Aprire un’enoteca.

novembre 4, 2010 | Fare impresa

Superata la fase della formazione, analizzata nella prima parte del nostro reportage, bisogna occuparsi di dove e come avviare l’attività di impresa denominata “enoteca”. E’ quello che tenteremo di dirvi in questa seconda puntata. L’enoteca, che si identifica come attività adibita alla vendita di vini, ma anche alla loro somministrazione al pubblico, in stile pub e ristorante, va avviata in centri a forte richiamo turistico, città o paesi con popolazione di almeno 20 mila abitanti.

APRIRE UN’ENOTECA : DOVE APRIRE?

Ma questi parametri da soli non bastano a garantire la riuscita dell’attività, all’interno dell’area geografica considerata, bisognerà valutare la distribuzione e la struttura della concorrenza. In questa sede cercheremo di capire prorpio come sono distribuiti i competitors sul territorio nazionale, distinguendo tra enoteche tradizionali ed enoteche di moderna concezione, definite, come sapete, con il termine di wine bar. Il termine “enoteca” produce circa 5 milioni di risultati ( sempre tramite i motori di ricerca), quindi la concorrenza è piuttosto nutrita a livello nazionale. Vediamo come va a livello regionale. La Lombardia presenta 342 mila risultati; 412 mila il Piemonte; 371 mila la Liguria; 304 mila la Valle D’Aosta; 415 mila il Trentino; 299 mila il Veneto; 445 mila l’Emilia Romagna; 375 mila la Toscana; 348 mila l’Umbria; 250 mila il Lazio; 367 mila le Marche; 296 mila la Basilicata; 374 mila la Campania; 364 mila la Puglia; 261 mila la Calabria; 291 mila la Sicilia; 333 mila la Sardegna. Se analizziamo la distribuzione delle enoteche per città capoluogo, Milano dà una presenza maggiore di enoteche rispetto a Torino e Firenze. Asti, ad esempio, che è rinomata per i suoi vini, ha una minore presenza di enoteche rispetto alle città prima elencate. Il Risultato si ribalta completamente in un capoluogo come Palermo dove il termine enoteche, genera 395 mila risultati. Quindi a prescindere dal dato nazionale, bisogna fare molta attenzione alla distribuzione della concorrenza nelle grandi aree metropolitane e città capoluogo. I numeri, nelle aree a forte attrazione turistica, si riducono notevolmente, cercando le parole “enoteca Capri” troviamo 79.300 risultati, sostituendo Capri con Taormina scendiamo a 38.400. Questi dati ci dicono che, forse, i maggiori spazi di mercato si presentano nelle aree a forte vocazione turistica, dove però bisogna collegare l’andamento dell’attività con i periodi di maggiore flusso di visitatori. I numeri maggiori delle città capoluogo ci fanno, invece, capire che: o i competitors sono abbastanza nutriti, o sanno promuoversi abbastanza bene a livello pubblicitario. Nelle città capoluogo si ha il vantaggio di lavorare tutto l’anno, senza aspettare l’incremento delle presenze turistiche.

APRIRE UN’ENOTECA : ALTRE FONTI DI GUADAGNO

Un’enoteca che vende solo vino, può, però operare in maniera del tutto produttiva ed innovativa, diventando cioè fornitrice non solo di clienti privati, ma di alberghi e ristoranti e anche di punti vendita della grande distribuzione, che allo stato attuale rappresentano la concorrenza più agguerrita di un’enoteca. In ogni attività di impresa, ricordate, vale il motto che il se il nemico non si può battere, bisogna farselo amico. In alcuni supermercati della Gdo, si è diffusa la moda di vendere vini attraverso un reparto enoteca gestito da sommelier professionisti. Quindi l’enoteca può essere avviata all’interno di centri commerciali per avere maggiori possibilità di incontro e di fidelizzazione con i clienti. Un’enoteca può vendere i propri vini anche on line. In tal caso le vendite saranno indirizzate ad una clientela altamente targhettizzata, amante del buon vino e disposta a spendere cifre che nel supermercato difficilmente spenderebbe. All’interno del centro commerciale, il gestore dell’enoteca potrà consigliare la clientela su vini dal prezzo medio tra 5 e 10 euro e su quelli dal prezzo più alto. Questi sono alcuni dei modi in cui si può rendere redditizia un’attività di enoteca che diventando distributrice di vini a terzi ( imprese e ristoranti) opera come una vera e propria cantina sociale.

APRIRE UN’ENOTECA : LA CANTINA

La cantina, a differenza del’enoteca, è un’azienda, di solito cooperativa, che si occupa della produzione e dell’imbottigliamento del vino, mentre l’enoteca si occupa della selezione e della vendita del vino stesso. Le due attività possono coesistere, se non è possibile farle coesistere, la cantina e le cantine sociali, rappresentano le fornitrici delle enoteche, la cui peculiarità è la vendita di vini particolarmente pregiati ed introvabili altrove, quindi, con un certo costo, molto ricercati dagli amanti del vino buono ed eccellente. Vendere esclusivamente vino con un costo particolarmente elevato, non può da solo garantire la redditività dell’impresa, almeno non all’inizio, ed abbinare diverse strategie di vendita, come quelle che abbiamo elencato possono favorire la messa a regime dell’attività, in tempi ragionevolmente più brevi. Nella prossima puntata esamineremo la distribuzione della concorrenza per quanto riguarda l’enoteca sotto forma di wine bar. Seguiteci.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

www.toso.it

www.cantinagraglia.it

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