caso del negozio di merce usata, che chiameremo specificatamente “mercatino dell’usato”, il titolare accetta, con il contratto, di vendere la merce affidatagli dal proprietario, dietro compenso, ovvero una parte del ricavato della vendita. Questa attività comporta dei ridotti costi di investimento iniziale perché non vi è la necessità di acquistare la merce da rivendere. La spesa per l’avvio sarà legata al locale, alla sua ristrutturazione, agli eventuali canoni di locazione, alle utenze, alle spese burocratiche ed alle imposte tipiche di qualsiasi attività di impresa. Vediamo nel dettaglio cosa bisogna fare per mettere su un “mercatino dell’usato”.

APRIRE UN NEGOZIO DELL’USATO : I PERMESSI

Trattandosi di un’attività qualificata come agenzia d’affari conto terzi, in passato era necessario ottenere la licenza della Questura, oggi, con le nuove norme ( legge 241/90) basta presentare una Dichiarazione di Inizio Attività allo SUAP ( Sportello Unico Attività Produttive) del Comune dove l’attività avrà sede. Alla Dichiarazione di Inizio Attività ( DIA) vanno allegati la planimetria dei locali dove ha sede l’esercizio; copia del contratto di affitto; certificato di agibilità dei locali; certificato di prevenzione incendi se l’immobile supera i 400 metri quadri; tabella delle operazioni e delle tariffe o provvigioni che si intendono applicare; registro delle operazioni, da vidimare. Se dopo 30 giorni dalla DIA, il Comune non invierà nessuna comunicazione o verifica, l’attività potrà proseguire senza ulteriori procedure burocratiche, a parte l’apertura della partita Iva e l’iscrizione alla Camera di Commercio, obbligatorie per qualsiasi attività di impresa. Nella scelta dei locali, bisognerà individuare quelli che hanno come destinazione d’uso le attività commerciali e di servizi, per cui si dovrà verificare, tramite il Piano Regolatore Comunale se i locali rientrano nella destinazione urbanistica prevista dall’ente e se si possono effettuare le eventuali modifiche per cambiare la destinazione d’uso dell’immobile senza violare alcun regolamento urbanistico. Nel caso fosse possibile, l’incaricato della variazione sarà un ingegnere, architetto o geometra abilitato. La stessa dovrà essere registrata all’Agenzia del Territorio ( Catasto). Le dimensioni del locale da adibire a mercatino dell’usato dipendono dal settore merceologico che si intende vendere, nel caso di telefonia, libri o pc, le dimensioni sono le classiche del negozio, minimo 40 metri quadri. Se tra la merce usata si decide di vendere anche mobili, come divani o armadi, allora le dimensioni diventano più ampie, anche superiori a 100 metri quadri. Per gestire e contabilizzare gli ordini di vendita, serve un pc con software apposito, di cui parleremo nelle prossime puntate. Seguiteci…

Fonte di alcuni dati:

http://www.prontoazienda.com/aprire-attivita/come-fare-per-aprire-un-mercatino-dellusato/

Rosalba Mancuso

Fonte immagini:

http://www.flickr.com/photos/holdme_s/3415033597/sizes/m/

http://www.flickr.com/photos/holdme_s/3415837154/

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