Come aprire enoteca.

novembre 8, 2010 | Fare impresa

Come anticipato nella scorsa puntata, per conoscere esattamente gli spazi di mercato relativi alla buona riuscita di un’attività di enoteca, bisogna conoscere anche la distribuzione della concorrenza. Dopo aver esaminato la diffusione delle enoteche, cercheremo di capire quanto siano diffuse quelle denominate “wine bar Italia”.

APRIRE UN WINE BAR : IL MERCATO

I risultati delle ricerche restituiscono 258 mila risultati. Questo ha stimolato la nostra curiosità ( e speriamo che faccia altrettanto con la vostra), nel tentare di farci scoprire quanto i winebar siano diffusi all’estero, perché, sia chiaro, un’attività di impresa può essere avviata anche al di fuori dei confini nazionali ed a breve ci occuperemo anche di questo. Intanto, cominciamo a dare le prime “occhiate” sulla concorrenza all’estero. I winebar con la sigla UK( cioè United Kingdom- Regno Unito) restituiscono poco più di 169 mila risultati. La key winebar France dà 118 mila risultati, che salgono a 711 mila se al posto di France, mettiamo US. Questi dati fanno capire come la tendenza del wine bar sia prettamente americana, anche se la superficie degli Stati Uniti è superiore a quella di altri paesi anglosassoni. In Germania la voce winebar con il corrispondente termine tedesco Deutschland restituisce 159 mila risultati, ma nel mondo germanico è più diffusa la tradizione della birra. Torniamo alla distribuzione regionale dei winebar. In Lombardia 24800 risultati, in Piemonte 39700, in Liguria 23800, in Veneto 69400, in Trentino 56600, in Valle D’Aosta 5630, in Emilia Romagna 66 mila, in Toscana 64300, in Umbria 31600, Lazio 27300, nelle Marche 31300, in Campania 72700, in Basilicata 33300, in Puglia 49300, in Calabria 42300, in Sicilia 79000, in Sardegna 38600. Stavolta per le nostre ricerche abbiamo usato il motore di ricerca Yahoo, rispetto alla scorsa puntata, dove abbiamo usato Google. Questo per sottolineare che i risultati possono essere influenzati dalle diverse impostazioni dei motori, ma anche dal diverso livello di indicizzazione delle aziende da un motore all’altro. Ad incidere sui risultati può anche essere la densità pubblicitaria delle imprese, ma in ogni caso anche se dovesse trattarsi di iniziative promozionali delle aziende, i dati possono fornire una certa panoramica sulla forza dei competitor a livello territoriale. Dopo aver esaurito la panoramica sulla distribuzione della concorrenza, passiamo alla procedura amministrativa necessaria per avviare un’enoteca e un wine bar. Le due attività, come già sottolineato nelle scorse puntate, possono essere avviate in maniera separata oppure coesistere. L’enoteca pura vende vini, il wine bar li somministra al pubblico. Le due attività, secondo la classificazione riportata sul sito della Camera di Commercio di Milano, rientrano nella categoria dell’esercizio di vicinato ( solo enoteca) e della somministrazione di alimenti e bevande ( enoteca –winebar), quest’ultima classificazione è prevista anche per il bar, il ristorante o la pizzeria. Quando si presentano le dichiarazioni di inizio attività, ma anche quando si apre partita Iva, la voce generica somministrazione di alimenti e bevande non va utilizzata, lo si può fare solo in abbinamento alla voce che permette di identificare l’attività stessa, nel nostro caso wine bar. Cominciamo dalla procedura relativa all’enoteca.

COME APRIRE UN’ENOTECA : LE PROCEDURE

Anche per questa attività, si devono distinguere due casi: l’enoteca come pubblico esercizio e l’enoteca come vendita al dettaglio. Il pubblico esercizio significa anche somministrazione della bevanda, quindi assimilabile a winebar. Per l’enoteca sotto forma di pubblico esercizio servono: l’esito favorevole o l’accoglimento positivo del Comune sull’istanza di avvio dell’attività, i cui moduli vanno richiesti all’Ufficio Pianificazione e Sviluppo del comune dove l’attività avrà sede e la DIAP ( Dichiarazione inizio attività produttiva ad effetto immediato) da compilare sul modulo rilasciato dallo Sportello Attività Produttive del Comune. La disciplina dell’avvio di attività come quelle di enoteca e wine bar , oltre ad essere indicata da leggi nazionali, è normata anche da leggi regionali che potrebbero prevedere alcune lievi modifiche autorizzative alla procedura amministrativa. Per cui è consigliabile rivolgersi prima al proprio comune per conoscere i dettagli delle norme regionali che regolano le procedure amministrative di avvio dell’attività. Per l’enoteca che vende vino al dettaglio, quindi rientrante della categoria di esercizio di vicinato ( fino a 250 metri quadri) serve la sola DIAP, che abbiamo già descritto poche righe sopra. Per quanto riguarda il winebar o l’enoteca sotto forma di pubblico esercizio, bisogna compilare due differenti modelli di DIAP: uno in caso di attività nuova o trasformata e uno in caso di attività esistente, se il comune lo richiede, si deve presentare anche il modulo di sub ingresso nella licenza di somministrazione. Per completezza, occorre segnalare che nel caso di un pubblico esercizio esistente non occorre chiedere il provvedimento di accoglimento dell’istanza in quanto la licenza comunale è già stata rilasciata, bisogna solo volturarla.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

Fontesarda.it

Cantinesantavittoria.com

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